riciclo legno da botti

Riciclo del legno: dalle botti i ragazzi fanno nascere oggetti

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Tra i materiali più affascinanti spicca il legno e tra quelli più sostenibili il legno riciclato. Salva una botte, crea un capolavoro è un progetto che vale la pena conoscere perché dal riciclo del legno di vecchie botti nascono oggetti d’artigianato prodotti da ragazzi in difficoltà.

Il progetto

Le botti che un tempo contenevano vino sono donate da Tinazzi, storica azienda produttrice di vino, e il legno è trasformato dalla bottega Tettoia Pinardi, il laboratorio del Villaggio educativo Salesiano, a Costermano sul Garda. Vengono prodotti mobili, giocattoli, idee regalo che hanno un’anima speciale: sono realizzati da adolescenti e giovani con difficoltà famigliari, scolastiche e sociali.

I ragazzi nella reciclofficina, sotto la guida di un falegname/educatore e di un’educatrice arte-terapeuta, imparano a utilizzare il legno ricavato dalle botti per creare nuovi oggetti. Tra gli obiettivi del progetto c’è il voler offrire un’opportunità formativa, contrastare la dispersione scolastica e nello stesso tempo sensibilizzare sulle tematiche green.

Il recupero

Le botti quando diventano vecchie non sono più adatte a contenere vino e quindi diventano dei materiali di scarto, ma grazie al lavoro dei ragazzi possono essere recuperate, appunto riutilizzandone il legno. Le produzioni della Bottega sono varie: giochi in legno che stimolano l’intelligenza, giochi matematici o legati alle leggi della statica e della geometria, oggettistica, idee-regalo e mobili recuperati ricavati da cassette, scale, botti e bancali.

Le creazioni

I lavori sono ispirati al mondo agricolo e a quello enologico. Tra gli oggetti più apprezzati ci sono le lampade, che rappresentano il tronco, la foglia e il grappolo della vite, costruite utilizzando le doghe di botti in rovere riciclate e trattate con un olio di noce. Anche gli sgabelli vengono costruiti dal riutilizzo di doghe di barrique, e sono nati dalla necessità del falegname di avere una seduta al banco da lavoro. Il tavolino a otto gambe, che ha come base il coperchio di una grossa botte, invece, nasce dall’idea di mostrare la parte interna delle doghe della botte, così da far risaltare il colore naturale che il vino ha lasciato nel corso degli anni.

«Abbiamo deciso di sposare questo progetto che fa del bene e crea un sistema virtuoso per i ragazzi in difficoltà. Donando le nostre botti , aiutiamo la comunità a portare avanti la formazione dei giovani, a educarli al bello e all’arte del riciclo», commenta Gian Andrea Tinazzi, titolare della cantina.
Se volete consultare il catalogo lo trovate sul sito donboscodab.it

Anna Simone

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