Ci si salva
insieme. Forse mai come in questi mesi, caratterizzati dalla pandemia, siamo
apparsi legati gli uni agli altri, sia nella catena dei contagi sia nella
spinta per uscirne, rinnovati e con nuove idee.
Le aziende non sono state a guardare, anzi. Soprattutto le imprese con un welfare più maturo sono diventate un punto di
riferimento per le famiglie dei dipendenti e per le comunità e hanno avuto
maggiore capacità di resilienza e reazione durante l’emergenza Covid-19.
Le imprese al centro dalla comunità
“Welfare aziendale: l’impresa al centro della comunità” è l’evento in cui si è parlato di ciò. L’ho seguito via streaming durante l’edizione di quest’anno del Salone della CSR e dell’innovazione sociale, un appuntamento molto atteso da chi crede nel green perché dà spunti di riflessione sui volti della sostenibilità.
È stato approfondito il tema emerso nel rapporto Welfare Index PMI di Generali, in collaborazione con Cerved, ossia il welfare aziendale ha permesso alle aziende di porsi al centro delle comunità, proprio in quest’anno particolarmente complicato da affrontare, a causa dell’emergenza sanitaria. Se ci riflettiamo un attimo, non è poca cosa. Nei giorni in cui i contagi crescevano di ora in ora e noi trascorrevamo le giornate dentro casa, non sentirsi soli e avere dei punti di riferimento è stato importante.

La sostenibilità e welfare aziendale
Ora gli imprenditori hanno preso consapevolezza che le imprese hanno un ruolo sociale e la crescita è legata anche alla comunità circostante; il welfare aziendale le porta a esercitare un impatto positivo sull’intero ecosistema in cui operano: dipendenti, famiglie e territorio. Si tratta di un welfare che genera nuovo sviluppo, una sorta di circolo virtuoso che fa crescere aziende e Paese.
E sempre il welfare aziendale oggi è anche una leva di sostenibilità: le aziende non possono crescere a lungo se l’ecosistema intorno a loro è troppo fragile. Infatti, oltre alla sostenibilità ambientale, imprescindibile per fare impresa, si è aggiunta la sostenibilità sociale, cioè l’impegno verso le comunità e il welfare ne è espressione.

L’importanza del terzo settore
Nel cosiddetto periodo Covid, Generali ha lavorato molto con gli operatori del terzo settore, per individuare i bisogni di famiglie, cittadini e bambini del territorio. Ad esempio, molti di quest’ultimi avevano bisogno di tablet per seguire da remoto le lezioni scolastiche e non rimanere indietro rispetto ai compagni di classe e così sono stati distribuiti. Del resto il terzo settore ha una doppia valenza in ambito welfare: ha significativa capacità e aderenza ai territori.
Welfare Champion 2020: storie di ordinaria straordinarietà
Durante l’evento “Welfare aziendale: l’impresa al centro della comunità”, hanno portato la loro testimonianza alcune fra le 78 le imprese Welfare Champion 2020. Si tratta di imprese che si sono distinte nell’ambito del welfare aziendale – mettendo salute, sicurezza e benessere al centro degli obiettivi aziendali – e che hanno accresciuto il loro impegno anche in assistenza, formazione, conciliazione vita lavoro.
Ad esempio, in Sisifo srl, che affianca le organizzazioni in percorsi di sostenibilità verso la resilienza, sono state attivate delle polizze sanitarie ulteriori per dare più tranquillità ai propri dipendenti.
Nella cooperativa Dopo di noi, che crea occasioni di lavoro e supporta le persone disabili e in difficoltà, nei mesi di chiusura Covid quest’ultimi sono stato lasciati soli grazie alla tecnologia e appena è stato possibile, con dei progetti personalizzati, sono stati reintegrati in fattoria.
Nella cooperativa Paolo Babini, che sostiene i minori e le famiglie in difficoltà, è stato ideato un paniere della solidarietà: chi poteva metteva buoni per fare la spesa e chi ne aveva bisogno li prendeva, proprio perché ci si salva insieme.
Uno spunto per il futuro
Come ha ben detto Lucia Sciacca, direttore comunicazione e sostenibilità Generali country Italia,”da ora in poi la sostenibilità sarà fare bene impresa, con una visione di lungo periodo e agendo insieme“.
Anna Simone
Post scritto in collaborazione con Generali Italia
