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Spreco di cibo: in quarantena da coronavirus gli italiani sono stati virtuosi

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La quarantena ha causato tantissimi disagi, ma ha giovato alla problematica dello spreco di cibo: solo 430 grammi settimanali per gli italiani, una tendenza in calo rispetto a prima del lockdown. Speriamo di non tornare alle vecchie e malsane abitudini durante queste prove di ripartenza economica e sociale.

I dati, diffusi dalla campagna Spreco Zero, emergono dal Rapporto #iorestoacasa 2020 dell’Osservatorio Waste Watcher / SWG, grazie all’indagine condotta dal 29 aprile al 5 maggio su 1200 soggetti secondo un campione statistico rappresentativo.

Il report

“In quarantena l’acquisto di generi alimentari è aumentato: 1 italiano su 3 ha fatto la spesa più frequentemente e acquistato maggiore quantità di cibo rispetto al passato. Ma più della quantità, cresce la qualità dei prodotti, almeno per il 34% degli intervistati», spiega Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero.

Sono finiti nel carrello sia i cibi freschi sia i cibi confezionati, entrambi legati a una maggiore attenzione alla gestione del cibo comprato: è stata stimata in 430 grammi la quantità degli alimenti sprecati a casa settimanalmente.  Monitorando una sola giornata, nulla finisce nella pattumiera per 6 italiani su 10 (61%). Ma cosa abbiamo sprecato in periodo di quarantena? In termini di frequenza, verdura e frutta restano in testa alla ‘hit’ degli sprechi, seguite da pasta e riso cotto, prodotti in scatola, carne e pane. In termini di quantità, invece, è soprattutto il pane a pesare con 40g in media per porzione gettata, seguono i legumi (37 g), prodotti in scatola (34 g) e quindi frutta e verdura (32 g e 31 g).

Quarantena ai fornelli

Parlando con i nostri amici, parenti e conoscenti tutti noi abbiamo notato una riscoperta per l’arte del cucinare, passione che emerge anche dal Rapporto #iorestoacasa 2020, con ben 7 italiani su 10 che si sono cimentati ai fornelli con frequenza più rilevante rispetto a prima, e ben 4 su 10 lo hanno fatto con rilevanza estremamente superiore rispetto al passato.
Fra le notizie più significative del periodo di lockdown c’è lo scarso utilizzo da parte degli italiani del food delivery, che non ha sfondato in quarantena: quasi 1 italiano su 2 (48%) dichiara a priori di non volerlo praticare, e per chi invece prevede la possibilità di farsi recapitare a casa del cibo pronto la periodicità è estremamente diradata: meno di una volta a settimana per 1 italiano su 3 e da 1 a 6 volte per 1 italiano su 5 (20%).

A sorpresa, il confronto con la bilancia è meno impattante del previsto: il 41% degli intervistati dichiara di aver conservato lo stesso peso che aveva prima della quarantena, per gli altri 6 si profila invece un periodo di regime alimentare controllato: 1 su 4 ha preso oltre 2 kg (24%), e 1 su 5 ha contenuto l’aumento di peso entro i 2 chili. Ma c’è persino che dichiara di essere dimagrito, poco meno di 1 italiano su 10 (8%).

Voi quale profilo siete? Io poco spreco, acquisti mirati e nessun chilo preso 🙂

Anna Simone

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