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	<title>ambiente Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
	<lastBuildDate>Mon, 09 Mar 2020 11:20:25 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ambiente Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Pneumatici: come riciclarli in modo creativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Feb 2020 09:49:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici auto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli pneumatici usati possono avere una seconda chance quando diventano vecchi per le auto. Con un po’ di ingegno si</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/02/19/pneumatici-come-riciclarli-in-modo-creativo/">Pneumatici: come riciclarli in modo creativo</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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<p>Gli pneumatici usati possono avere una seconda chance quando diventano vecchi per le auto. Con un po’ di ingegno <strong>si trasformano in fioriere, pouf, cucce e attrezzi sportivi a cielo aperto, il che permette di ridurre il quantitativo di rifiuti di questo genere da smaltire</strong>.</p>



<p>Riduzione
dei rifiuti, recupero e riutilizzo stanno diventando una priorità per la
maggioranza degli italiani. Il riciclo creativo è entrato a far parte della
vita di molti di noi: meno si impatta sull’ambiente e meno ci si sente in colpa,
del resto le cattive condizioni di salute dell’ecosistema ci stanno dando parecchi
pensieri.</p>



<p><strong>Gli pneumatici fuori uso ogni anno superano i 2 milioni di pezzi</strong>, di cui il 47% non può essere rigenerato e deve essere smaltito. Automobile.it &#8211; sito di annunci auto &#8211; ha pensato ad alcuni comportamenti virtuosi per dare vita a oggetti utili e funzionali a partire dai vecchi copertoni. </p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-creativo-aiuole.jpg" alt="" class="wp-image-11017" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-creativo-aiuole.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-creativo-aiuole-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-creativo-aiuole-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-creativo-aiuole-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fioriere e vasi pensili</strong></h2>



<p>Perché non <strong>riutilizzare i vecchi pneumatici usurati trasformandoli in fioriere?</strong> Il primo step è lavarli accuratamente e una volta asciutti applicare una base di compensato trattato con anti muffa, dello stesso diametro della gomma. Ma non finisce qui. Agganciando gli pneumatici a una catena o a un forte sostegno e forandoli nella parte bassa diventano una sorta di vasi pensili. A seconda dell’ambiente scelto per posizionarli, si possono verniciare così da renderli in palette con tutto il resto. </p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-gomme.jpg" alt="" class="wp-image-11018" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-gomme.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-gomme-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-gomme-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatici-riciclo-gomme-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Pouf e tavoli d’appoggio</strong></h2>



<p><strong>Le gomme auto usate diventano pratici pouf</strong>: basta unirne due, una sull’altra, fissarle con lunghe viti e infine riempire l’interno con un grande cuscino. Le due ruote possono essere verniciate del colore preferito tenendo presente che le colorazioni forti e intense sono più adatte a coprire il nero degli pneumatici. </p>



<p><strong>Nel caso in cui si voglia creare un tavolino</strong>, va solo sostituito il cuscino con una lastra in vetro o in legno per creare il piano.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-creativo-tavolo.jpg" alt="" class="wp-image-11019" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-creativo-tavolo.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-creativo-tavolo-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-creativo-tavolo-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-creativo-tavolo-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Una cuccia accogliente</strong></h2>



<p>Per gli amici a 4 zampe il vecchio pneumatico può diventare una risorsa: basta avere una gomma, lavata e verniciata a piacimento e chiusa con un foglio di compensato così da formare un morbido contenitore da riempire di piccoli cuscini e calde coperte per <strong>ricreare una cuccia accogliente per i nostri cani e gatti</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-1-1.jpg" alt="" class="wp-image-11020" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-1-1.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-1-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-1-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/pneumatci-riciclo-1-1-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Attrezzi a cielo aperto</strong></h2>



<p>Con il diffondersi degli allenamenti funzionali, capita sempre più spesso di <strong>vedere utilizzati vecchi pneumatici all’aria aperta e a volte anche nelle sale fitness</strong>. Allenarsi con gli pneumatici &#8211; il cosiddetto “tire training” &#8211; serve per incrementare la forza resistente e la potenza. Dal semplice ribaltamento della ruota al salto dentro e fuori dal buco della gomma, gli esercizi con gli pneumatici possono anche essere divertenti.</p>



<p><em>Che ne pensate di queste idee per recuperare <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/06/08/pneumatici-dispersi-nellambiente-come-segnalarli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="vecchi copertoni (apre in una nuova scheda)">vecchi copertoni</a> per auto?</em> &nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/penumtatici-riciclo-creativo.jpg" alt="" class="wp-image-11021" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/penumtatici-riciclo-creativo.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/penumtatici-riciclo-creativo-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/penumtatici-riciclo-creativo-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/penumtatici-riciclo-creativo-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Il calcare nell’acqua fa consumare molto, una soluzione è l’addolcitore</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2020/02/13/il-calcare-nellacqua-fa-consumare-molto-una-soluzione-e-laddolcitore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Feb 2020 16:56:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il famoso periodo delle vacche grasse è finito da un pezzo. Viviamo in tempi di vacche magre e più o</p>
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<p>Il famoso periodo delle vacche grasse è finito da un pezzo. Viviamo in tempi di vacche magre e più o meno tutti stiamo attenti a evitare gli sprechi, sia per non infierire sull’ambiente sia per non far piangere il portafoglio. A incidere sul bilancio famigliare, più di quanto si creda, è l’acqua calcarea per il forte impatto soprattutto sui consumi energetici. Ogni millimetro di calcare che si deposita su resistenze e serpentine che scaldano l’acqua provoca un aumento del consumo energetico del 18%.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Conseguenze del calcare</strong></h2>



<p>“In molte case arriva <strong>acqua di eccessiva durezza, che fa aumentare il consumo di energia e fa perdere di efficienza agli elettrodomestici</strong>, perché gli scambiatori di calore di lavatrici, lavastoviglie e calderine si rivestono di uno strato di calcare. <br>Bloccando le canalizzazioni, inoltre, <strong>il calcare diventa una sorta di isolante termico che rende necessario riscaldare di più l’acqua</strong>, causando ulteriori sprechi”, spiegano da Culligan, azienda leader nei sistemi di trattamento dell’acqua.<br>Tra l’altro,<strong> più è calcarea l’acqua e più c’è consumo di detergenti</strong> nei lavaggi e nell&#8217;igiene personale, visto che una parte del sapone, combinandosi con il carbonato di calcio, viene sprecato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Soluzione per il calcare</h2>



<p><br>Che fare? Una soluzione è <strong>installare un addolcitore d’acqua</strong>, un sistema che trasforma i sali di calcio e magnesio in sali di sodio, quest’ultimi rimangono in soluzione e non generano incrostazioni né depositi. <br>La bella notizia è <strong>l’aiuto economico che arriva dall’Ecobonus 2020</strong>: agevolazioni fiscali su acquisto e installazione dei sistemi di trattamento dell’acqua per prevenire la formazione del calcare.</p>



<p>Grazie alla nuova finanziaria, infatti, chi sceglie di installare un addolcitore d’acqua può beneficiare delle aliquote ridotte Iva e delle detrazioni Irpef. Nello specifico, è prevista l<strong>’aliquota Iva ridotta al 10%, mentre la detrazione Irpef è pari al 50% in interventi di manutenzione straordinaria</strong>. </p>



<p>Il montaggio di un addolcitore richiede un intervento di allaccio alla rete idrica che, se eseguito nell’ambito del rinnovamento dell’impianto idraulico esistente con modifiche strutturali, consente di accedere alle detrazioni fiscali anche sulle spese per i lavori.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/problemi-Calcare-1.jpg" alt="" class="wp-image-11004" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/problemi-Calcare-1.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/problemi-Calcare-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/problemi-Calcare-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/02/problemi-Calcare-1-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>@Culligan</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Risparmi con l&#8217;addolcitore</h2>



<p>L’addolcitore, infatti, <strong>garantisce maggiore durata alle tubazioni di casa, preserva l’impianto idraulico-sanitario e mantiene gli elettrodomestici performanti</strong>. Inoltre, se l’acqua è meno dura c’è una riduzione dei detergenti per la casa: dall’<a rel="noreferrer noopener" aria-label="anticalcare (apre in una nuova scheda)" href="https://www.ecospiragli.it/2019/02/20/ammorbidente-lacido-citrico-e-lalternativa-naturale-ed-economica/" target="_blank">anticalcare</a> ai detersivi, fino agli ammorbidenti, perché un’acqua senza calcare lega meno sapone e rende soffice il bucato senza bisogno di additivi.<br><br>Secondo i dati <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Culligan  (apre in una nuova scheda)" href="https://www.culligan.it/" target="_blank">Culligan</a><strong><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Culligan  (apre in una nuova scheda)" href="https://www.culligan.it/" target="_blank"> </a>l’impiego di un addolcitore assicura un risparmio economico per una famiglia media di 3 persone che può arrivare fino a 500 euro l’anno</strong>: il 50% su detergenti casa e persona, il 5% sulle bollette di luce e gas, il 10% sulla manutenzione degli elettrodomestici e sulla manutenzione straordinaria degli impianti.</p>



<p>Viste le
detrazioni dell’Ecobonus conviene pensare su da farsi.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Zucchero grezzo bio 100% italiano da Italia Zuccheri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 13:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da febbraio 2020 sarà sugli scaffali dei supermercati Nostrano Bio, il primo e unico zucchero grezzo bio 100% italiano, che</p>
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<p>Da febbraio 2020 sarà sugli scaffali dei supermercati Nostrano Bio, il primo e unico zucchero grezzo bio 100% italiano, che vanta anche una confezione completamente compostabile. <br>Ve ne parlo perché è una best practice aziendale di Italia Zuccheri: dopo un importante lavoro di sperimentazione è riuscita a ottenere <strong>uno zucchero grezzo estratto dalla barbabietola (anziché dalla canna) con una produzione del tutto biologica e 100% italiana</strong>. È estratto dal succo madre della barbabietola, trattato attraverso pressione e temperatura ad hoc così da preservare integre le sue sostanze e i suoi aromi naturali. Quindi un <strong>prodotto genuino, tracciato dal campo alla tavola e da filiera corta</strong>. <br><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Italia Zuccheri (apre in una nuova scheda)" href="https://www.italiazuccheri.it/chi-siamo/" target="_blank">Italia Zuccheri</a> fa parte di COPROB, cooperativa produttori bieticoli che conta sul lavoro di circa 7mila aziende italiane. Proprio grazie alla cooperativa, si è riportata la coltura della barbabietola in aree dove era scomparsa, con benefici per tutto il sistema agricolo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-barbabietole-1.jpg" alt="" class="wp-image-10977" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-barbabietole-1.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-barbabietole-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-barbabietole-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-barbabietole-1-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>OLYMPUS DIGITAL CAMERA</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Barbabietola da zucchero</strong></h2>



<p>Lo scorso anno sono andata nel Bolognese per vedere dal vivo sia dei campi coltivati a barbabietole sia lo stabilimento di trasformazione: ricordo un profumo inebriante, tipo quello di zucchero filato! Prima di allora ignoravo gli aspetti positivi legati alla barbabietola da zucchero. <br><strong>La coltivazione di questa pianta è tra le più virtuose in termini di emissioni di gas serra ed è di importanza strategica nella rotazione agricola</strong>, grazie alla sua capacità di rilasciare elementi nutritivi organici e minerali nel terreno perché arricchisce i campi dopo la raccolta, aumentandone la resa produttiva.</p>



<p>Con l’avvio di questa nuova produzione si aprono anche <strong>ulteriori opportunità per i bieticoltori italiani</strong>. Gli studi europei del Cefs, infatti, stimano che per ogni ettaro di barbabietole da zucchero trovano occupazione fino a 7 persone: ciò sarà maggiormente sostenuto in un mercato in forte crescita, come quello del biologico. Per produrre Nostrano Bio si sono iniziati a coltivare 1.300 ettari a barbabietole biologiche, grazie al lavoro di 140 aziende agricole certificate.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-coltivazione-barbabietole-.jpg" alt="" class="wp-image-10978" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-coltivazione-barbabietole-.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-coltivazione-barbabietole--300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-coltivazione-barbabietole--768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/zucchero-grezzo-coltivazione-barbabietole--120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli impatti negativi dello zucchero da canna </h2>



<p>Sappiamo che, in generale, non è semplice vivere di agricoltura, andrebbe riconosciuto maggiore valore ai bieticoltori del Belpaese, che ci garantiscono uno zucchero controllato e a basso impatto ambientale rispetto allo zucchero di canna. <br>Non dimentichiamo che l<strong>e coltivazioni di canna da zucchero (usata nell’industria alimentare, nella produzione di biocarburanti e bioplastiche) sono tra le principali cause di deforestazione nelle aree tropicali</strong>; come ricorda il WWF “se il ritmo del disboscamento non diminuirà, entro il 2030 potrebbe andare perduto fino al 34% del patrimonio forestale esistente nella regione con effetti devastanti sulla biodiversità”.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/01/31/zucchero-grezzo-bio-100-italiano-da-italia-zuccheri/">Zucchero grezzo bio 100% italiano da Italia Zuccheri</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Klimahouse Bolzano 2020, l’edilizia è sempre più sostenibile</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2020/01/24/klimahouse-bolzano-2020-ledilizia-e-sempre-piu-sostenibile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2020 13:58:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[klimahouse 2020]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quest’anno Klimahouse festeggia il 15esimo compleanno: 450 espositori e tantissimi visitatori sono presenti &#160;a Bolzano per questa fiera internazionale dedicata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/01/24/klimahouse-bolzano-2020-ledilizia-e-sempre-piu-sostenibile/">Klimahouse Bolzano 2020, l’edilizia è sempre più sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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<p>Quest’anno Klimahouse festeggia il 15esimo compleanno: <strong>450 espositori e tantissimi visitatori sono presenti &nbsp;a Bolzano per questa fiera internazionale dedicata all&#8217;efficienza energetica e al risanamento in edilizia in chiave sostenibile</strong>. <br>Una quattro giorni di full immersion (termina il 25 gennaio), con prodotti innovativi, workshop, convegni, incontri e consulenze gratuite per fare il punto sulle soluzioni attuali e per riflettere sui trend futuri. <br>Così mentre a Davos, in Svizzera, Donald Trump attaccava gli ambientalisti definendoli “profeti di sventura”, a Bolzano iniziava Klimahouse con il claim “costruire bene per vivere bene”.<br></p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-bolzano-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-10971" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-bolzano-1024x682.jpeg 1024w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-bolzano-300x200.jpeg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-bolzano-768x512.jpeg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-bolzano-120x80.jpeg 120w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-bolzano.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Novità di Klimahouse</h2>



<p>Tra le centinaia di proposte viste, vi riporto un paio di innovazioni che mi hanno fatto riflettere.<br>Una startup (Graffiti 4 Smart City) ha creato dei<strong> mosaici da muro smart utilizzando sottili tessere da muro </strong>inseribili nelle pareti e collegabili direttamente al proprio smartphone sfruttando la tecnologia 5G, che permettono di accedere a una serie di servizi, anche dell’amministrazione comunale.</p>



<p>Innovativo poi il sistema costruttivo (LinaHAUS di LenEco GmbH) che utilizza <strong>componenti interamente in legno non trattato e permette di realizzare edifici in legno massiccio</strong> senza coibentazione o strati di rivestimento aggiuntivi, semplificando quindi la posa ed evitando l’utilizzo di materiali derivati dal petrolio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il futuro dell&#8217;edilizia sostenibile</h2>



<p>Partecipando a incontri e congressi, durante la mia presenza in fiera, invece, mi sono rimaste impresse due frasi in particolare.<br>La prima è del climatologo Luca Mercalli: <strong>&#8220;L&#8217;edilizia sostenibile ha solo vantaggi su tutti i fronti e cioè meno consumi e quindi risparmio in bolletta, ottimo comfort e salvaguardia dell&#8217;ambiente&#8221;</strong>. </p>



<p>Come non essere d’accordo? I<strong>l settore dell’edilizia è il più grande produttore di rifiuti e di emissione di CO</strong><sub><strong>2,</strong></sub><strong> </strong>ma a differenza degli altri comparti, questo mercato ha già sviluppato numerose soluzioni innovative. Pensiamo al <strong>legno</strong>. Questo materiale naturale, ad esempio, non disperde il calore d’inverno, mentre d’estate protegge da quello eccessivo, garantendo comfort ambientale. Non si tratta di andare ad abitare in casette di montagna. In Norvegia, ad esempio, c’è un palazzo di 18 piani completamente in legno, a Milano &#8211; in via Cenni, vicino al parco di Trenno- si è costruito un quartiere residenziale con strutture portanti fatte di legno in classe A.</p>



<p>Ben dice Ulrich Santa, direttore dell’Agenzia CasaClima, quando afferma che <strong>a Klimahouse si trova tutto quello che ci serve per una nuova edilizia che tuteli sia l’ambiente sia la salute</strong>. Girando per la fiera e partecipando ai convegni incentrati sull&#8217;edilizia sostenibile si rimane meravigliati dalle numerose soluzioni esistenti per ogni tipologia di esigenza.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse.jpg" alt="" class="wp-image-10972" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/01/fiera-klimahouse-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>La seconda frase è che mi ha colpita è questa:<strong>”L&#8217;architettura inizia quando si mettono insieme due mattoni con cura. Lì inizia”.</strong> È di Ludwig Mies van der Rohe, architetto e designer tedesco, ed è stata riportata dal professor Benjamin Dillenburg dell’ETH Zurigo durante il suo intervento sul digitale e l&#8217;edilizia. Questa frase condensa con parole semplici un settore complesso che può essere declinato sia in chiave impattante sia sostenibile. <br>Se in Cina negli ultimi 3 anni si è usato tanto calcestruzzo quanto negli ultimi 100 -ed è un problema- per costruire in modo sostenibile può darci una mano anche l’innovazione digitale, ad esempio, con le stampanti 3d si possono realizzare costruzioni su misura e con forme fino a qualche tempo fa impensabili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bolzano scende in campo</h2>



<p>A partire da questa edizione è stata coinvolta ancora di più la città: nel centro di Bolzano c’è un percorso tra negozi, ristoranti e bar con prodotti a km0, o di filiera corta, che <strong>aderiscono al proposito #noPlastic</strong> (posate, bottiglie, o sacchetti in materiale plastico). Inoltre, per ridurre le emissioni di CO<sub>2 </sub>si incentivano i visitatori ad arrivare in fiera con i mezzi pubblici: <strong>il biglietto d’ingresso online dà diritto a viaggiare gratis da e per Fiera Bolzano</strong>. </p>



<p>Anna Simone</p>
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		<title>I superfood: sono etici?</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/12/18/superfood-non-sempre-sono-etici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Dec 2019 12:29:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si fa presto a dire superfood. Alcuni alimenti contengono sì nutrienti in percentuale superiore rispetto ai cibi comuni, ma una</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><em>Si fa presto a dire superfood. Alcuni alimenti
contengono sì nutrienti in percentuale superiore rispetto ai cibi comuni, ma
una parte dei superfood arriva sulle nostre tavole a fronte di un alto impatto
ambientale e di problematiche legate all’eticità.</em></strong></p>



<p>Quanto è bello sedersi a tavola convinti di combinare la salute al nostro spiccato senso etico. Ma siamo sicuri di poterci lavare la coscienza solamente scegliendo alcuni cibi invece che altri? <br>Partiamo da qualche esempio. <strong>L’avocado è un frutto tropicale ricco di nutrienti essenziali e il suo gusto unico è capace di insaporire molti piatti</strong>, grazie anche alla polpa burrosa che lo rende spesso un sostituto vegetale del burro. Di contro, <strong>produrre avocado richiede ingenti quantità di acqua, mentre trasportarli dal centro o Sud America in Europa implica rilevanti emissioni di CO<sub>2,</sub></strong>senza dimenticare che spesso vengono deforestate vaste aree per convertirle in monocolture.</p>



<p>Secondo la FAO, la produzione globale
di avocado è più che raddoppiata dal 1993, per via della domanda che aumenta di
anno in anno; solo <strong>in Italia, il consumo
è passato dalle 3.600 tonnellate del 2007 alle oltre 13mila del 2016 (+261%). </strong>Si
stima che per produrne un chilo servano circa 2mila litri d’acqua, cioè 4 volte
in più rispetto alla quantità necessaria per un chilo di <strong>arance</strong> (secondo
i calcoli del Water Footprint Network) e dieci volte in più rispetto a quella
che serve per un chilo di <strong>pomodori</strong>.</p>



<p>In <strong>Cile</strong>, Paese in cui l&#8217;acqua potabile è in gran parte privatizzata, chi gestisce le grandi <strong>piantagioni di avocado</strong> ha installato sistemi illegali per trasportare l&#8217;acqua dei fiumi fino ai campi, causando estrema <strong>siccità</strong>. A ciò va sommato il <strong>trasporto</strong>. Per raggiungere l’Europa e l’Italia questi frutti tropicali devono viaggiare per <strong>oltre 10mila km</strong>. Di conseguenza, si fa ricorso al petrolio come carburante e si provocano importanti <strong>emissioni di anidride carbonica</strong> in atmosfera. È sostenibile mangiare l’avocado? La risposta è negativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quinoa</h2>



<p>Passiamo alla <strong>quinoa, graminacea quasi sconosciuta in Italia fino a qualche anno fa, ma diventata uno dei maggiori di cibi di tendenza del momento</strong>. Da un punto di vista nutrizionale è ricca di fibre, minerali e proteine, ha pochi carboidrati e zero glutine, il che la rende preziosa soprattutto per i vegani e i celiaci. <strong>La sua produzione, però, impatta fortemente sull’ambiente</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="433" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-quinoa.jpg" alt="" class="wp-image-10944" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-quinoa.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-quinoa-300x162.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-quinoa-768x416.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Sulle Ande di <strong>Bolivia</strong> e <strong>Perù</strong>, dove viene prodotta, vaste aree sono state convertite in <strong>monocolture di quinoa</strong> destinata a Europa e Nordamerica, con conseguenze negative sia sull’ambiente sia sulle popolazioni locali. Queste ultime hanno da sempre basato la loro dieta sulla quinoa, ora che è destinata all’export è diventata così costosa che per avere l’apporto proteico necessario le persone del luogo, di certo non ricche, devono ripiegare su <strong>cibi economici di bassa qualità</strong>. Per produrre quantità di quinoa capaci di soddisfare la richiesta crescente, inoltre, si è iniziato a far largo uso di <strong>fertilizzanti e concimi chimici</strong>, per giunta i terreni si impoveriscono e diventano sempre più aridi e sempre più inadatti alla <strong>biodiversità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Soia</h2>



<p>Concludiamo con la<strong> soia</strong>, legumeormai utilizzato quasi ovunque come <strong>ingrediente base dei prodotti imitativi della carne</strong>, del latte e dei suoi derivati. Come ricorda la divulgatrice scientifica <a href="https://carnisostenibili.it/autore/susanna-bramante/"><strong>Susanna Bramante</strong></a> nel libro “La soia: fa bene o fa male?”, i fagioli di soia subiscono numerosi <strong>trattamenti chimici e meccanici</strong> &#8211; per diventare ad esempio un hamburger &#8211; che <strong>distruggono il suo valore nutritivo</strong> le proprietà benefiche iniziali, ossidano i grassi e abbattono proteine, vitamine e minerali. L’aggiunta di <strong>additivi, dolcificanti, addensanti, emulsionanti, coloranti, sale e grassi</strong> perfezionano il gusto della ricetta.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-soia.jpg" alt="" class="wp-image-10943" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-soia.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-soia-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-soia-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/superfood-soia-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>Come per gli altri alimenti, <strong>della soia non si dovrebbe abusare</strong>. La principale controindicazione è legata alla presenza in questo legume di alcuni <strong>fitoestrogeni</strong>, che potrebbero andare a stravolgere l’equilibrio della tiroide e di alcuni organi. Su questa questione da anni ci sono pareri controversi, secondo una parte della comunità scientifica sarebbe meglio <strong>evitare di consumare regolarmente soia</strong>, secondo un’altra invece un consumo non eccessivo (2-3 volte a settimana) non comporta rischi. Di certo è meglio prediligere la <strong>soia fermentata</strong> e dunque alimenti come la salsa di soia, il tempeh, il natto e il miso. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Sostenibilità reale</h2>



<p><strong>Tutto ha un impatto sull’ambiente,
inclusi i superfood che vengono da lontano</strong>. Si può scegliere di seguire una <strong>dieta vegana</strong> per
motivi etici, ma di sicuro non legati all’ambiente. <strong>La sostenibilità
dovrebbe riguardare il nostro stile di vita in toto</strong>: dal prendere i mezzi
pubblici invece dell’auto al comprare prodotti locali, dal risparmiare energia
in casa e sul posto di lavoro al preferire capi e oggetti riciclabili, dal fare
una corretta raccolta differenziata al non sprecare cibo, <strong>la sostenibilità
riguarda ogni aspetto della nostra quotidianità</strong>. Illudersi che si limiti
alla tavola può risultare ingenuo, o fuorviante.</p>



<p>Anna Simone </p>
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		<title>Acqua migliore da bere: quella del rubinetto</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/12/10/acqua-gasata/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2019 12:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[acqua rubinetto]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La continua pubblicità sull’acqua in bottiglia ci ha spinto a pensare che sia migliore rispetto a quella del rubinetto di</p>
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<p>La continua pubblicità sull’acqua in bottiglia ci ha spinto a pensare che sia migliore rispetto a quella del rubinetto di casa. In realtà questa deduzione non trova riscontri oggettivi, anzi.</p>



<p><strong>L’acqua del sindaco è controllata più di quattro volte all’anno </strong>(sia dalla società che gestisce l&#8217;acquedotto sia dalla Asl), subisce un processo di clorazione per eliminare il rischio di contaminazione batterica, ha un costo basso e non impatta sull’ambiente. <br><strong>L’acqua minerale imbottigliata, invece, è controllata una volta all’anno</strong> (dalle stesse aziende imbottigliatrici, che inviano un&#8217;autocertificazione al Ministero della Salute), ha costi elevati, è soggetta a potenziali problematiche relative allo stoccaggio delle bottiglie in ambienti non sempre adatti (con possibili effetti negativi per la salute umana) e inquina, visto che le bottiglie di plastica devono essere prodotte, trasportate da una parte all’altra della Penisola e poi smaltite.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Calcare</strong></h2>



<p>“Non bevo l’acqua del rubinetto perché il calcare fa male”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Molti pensano che un elevato contenuto di calcare sia dannoso per i reni. È il contrario. <strong>L&#8217;acqua &#8220;dura&#8221; è ricca di calcio, che va a fissarsi nelle ossa</strong> contribuendo a contrastare l&#8217;osteoporosi e di conseguenza è una valida alternativa al consumo di latticini, inoltre, apporta benefici al sistema cardiovascolare. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Cloro</h2>



<p>“Non bevo l’acqua del rubinetto perché sa di cloro”. Questa sostanza viene sì aggiunta all&#8217;acqua per renderla microbiologicamente sicura, ma <strong>il sapore del cloro può essere annullato lasciandola decantare per qualche minuto all&#8217;interno di un contenitore</strong>, così che l’odore della sostanze disinfettante abbia il tempo di evaporare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Colorazione biancastra</h2>



<p>“Non bevo l’acqua del rubinetto perché è bianca”. In alcune zone d’Italia l&#8217;acqua &#8220;di casa&#8221; tende ad assumere un colore biancastro poco allettante: <strong>per migliorarne l&#8217;appeal è sufficiente lasciar &#8220;riposare&#8221; l&#8217;acqua in un bicchiere e</strong> veder scomparire il bianco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Controlli</h2>



<p>“Non bevo <a rel="noreferrer noopener" aria-label="l’acqua del rubinetto (apre in una nuova scheda)" href="https://www.ecospiragli.it/2019/07/22/bere-acqua-del-rubinetto-perche-e-meglio/" target="_blank">l’acqua del rubinetto</a> perché poco sicura”. Di fatto, è un’acqua controllata periodicamente e più frequentemente di quanto avviene per l&#8217;acqua in bottiglia, in base al Decreto Legislativo 31 del 2001. A tutelare la sicurezza dei cittadini <strong>ci sono oltre 300mila controlli all&#8217;anno da parte dei gestori e delle autorità sanitarie</strong>. </p>



<p><strong>Per conoscere i dati significativi che caratterizzano l&#8217;acqua che esce dal rubinetto di casa </strong>si può inserire il nome del Comune di residenza all&#8217;interno del sito www.portaleacque.salute.gov.it (spazio e destra). Tra l’altro, alcuni gestori rendono disponibile le analisi fino al numero civico (ad esempio, a Milano è così).</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Acqua gassata</strong></h2>



<p>“Non bevo acqua del rubinetto perché mi piace quella frizzante”. <strong>Anche l’acqua del sindaco può essere gassata</strong>: in commercio esistono dei gasatori. <br>Io preferisco quella liscia, però sono contenta di aver ricevuto in regalo il gasatore <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Spirit Gold Edition  (apre in una nuova scheda)" href="https://www.sodastream.it/scheda/1/33/319/gasatori/Spirit/Spirit-White-Gold---SPECIAL-EDITION" target="_blank">Spirit Gold Edition </a>di SodaStream, che trasforma l’acqua del rubinetto in acqua gassata, evitando l’acquisto di numerose bottiglie di plastica per andare incontro ad alcuni amici e familiari che amano l’acqua con le bollicine.</p>



<p>La tecnologia si chiama snap-lock e permette di fissare la bottiglia al gasatore con una spinta verso l’alto, senza doverla avvitare. <strong>Non funziona con batterie o elettricità, basta riempire la bottiglia di acqua di rubinetto, agganciarla al gasatore, premere il pulsante e portarla in tavola</strong>.</p>



<p>Quando la bomboletta di CO<sub>2</sub> finisce può essere riconsegnata nei punti vendita SodaStream e prendere la ricarica. <strong>Bevendo acqua gassata con SodaStream si entra nel club “Plastic fighters”, basti pensare che dal 2008 a oggi sono state risparmiate 6 miliardi di bottiglie di plastica</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/gasatore-soda-stream-2.jpg" alt="" class="wp-image-10922" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/gasatore-soda-stream-2.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/gasatore-soda-stream-2-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/gasatore-soda-stream-2-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/12/gasatore-soda-stream-2-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Come preparare il caffè con la moka</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/11/28/come-preparare-il-caffe-con-la-moka/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 13:30:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[moka per caffè]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appena svegli è piacevole sentire l’aroma del caffè, non c’è famiglia italiana che non abbia il rito di berne una</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/28/come-preparare-il-caffe-con-la-moka/">Come preparare il caffè con la moka</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Appena svegli è piacevole sentire l’aroma del caffè, non c’è famiglia italiana che non abbia il rito di berne una tazzina a colazione. Negli ultimi anni si sono diffuse le macchine con capsule, per prepararlo a casa in poco più di un minuto.</p>



<p>Sono degli elettrodomestici comodi, ma a pagarne le conseguenze è l’ambiente perché <strong>le cialde una volta usate diventano un rifiuto da smaltire. A ciò vanno aggiunti i costi energetici per la loro realizzazione</strong>.<br> Con la cara e tradizionale moka, invece, i fondi di caffè gettati nell’organico diventeranno compost con cui fertilizzare i terreni.</p>



<p><strong>L’invenzione della Moka Express risale al 1933</strong>, quando Alfonso Bialetti ebbe l’intuizione di creare un nuovo strumento per la produzione casalinga del caffè: una caldaia, sulla quale si infila un filtro a imbuto, e su questa si avvita (senza stringere troppo) una seconda parte che comprende un secondo filtro, un camino e un raccoglitore sormontato da un coperchio; a permettere la presa ci pensa una maniglia.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/caffè-moka.jpg" alt="" class="wp-image-10913" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/caffè-moka.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/caffè-moka-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/caffè-moka-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/caffè-moka-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come si preparare il caffè con la moka? </strong></h2>



<p>Sono quattro i passaggi fondamentali e ce li ricorda <a href="https://www.caffemilani.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Caffè Milani (apre in una nuova scheda)">Caffè Milani</a>:</p>



<p>1) Per prima cosa <strong>si versa l’acqua all’interno della caldaia</strong> fino a raggiungere la valvola di sicurezza, senza oltrepassarla.</p>



<p>2) Il passaggio successivo è <strong>versare la polvere di caffè macinato nel filtro</strong>, uniformando la superficie con il manico di un cucchiaino o battendo la caldaia sul piano di lavoro; non bisogna fare montagnette (l’estrazione non sarà uniforme), né pressare (l’acqua faticherà a salire ed estrarrà maggiormente la parte amara che avrà la prevalenza sualtri gusti), e nemmeno fare buchi (si creano delle corsie preferenziali di passaggio dell’acqua, che danno un caffè con pochi aromi, slavato).</p>



<p>3) Sistemato il caffè macinato, <strong>si avvita la parte superiore della moka alla caldaia e si mette sul fuoco</strong>; la fiamma non deve superare la base della caffettiera. Con l’alzarsi della temperatura il vapore esercita pressione sull’acqua, che sale nel filtro a imbuto ed entra in contatto con la polvere di caffè, creando la bevanda che confluisce nel raccoglitore.</p>



<p>4) <strong>Quando si avverte il  “borbottio” bisogna spegnere il fuoco</strong> e il caffè è ormai pronto per essere versato nella tazzina, avendo l’accortezza di mescolarlo perché miscelare la parte più blanda a quella più corposa.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/28/come-preparare-il-caffe-con-la-moka/">Come preparare il caffè con la moka</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Tendenza sneakers Autunno Inverno 2019: Zero impatto ambientale con Womsh</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/11/22/tendenza-sneakers-vegane-autunno-inverno-2019-womsh/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Tirendi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 10:19:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[scarpe vegane]]></category>
		<category><![CDATA[tendenza sneakers]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per l’autunno inverno 2019 la tendenza sneakers sarà protagonista dei nostri look, perfette con jeans, abiti lunghi, gonne midi e ideali anche sotto un tailleur</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/22/tendenza-sneakers-vegane-autunno-inverno-2019-womsh/">Tendenza sneakers Autunno Inverno 2019: Zero impatto ambientale con Womsh</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3>È innegabile, le <strong>sneakers</strong> sono diventate i tacchi del nuovo millennio: comode, versatili e di tendenza, le ex scarpe da ginnastica si sono trasformate in un accessorio must-have adatto a differenti occasioni d’uso.</h3>
<p>Anche per l’<strong>autunno inverno 2019</strong> la tendenza sneakers sarà protagonista dei nostri look, perfette con jeans, abiti lunghi, gonne midi e ideali anche sotto un tailleur.</p>
<p>Tra le proposte moda interessanti da tenere sott&#8217;occhio si distingue la nuova collezione di <strong>Womsh</strong>, il marchio italiano di <strong>sneakers a zero impatto ambientale,</strong> che ha recentemente presentato i nuovi modelli per lui e per lei, capaci di conciliare fashion e sostenibilità con un effetto wow assicurato.</p>
<p>Le nuove sneakers donna sono caratterizzate da linee pulite, <strong>dettagli animalier, argento e inserti lamè color oro</strong>. I quattro modelli Concept, Kingston, Snik e Wave sono disponibili in bianco ma anche in tonalità tipicamente autunnali come grigio, nero, rosa antico e blu.</p>
<p>Anche i modelli maschili Hector, Kingston e Snik presentano un mood minimal mentre la Wave, come per la donna, ha un profilo più importante e over. Ogni creazione interpreta la tendenza sneakers del momento, come gli inserti in suede o le scelte cromatiche che vanno dal nero al grigio, dal verde bosco all’indaco. Il colore è utilizzato sia in versioni plain sull’intera tomaia sia come decoro: giochi a contrasto laterali o leggeri temi sul pannello del tallone o sull’esterno della tomaia rendono ogni modello unico e adatto a ogni stile.</p>
<h2><strong>Linea vegana</strong></h2>
<p>All’interno della proposta moda offerta da Womsh non possiamo non citare la<strong> linea vegan</strong>, i cui modelli sono realizzati in <strong>Apple Skin, un particolare materiale realizzato al 50% da fibra di mela e al 50% da PU</strong> (Poliuretano) inventato da Frumat Leather, azienda italiana che nel 2018 ha vinto il premio “Technology and Innovation” al Green Carpet Fashion &#8211; l’evento che premia la moda sostenibile istituito da La Camera Nazionale della Moda Italiana in collaborazione con Eco-Age.</p>
<h2><strong>Choose the change</strong></h2>
<p>Con il motto <em>choose the change</em> <a href="https://www.womsh.com/it_it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Womsh</a> dimostra il suo impegno a favore della tutela della natura: <strong>per ogni paio di scarpe vegan, il brand si impegna a piantare un albero attraverso Treedom</strong>, la piattaforma web italiana che promuove progetti agroforestali in tutto il mondo; in 5 anni ha preservato 12mila m2 di foresta; nel 2018 ha riciclato 1500 paia di sneakers Womsh; dal 2014 ha compensato più di 74 tonnellate di emissioni di anidride carbonica; il 90% di energia utilizzata nei propri stabilimenti proviene da fonti rinnovabili. <br />Le sneakers Womsh della linea vegan fanno felice chi le indossa, gli animali e fanno anche bene al pianeta perché assorbono la&#8217;anidride carbonica che immettiamo con le nostre attività nell’ambiente.</p>
<p> </p>


<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/Womsh-sneakers-vegane.jpg" alt="scarpe da ginnastica vegane" class="wp-image-10905" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/Womsh-sneakers-vegane.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/Womsh-sneakers-vegane-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/Womsh-sneakers-vegane-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/Womsh-sneakers-vegane-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>
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		<title>Feng Shui casa: un’antica disciplina per ritrovare il benessere</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/11/18/feng-shui-casa-unantica-disciplina-per-ritrovare-il-benessere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2019 09:29:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[febg shui casa]]></category>
		<category><![CDATA[feng shui]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Conoscete il Feng Shui? Personalmente ho scoperto quest’antica disciplina di origine cinese qualche anno fa, ma solo di recente ho</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/18/feng-shui-casa-unantica-disciplina-per-ritrovare-il-benessere/">Feng Shui casa: un’antica disciplina per ritrovare il benessere</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Conoscete il Feng Shui? Personalmente ho scoperto quest’antica disciplina di origine cinese qualche anno fa, ma solo di recente ho chiesto una consulenza per ritrovare energia e buonumore.<br><strong>Per il Feng Shui l’ambiente che ci circonda influenza l’uomo e l’uomo agisce sull&#8217;ambiente</strong>: arredamento, disposizione dei mobili, posizione degli oggetti, piante, materiali, colori, specchi, elementi tessili, insomma, tutto ciò che è nelle stanze in cui passiamo molte ore al giorno ci influenza. Se &#8211; quando siamo in un determinato spazio &#8211; abbiamo delle sensazioni di malessere, disagio, fastidio, insofferenza, infelicità, stanchezza e via dicendo, potrebbero dipendere dal luogo in cui ci troviamo.<br></p>



<h2 class="wp-block-heading">Aiuto dal Feng Shui</h2>



<p>Nel mio caso ho pensato che potesse aiutarmi una consulenza Feng Shui perché ero sempre molto stanca, stressata e senza forze, il che si ripercuoteva sia nella vita lavorativa sia privata. Dall&#8217;analisi del consulente è venuto fuori che c’erano <strong>vari elementi da modificare per ritrovare il benessere e la serenità</strong>. <br>A livello inconscio, ad esempio, degli specchi presenti creavano troppe “aperture”, minando la tranquillità che doveva esserci in quella specifica stanza, oppure un baule in corridoio, nonostante quest’ultimo fosse spazioso, ostacolava l’entrata in una stanza molto usata, affaticando la mente e il fisico. Ancora, un attaccapanni a parete di fronte a una porta creava una sorta di inquietudine perché sovraccarico, mentre un angolo particolarmente disordinato e appesantito da cianfrusaglie di ogni genere influenzava negativamente le mie finanze. <br>Vi riporto questi esempi per concretizzare dei concetti, ma <strong>l’analisi in ottica Feng Shui è profonda, complessa e relativa alla persona e al luogo specifico</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/camera-letto-1.jpg" alt="letto " class="wp-image-10884" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/camera-letto-1.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/camera-letto-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/camera-letto-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/camera-letto-1-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Luoghi adatti</h2>



<p><br>Non esiste in assoluto un luogo positivo oppure negativo, semplicemente un <strong>luogo può essere più o meno adatto a noi in un determinato momento della vita</strong>.La consulenza Feng Shui si può richiedere per posti di lavoro, appartamenti o singole stanze, dipende dalle esigenze, dagli obiettivi e dalle aspettative personali. </p>



<p><strong>Le soluzioni possono essere low budget o impegnative dal punto di vista economico</strong>, si va dal semplice spostare gli arredi che già si hanno al ristrutturare e modificare determinati ambienti: basta comunicare al consulente quali sono le possibilità di investimento per avere dei consigli che le rispettino.<br>La<strong> camera da letto</strong>, ad esempio, deve essere un luogo rigenerante, in cui dormire bene e sentirsi sereni. In teoria dovrebbe essere in un’area della casa lontana dalla porta di ingresso, con un percorso d’accesso né breve né diretto così da aumentare la sensazione di protezione e di riparo. Tuttavia se dovesse trovarsi vicina alla porta d’ingresso il consulente non proporrà di spostare la stanza se non si vogliono affrontare lavori edili, ma vi darà indicazioni per interventi minori ed efficaci, come le <strong>tonalità cromatiche</strong> (dovrebbero essere calde), la d<strong>isposizione del letto</strong> (non è vero che la testata va sempre orientata a nord), <strong>la disposizione dell’armadio</strong> (è preferibile su una parete laterale e non di fronte al letto), sempre tenendo presente le esigenze e i problemi da risolvere nel momento in cui vi affidate a lui.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Consulente Feng Shui</h2>



<p>È importante scegliere un consulente preparato e che ispiri fiducia perché l’analisi <strong>Feng Shui parte sempre da un colloquio conoscitivo e bisogna sentirsi a proprio agio nel raccontargli stati d’animo, esigenze, sensazioni e necessità</strong>. Io ho scelto <a href="http://www.lucamarialavezzi.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Luca Maria Lavezzi (apre in una nuova scheda)">Luca Maria Lavezzi</a>, operatore olistico specializzato in Feng Shui, nonché architetto e ingegnere e mi sono trovata molto bene. Ho chiesto soluzioni efficaci, ma low badget e le ho avute.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/18/feng-shui-casa-unantica-disciplina-per-ritrovare-il-benessere/">Feng Shui casa: un’antica disciplina per ritrovare il benessere</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Amplificatore per cellulari: c’è quello fatto con il legno degli alberi abbattuti da Vaia</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/11/14/amplificatore-per-cellulari-ce-quello-fatto-con-il-legno-degli-alberi-abbattuti-da-vaia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 15:53:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[amplificatore]]></category>
		<category><![CDATA[Vaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiama Vaia la startup che ha avuto un’idea green geniale: produrre con il legno degli alberi abbattuti, dalla grande</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/14/amplificatore-per-cellulari-ce-quello-fatto-con-il-legno-degli-alberi-abbattuti-da-vaia/">Amplificatore per cellulari: c’è quello fatto con il legno degli alberi abbattuti da Vaia</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Si chiama Vaia la startup che ha avuto un’idea green geniale: produrre con il legno degli alberi abbattuti, dalla grande tempesta che lo scorso anno ha colpito il nord est italiano, un <strong>oggetto che funge da amplificatore oppure da supporto per il cellulare</strong>.</p>



<p>Il progetto è di un team di tre giovani imprenditori under 30 e prende il nome proprio dell’enorme catastrofe forestale italiana dell’ultimo mezzo secolo, causata dalla forte perturbazione del 26-30 ottobre 2018, che ha interessato tutto il Triveneto. Il maltempo ha colpito 494 comuni, provocando ingenti danni o la completa distruzione del 3% della superficie forestale del territorio e <strong>comportando la presenza di circa 8,5 milioni di metri cubi di legname a terr</strong>a.</p>



<p>Da qui l’idea di usare quel legno, considerato ormai inutilizzabile, come materia prima per creare una cassa di design che potesse anche sostenere la ripresa del territorio. È nato Vaia: un cubo di legno massello pregiato che in <strong>permette di propagare in maniera naturale qualunque suono </strong>inserendo al suo interno il proprio smartphone. Una cassa passiva che, senza l’uso di alcun tipo di energia, amplifica quanto si sta ascoltando.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno.jpg" alt="" class="wp-image-10876" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p>L’obiettivo della startup è di creare un modello di business che metta al centro la sostenibilità a tutto tondo. In primis, n<strong>on vengono sprecate risorse</strong>, visto che si recupera il materiale ligneo già disponibile per dargli una nuova vita. Poi si è scelto di <strong>coinvolgere artigiani e falegnami locali</strong> per realizzare materialmente il cubo, infine, nelle Dolomiti il team della startup sta coinvolgendo chi si occupa delle foreste pubbliche per <strong>ripiantare un nuovo albero per ogni acquisto</strong> di Vaia, così da contribuire a far rinascere la foresta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La cassa Vaia </strong></h2>



<p><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Vaia viene realizzat (apre in una nuova scheda)" href="https://www.vaiawood.eu/prodotto/vaia-cube/" target="_blank">Vaia </a>viene realizzata con il legno certificato caduto durante la tempesta. Ad esempio, <strong>uno dei legni utilizzati è quello dell’Abete della Val di Fassa, un pregiato tipo di abete rosso usato da sempre per costruire i violini</strong> in quanto ha una struttura particolare che permette di amplificare il suono. </p>



<p>Il legno è di tipo massello, che quindi dà pregio e qualità
a Vaia, e ognuna di esse presenta una spaccatura realizzata dal falegname con
un’ascia, seguendo la venatura naturale del legno ormai rotto, per trasmettere
nel prodotto il senso della tragedia che c’è stata con la tempesta.</p>



<p><strong>Il costo di Vaia è di 54 euro</strong> incluse le spese di spedizione in Italia, inoltre una parte dei ricavi è destinata alla comunità locale e ai suoi artigiani, oltre a comprendere il seme del nuovo albero da piantare. </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-foreste.jpg" alt="" class="wp-image-10877" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-foreste.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-foreste-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-foreste-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/11/vaia-legno-foreste-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Obiettivi futuri</strong></h2>



<p>L’idea del team di Vaia è <strong>applicare questo modello circolare ogni qualvolta ci sia un problema ambientale, uno spreco o un’emergenza dovuta al cambiamento climatico</strong>. In pratica, intervenire producendo oggetti di design utili che non vadano a compromettere l’ecosistema, ma che siano funzionali a riqualificare i territori che sono stati colpiti. Non a caso il claim aziendale è “Design d’Azione”, quindi cercare dar vita a una community che sia attiva e informata sull’ambiente, così come sul design, un settore in continuo movimento che può dare un supporto concreto alla causa ambientale.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/11/14/amplificatore-per-cellulari-ce-quello-fatto-con-il-legno-degli-alberi-abbattuti-da-vaia/">Amplificatore per cellulari: c’è quello fatto con il legno degli alberi abbattuti da Vaia</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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