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Vetro: perché è importante preferirlo ad altri materiali

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Il vetro è tra i miei materiali preferiti per cibo e bevande: è riciclabile all’infinito, deriva da materie prime naturali (per lo più sabbia silicea), è elegante e bello alla vista, non rilascia mai micro particelle che possano entrare nella catena alimentare, inoltre, più è di colore scuro e più preserva le caratteristiche dei prodotti che contiene. Mi pare sia il top, siete d’accordo con me?

In Italia ci sono circa 40 vetrifici, eppure non si riesce a soddisfare la domanda nazionale e bisogna importarlo. Nel nostro piccolo possiamo impegnarci a riciclarlo correttamente, quindi gettando tutti gli imballaggi in vetro nel cestino dedicato. Ricordiamoci che dobbiamo togliere qualunque tipo di tappo e non dobbiamo gettare insieme al vetro cristalli o ceramiche (vanno nell’indifferenziata) perché quest’ultimi materiali andrebbero a contaminare la purezza del vetro e la sua qualità.

Percentuali di riciclo

Qualche giorno fa ho partecipato a un incontro con Vetropack Italia, azienda che produce contenitori in vetro di alta qualità, e ho scoperto che per la produzione di vetro bianco e marrone è possibile utilizzare fino al 60% di vetro riciclato, mentre per quello verde la percentuale può arrivare addirittura al 100%. L’impiego di rottame, inoltre, permette di abbattere il consumo energetico nel processo di fusione: per ogni 10% di vetro usato si riduce del 3% l’energia utilizzata e del 7% la quantità di emissioni di anidride carbonica.
Certo, la produzione del vetro è un processo a elevato consumo di energia perché c’è bisogno di forni a elevatissime temperature, ma i contenitori in vetro sono sostenibili, perché questo materiale può essere riutilizzato all’infinito senza perdite di qualità.

Viviamo in un periodo storico in cui ci troviamo ad affrontare grandi sfide ambientali: Il cambiamento climatico mostra sempre di più alcuni dei suoi effetti collaterali a ogni latitudine del pianeta Terra. Per ridurre al minimo la pressione sugli ecosistemi è arrivato il momento di agire su tutti i fronti, incluso il risparmio e il riutilizzo di materie prime, così come prevede l’economia circolare: condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento, riciclo dei materiali e prodotti resistenti il più a lungo possibile. In questo modo si allunga il ciclo di vita dei prodotti e si contribuisce a ridurre i rifiuti al minimo, considerando che al termine del ciclo di vita di un prodotto, le risorse e i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, se possibile, nel ciclo economico.

Se ci riflettiamo è un po’ quello che succede in Natura, dobbiamo solo limitarci a imitarla, anche per quanto riguarda la gestione, l’uso e il riutilizzo del vetro.

Anna Simone

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