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Ministero della Transizione Ecologica, a cosa serve

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Tra le novità del Governo Draghi spicca la nascita del ministero della Transizione Ecologica, che prenderà il posto del ministero dell’Ambiente. La causa è nobile: coordinare le attività legate alla svolta green. E proprio l’ambiente sarà al centro dell’agenda politica ed economica da qui in avanti. Finalmente, aggiungo io!

Ministero della Transizione Ecologica questo sconosciuto

Cosa pensano gli italiani a riguardo? I nostri connazionali si dicono molto attenti alle tematiche ambientali e oltre il 50% accoglie favorevolmente l’istituzione del nuovo ministero, mentre risulta contrario solo il 3,1% del campione intervistato.
Dall’indagine, commissionata da Facile.it agli istituti di ricerca MuP Research e Norstat, appare chiaro come la funzione del nuovo dicastero non sia stata finora adeguatamente spiegata, non a caso alla domanda Il nuovo governo appena formato da Mario Draghi ha istituito un ministero denominato della transizione ecologica; cosa pensa della istituzione di questo nuovo ministero? Ben il 31,5% dei rispondenti dichiara di non averne capito la funzione. Non mi sembra un buon punto di partenza.

Qualche info sul ministero della Transizione Ecologica

A capo del nuovo ministero per la Transizione ecologica c’è il professore Roberto Cingolani, che oltre a lavorare per portare avanti i temi di cui sempre si è occupato il ministero dell’Ambiente, avrà anche competenze in materia energetica, allo stato attribuite ad altri ministeri, e presiederà l’istituendo Comitato Interministeriale per il coordinamento delle attività legate alla transizione ecologica.

Le tematiche e le problematiche ambientali non saranno più secondarie, ma cruciali e collegate al resto del Paese: l’energia non può essere considerata separata dalle infrastrutture, i trasporti e le attività industriali non possono prescindere dalle politiche del territorio, la biodiversità non sarà più scollegata all’agricoltura e così via.

Obiettivi del nuovo ministero

Aiutiamoci con una metafora. L’obiettivo del ministero della Transizione Ecologica è concretizzare un modello di sviluppo sostenibile. Immaginiamolo come un’orchestra musicale, dove ciascun musicista suona uno strumento, ma è solo seguendo le note tutti insieme che vien fuori una musica ricca di emozioni.

L’Italia ha bisogno di una svolta ecologica perché la sostenibilità ambientale sarà il futuro e si spera anche il presente sia per salvaguardare l’ambiente e la salute sia per salvaguardare l’economia.
Quanti soldi si sarebbero risparmiati e quante vite umane non sarebbero state spezzate, ad esempio, prevenendo o gestendo con criterio il dissesto idrogeologico o la terra dei Fuochi? Abbiamo molte emergenze climatiche da affrontare, il guaio è che bisogna fare bene e in fretta. A partire, magari, dall’ex Ilva di Taranto, un dossier bollente che finora nessuno ha raffreddato.

Anna Simone

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