plastica in mare Plastic Catchers

Plastica in mare, giocando a Plastic Catchers si contribuisce a ridurla

Posted by

Si chiama Plastic Catchers il gioco per cellulari sviluppato da due giovani studenti che unisce il divertimento alla salvaguardia ambientale. Come? Attraverso un accordo con Plastic Free, associazione di volontariato che si occupa di raccogliere plastica abbandonata sulle spiagge, tutto il profitto derivato dalle varie pubblicità e gli acquisti in app viene devoluto a questa associazione che raccoglierà concretamente una certa quantità di plastica.
“In questo modo le persone potranno partecipare indirettamente a ripulire i mari, semplicemente scaricando l’applicazione e giocandoci. Il gioco è semplice: una barchetta avanzando deve evitare degli ostacoli e raccogliere dal mare quante più bottigliette di plastica possibili, in modo da accumulare una determinata quantità di bottigliette, che a fine partita vengono convertite in microgrammi di plastica”, spiegano Leonardo Marcuzzi e Marco Mallardi, giovani studenti a cui va il merito di aver pensato, sviluppato e portato avanti questa idea.
L’impresa è stata possibile anche grazie all’aiuto delle persone che hanno aderito alla raccolta fondi organizzata dai due ragazzi per riuscire a comprare i dispositivi necessari per sviluppare l’applicazione e per sostenere i costi delle tasse legate alla pubblicazione di un gioco per telefoni cellulari.

La sfida di Plastic Catchers


L’obiettivo di Plastic Catchers è dare un aiuto concreto al mare e agli oceani invogliando le persone a partecipare, a iniziare dal gioco disponibile per Android e iOS. “Tutti i giocatori avranno la possibilità di sapere quanta plastica sono riusciti a eliminare dal mare, ed è stato stimato che una persona sarebbe in grado di raccogliere qualche chilogrammo di plastica in poche ore di gioco, arrivando fino a qualche tonnellata di plastica solo con qualche migliaio di download. Si spera inoltre di sensibilizzare le persone sul tema in questione, molto delicato e magari agire in prima persona dandosi da fare per raccogliere la plastica abbandonata in ogni dove. Dopo molti mesi di lavoro ci auguriamo che la notizia raggiunga più persone possibile, in modo da avere realmente un impatto, anche se ovviamente non sufficiente a risolvere i problemi della Terra. Nel nostro piccolo ci piacerebbe contribuire a dare una mano al pianeta, che ha problemi sempre più gravi e sempre più difficili da affrontare a livello globale”, concludono Leonardo Marcuzzi e Marco Mallardi.

idee green studenti

Il problema della plastica in mare

Ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscono negli oceani e, se non si corre ai ripari, entro il 2050 nei mari ci sarà più plastica che pesce, con effetti devastanti sul fragile equilibrio dell’ecosistema marino. Una problematica che ha raggiunto il livello di una vera crisi globale.
Grandi rifiuti di plastica o microplastiche sono stati rilevati in ogni angolo degli oceani e del Pianeta, c’è bisogno di un’azione coordinata e di un approccio comune.
L’Italia si è mossa contro l’inquinamento da plastica: dal 2011 è stato vietato l’utilizzo di shopper di plastica per la spesa; dal 2018 ha vietato l’uso di sacchetti di plastica per gli alimenti; dal 2019 ha vietato l’uso di bastoncini cotonati non biodegradabili e dal 2020 l’uso di microplastiche nei cosmetici. Molto rimane ancora da fare.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *