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Acqua migliore da bere: quella del rubinetto

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La continua pubblicità sull’acqua in bottiglia ci ha spinto a pensare che sia migliore rispetto a quella del rubinetto di casa. In realtà questa deduzione non trova riscontri oggettivi, anzi.

L’acqua del sindaco è controllata più di quattro volte all’anno (sia dalla società che gestisce l’acquedotto sia dalla Asl), subisce un processo di clorazione per eliminare il rischio di contaminazione batterica, ha un costo basso e non impatta sull’ambiente.
L’acqua minerale imbottigliata, invece, è controllata una volta all’anno (dalle stesse aziende imbottigliatrici, che inviano un’autocertificazione al Ministero della Salute), ha costi elevati, è soggetta a potenziali problematiche relative allo stoccaggio delle bottiglie in ambienti non sempre adatti (con possibili effetti negativi per la salute umana) e inquina, visto che le bottiglie di plastica devono essere prodotte, trasportate da una parte all’altra della Penisola e poi smaltite.

Calcare

“Non bevo l’acqua del rubinetto perché il calcare fa male”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Molti pensano che un elevato contenuto di calcare sia dannoso per i reni. È il contrario. L’acqua “dura” è ricca di calcio, che va a fissarsi nelle ossa contribuendo a contrastare l’osteoporosi e di conseguenza è una valida alternativa al consumo di latticini, inoltre, apporta benefici al sistema cardiovascolare.

Cloro

“Non bevo l’acqua del rubinetto perché sa di cloro”. Questa sostanza viene sì aggiunta all’acqua per renderla microbiologicamente sicura, ma il sapore del cloro può essere annullato lasciandola decantare per qualche minuto all’interno di un contenitore, così che l’odore della sostanze disinfettante abbia il tempo di evaporare.

Colorazione biancastra

“Non bevo l’acqua del rubinetto perché è bianca”. In alcune zone d’Italia l’acqua “di casa” tende ad assumere un colore biancastro poco allettante: per migliorarne l’appeal è sufficiente lasciar “riposare” l’acqua in un bicchiere e veder scomparire il bianco.

Controlli

“Non bevo l’acqua del rubinetto perché poco sicura”. Di fatto, è un’acqua controllata periodicamente e più frequentemente di quanto avviene per l’acqua in bottiglia, in base al Decreto Legislativo 31 del 2001. A tutelare la sicurezza dei cittadini ci sono oltre 300mila controlli all’anno da parte dei gestori e delle autorità sanitarie.

Per conoscere i dati significativi che caratterizzano l’acqua che esce dal rubinetto di casa si può inserire il nome del Comune di residenza all’interno del sito www.portaleacque.salute.gov.it (spazio e destra). Tra l’altro, alcuni gestori rendono disponibile le analisi fino al numero civico (ad esempio, a Milano è così).

Acqua gassata

“Non bevo acqua del rubinetto perché mi piace quella frizzante”. Anche l’acqua del sindaco può essere gassata: in commercio esistono dei gasatori.
Io preferisco quella liscia, però sono contenta di aver ricevuto in regalo il gasatore Spirit Gold Edition di SodaStream, che trasforma l’acqua del rubinetto in acqua gassata, evitando l’acquisto di numerose bottiglie di plastica per andare incontro ad alcuni amici e familiari che amano l’acqua con le bollicine.

La tecnologia si chiama snap-lock e permette di fissare la bottiglia al gasatore con una spinta verso l’alto, senza doverla avvitare. Non funziona con batterie o elettricità, basta riempire la bottiglia di acqua di rubinetto, agganciarla al gasatore, premere il pulsante e portarla in tavola.

Quando la bomboletta di CO2 finisce può essere riconsegnata nei punti vendita SodaStream e prendere la ricarica. Bevendo acqua gassata con SodaStream si entra nel club “Plastic fighters”, basti pensare che dal 2008 a oggi sono state risparmiate 6 miliardi di bottiglie di plastica.

Anna Simone

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