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	<title>cielo Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>cielo Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 19:17:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono buone notizie: un recente studio dell&#8217;Università Statale di Milano dimostra la relazione fra l&#8217;esposizione annuale alle polveri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/12/17/cause-infarto-attenzione-allinquinamento-atmosferico/">Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sono buone notizie: un recente studio dell&#8217;Università Statale di Milano dimostra la relazione fra l&#8217;esposizione annuale alle polveri sottili e il possibile sviluppo di malattie cardiovascolari. Già l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, rifacendosi a un&#8217;ampia letteratura internazionale, ha incluso l&#8217;inquinamento ambientale tra le principali cause di mortalità prevenibile, questo studio è un tassello aggiunto a un quadro non rassicurante.</p>
<p>L&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento ambientale e al PM (particolato atmosferico), derivati soprattutto da veicoli, pneumatici e combustioni, è associata a una maggiore percentuale di patologie cardiovascolari, ad esempio <strong>l&#8217;infarto del miocardio, l&#8217;ictus cerebrale, lo scompenso cardiaco e le aritmie</strong>, tutte malattie il cui sviluppo è strettamente legato anche all&#8217;obesità, condizione fisica che rende le persone più suscettibili alle malattie cardiovascolari.</p>
<p>Lo studio ha rilevanza scientifica e sono si tratta di allarmismi ingiustificati, infatti è stato pubblicato sulla rivista di settore European Journal of Preventive Cardiology: c’è una r<strong>elazione fra l&#8217;esposizione annuale al PM10 e i livelli circolanti di PCSK9</strong>, proteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 che, oltre a essere il principale regolatore della colesterolemia LDL, rappresenta anche un possibile fattore di rischio cardiovascolare.</p>
<p>In particolare il team di ricercatori Valentina Bollati e Angela Pesatori, del dipartimento di Scienze cliniche e di comunità, e Alberto Corsini e Massimiliano Ruscica, del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari, oltre ad altri giovani ricercatori dell’Università Statale – ha preso in considerazione<strong> la concentrazione nel sangue di PCSK9 in 500 soggetti sovrappeso,</strong> il cui rischio cardiovascolare è stato valutato con un algoritmo ad hoc &#8211; il Framingham Risk Score – dimostrando che in questi individui l&#8217;aumento dei livelli di PCSK9 e dei valori del Framingham Risk Score sono associati all&#8217;esposizione annuale ai valori di PM10.<br />
Ma non finisce qui. Dallo studio emerge che fra i soggetti presi in esame <strong>l&#8217;effetto è particolarmente significativo nei soggetti con meno infiammazione</strong>, cioè quelli che avevano un livello di interferone-γ basso.</p>
<p><strong>Cosa possiamo fare?</strong> Inquinare meno, a partire dalle nostre piccole azioni quotidiane perché tutti siamo responsabili dello stato attuale dell’ambiente, mangiare sano e fare un minimo di attività fisica. Possono sembrare consigli banali, ma pensiamo solo a tutte le volte che la pigrizia non ci fa fare una minuziosa raccolta differenziata oppure ci boicotta una semplice passeggiata…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Farmaci per animali, ai nastri di partenza la campagna della Lav #CURIAMOLITUTTI</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/12/03/farmaci-per-animali-ai-nastri-di-partenza-la-campagna-della-lav-curiamolitutti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2018 16:56:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[campagne lav]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un farmaco veterinario può costare fino a dieci volte di più rispetto al suo equivalente per uso umano, così prendersi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un farmaco veterinario può costare fino a dieci volte di più rispetto al suo equivalente per uso umano, così prendersi cura dei nostri amici animali in alcune circostanze può diventare difficile, se si ha una ridotta capacità di spesa economica.</p>
<p>La Lav dall’8 al 16 dicembre promuove la <strong>campagna #CURIAMOLITUTTI</strong> e invita i cittadini a partecipare al primo “Banco farmaceutico” per aiutare i quattro zampe che hanno bisogno di farmaci dal costo elevato.<br />
In tante città d’Italia si vedranno i banchetti Lav nelle piazze, nei centri commerciali, vicino o all’interno di farmacie e parafarmacie, per raccogliere prodotti farmaceutici veterinari che saranno donati a persone bisognose, gattare e rifugi in difficoltà che accudiscono animali familiari, individuati preventivamente attraverso le sedi locali Lav.</p>
<p><iframe title="Hai detto farmaci veterinari?" width="810" height="456" src="https://www.youtube.com/embed/gUBdMZR7nwM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>L’elevato prezzo dei medicinali è un costo anche per i Comuni, e pesa sul bilancio di spesa dei canili, che nel 2017 ha raggiunto i 147 milioni di euro per il solo mantenimento dei cani detenuti nei canili rifugio.</p>
<p><strong>La legge, inoltre, impone di usare il farmaco veterinario per gli animali</strong>: il veterinario che dovesse prescrivere un farmaco umano equivalente rischia una sanzione che può superare i 9mila euro. Insomma, non c’è alternativa.</p>
<p>“Vogliamo che a tutti gli animali sia garantito il diritto alla salute – dichiarano dalla Lav –. Per questo, <strong>con la nostra Proposta di Legge chiediamo a Governo e Parlamento di abbassare il costo dei farmaci veterinari, ma anche l&#8217;Iva su cibo e cure per animali</strong> &#8211; che oggi è al 22%, come per i beni di lusso &#8211; e una maggiore possibilità di detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi sulle spese veterinarie”.</p>
<p>Nei contenitori per la raccolta, sarà possibile <strong>donare farmaci oppure versare un contributo che verrà utilizzato dall’associazione per l’acquisto dei farmaci maggiormente necessari</strong>. Vengono accettati farmaci quali:</p>
<p>&#8211; farmaci veterinari inutilizzati, con almeno 8 mesi di validità, correttamente conservati nella loro confezione originale integra, con l’esclusione dei farmaci che richiedono la conservazione a temperatura controllata, quelli ospedalieri (fascia H) e appartenenti alla categoria delle sostanze psicotrope e stupefacenti.</p>
<p>&#8211; farmaci da banco a uso veterinario, il cittadino potrà acquistarli e donarli a LAV. I prodotti da banco che raccoglieremo sono: antiparassitari esterni e interni, collarini antiparassitari, prodotti otologici, prodotti oftalmici (per esempio per problemi di secchezza oculare, detergenti per occhi), prodotti dermatologici di supporto alle terapie antibiotiche e alcuni integratori.</p>
<p>Per la riduzione dell’aliquota IVA sulle prestazioni veterinarie e sul cibo c’è<a href="https://www.lav.it/petizioni/ipiutassati" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> questa petizione fa firmare</a></p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Tetano e ruggine</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/11/27/tetano-e-ruggine/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 13:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antitetanica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La scoperta dell’acqua calda è che non è la ruggine a causare il tetano, ma un microbo presente nella terra</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scoperta dell’acqua calda è che <strong>non è la ruggine a causare il tetano, ma un microbo presente nella terra </strong>e nella sporcizia. Scrivo questo post perché qualche settimana fa mi sono procurata una piccole ferita in casa con un oggetto arrugginito, da lì sono andata a controllare l’ultima dose di richiamo dell’antitetanica: erano passati più di dieci anni e quindi non ero coperta. Il mio medico di base non era reperibile così sono andata a chiedere al farmacista cosa avrei dovuto fare … devo dire che non è stato rassicurante, ma ha consigliato di non fare nulla perché l’oggetto era in casa.</p>
<p>Torno davanti al pc e vado sul sito del ministero della Salute a leggere qualche info sul tetano, prima di prendere in considerazione l’ipotesi di andare a investire una mattinata di tempo al Pronto soccorso. Qui scopro che la<strong> credenza sul tetano contratto graffiandosi con oggetti arrugginiti, come un vecchio filo spinato, un cacciavite o un chiodo è una diceria</strong> popolare, la scienza afferma altro.<br />
Il tetano è causato da un batterio, il clostridium tetani, molto diffuso nell&#8217;ambiente in cui viviamo, perché le sue spore, cioè la forma dormiente del batterio, resistono sia alla bollitura sia ai disinfettanti. Batterio e spore sono presenti in quantità particolarmente elevate nelle feci degli animali e di conseguenza nella terra, quindi in campagna e nei giardini. L’oggetto arrugginito è pericoloso quanto i graffi con le spine delle rose o di altre piante che crescono nella terra, e in generale con qualunque oggetto sporco che può contaminarsi facilmente. <strong>L’unico modo di proteggersi dal tetano è quello di vaccinarsi e controllare sempre di aver fatto i richiami periodici prescritti ogni 10 anni</strong>.</p>
<p><strong>I sintomi della malattia</strong> si manifestano con spasmi progressivi che arrivano a colpire la deglutizione, la respirazione e il cuore e sono causati dalla tossina tetanica che produce il batterio. Questa tossina colpisce il sistema nervoso, ed è una delle sostanze più velenose esistenti al mondo.</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Plastica nei mari: è arrivato il seabin cattura rifiuti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 08:57:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta plastica! Ho scoperto che un aiuto per quella che finisce in mare si chiama seabin. Che cos’è? Uno speciale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/09/21/plastica-nei-mari-e-arrivato-il-seabin-cattura-rifiuti/">Plastica nei mari: è arrivato il seabin cattura rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Basta plastica! Ho scoperto che un aiuto per quella che finisce in mare si chiama seabin. Che cos’è? Uno <strong>speciale cestino ideato ad hoc per ripulire le acque marine dai rifiuti</strong>, soprattutto plastici, ma anche da mozziconi di sigarette, cotton fioc, imballaggi, cannucce e “beach litter” vario.<br />
Qualche giorno fa <strong>ero all’inaugurazione del seabin di Fano, nel porto Marina dei Cesari</strong>, e posso affermare che l’idea è grandiosa e su larga scala contribuirà a rendere meno inquinato il mar Mediterraneo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come funziona</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>[wpvideo UwcJ2v8i]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il seabin è fissato a un pontile ed è installato in una posizione strategica (individuata tra i punti di accumulo), così da ricevere in automatico i rifiuti, spinti lì dall&#8217;azione spontanea del vento e delle correnti. La pompa ad acqua, di cui è dotato, tratta 25mila litri di acqua marina all&#8217;ora e il cestino riesce a contenere fino a un massimo di 20kg di spazzatura: una volta pieno va svuotato e pulito; funziona di continuo, quindi <strong>è in grado di acchiapparne parecchia, circa 1,5 kg al dì, cioè oltre 500 kg all’anno</strong>, comprese le microplastiche (da 5 a 2 mm di diametro) e le microfibre (da 0,3 mm). Una caratteristica non da poco, considerando che questi minuscoli frammenti di plastica si attaccano alle alghe di cui di cibano i pesci, che quotidianamente finiscono sulle nostre tavole.</p>
<p>Nel solo mar Mediterraneo ogni giorno arrivano circa 731 tonnellate di rifiuti, purtroppo <strong>l’Italia, con 90 tonnellate prodotte, rappresenta il terzo Paese più inquinante</strong> dell’aerea. Non a caso i pescatori da anni continuano far presente che il 50% del loro pescato è costituito da plastica, che rigettano in mare dopo averla divisa dal pesce.</p>
<p>All’inaugurazione del seabin installato nelle Marche, <strong>sono stata invitata Whirlpool Emea</strong> (sì il big degli elettrodomestici) e si tratta di un’iniziativa che rientra nel progetto PlasticLess, promosso da LifeGate &#8211; realtà leader nei progetti di sostenibilità -, per arginare l’inquinamento dei mari italiani.<br />
<strong>L’azienda per ora ha installato due seabin</strong> (il secondo è San Benedetto del Tronto), così da contribuire a salvaguardare il mare dall’invasione delle plastiche. A ciò si aggiunge <strong>l’impegno nella riduzione dei rifiuti di plastica,</strong> l’utilizzo di quella riciclata nelle componenti dei propri prodotti e l’eliminazione di quella monouso nei suoi siti e negli uffici.</p>
<p>Speriamo che altre aziende seguano l’esempio perché <strong>più seabin vengono installati e più spazzatura si riesce a raccogliere</strong>. Certo i rifiuti non dovrebbero finire in mare, ma differenziati e avviati a corretto riciclo. Tuttavia, per quelli dispersi nell’ambiente qualcosa bisogna pur fare e questa iniziativa a me sembra valida.</p>
<p>Post scritto in collaborazione con Whirlpool.<br />
<em>Anna Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Yves Rocher: torna Terre de Femmes, il contest per le donne che tutelano l’ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2018 07:47:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una bella notizia green: c’è tempo fino al 30 settembre per candidarsi a Terre de Femmes, l’iniziativa che supporta le</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/09/07/yves-rocher-torna-terre-de-femmes-il-contest-per-le-donne-che-tutelano-lambiente/">Yves Rocher: torna Terre de Femmes, il contest per le donne che tutelano l’ambiente</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella notizia green: c’è tempo fino al 30 settembre per candidarsi a <em>Terre de Femmes</em>, l’iniziativa che supporta le donne impegnate a tutelare l’ambiente.<br />
Basta<strong> inviare il proprio progetto per avere la possibilità di vincere uno dei tre premi in denaro (3mila, 5mila e 10mila euro), così da rafforzare la propria attività amica della natura</strong>.<br />
Quando ho letto di questo concorso, giunto alla terza edizione, quasi non mi sembrava vero… Del resto in Italia, si sa, a noi che apparteniamo al genere femminile, non sempre ci viene riconosciuto il giusto valore lavorativo; per non parlare della salvaguardia ambientale, spesso messa da parte. Invece, Terre de Femmes, indetto dalla Fondazione Yves Rocher (dell’omonima casa francese di cosmesi vegetale), dà una mano proprio alle donne attive nella tutela del Pianeta.</p>
<p><strong>Una storia affascinante della precedente edizione<br />
</strong>Susanna Magistretti ha avuto un’idea che scalda il cuore: far entrare la bellezza della natura in carcere e offrire una seconda possibilità alle persone. Ha fondato la cooperativa sociale Cascina Bollate, <strong>riuscendo a far lavorare insieme giardinieri e detenuti del carcere milanese</strong>. Dove? In un vivaio pieno di piante particolari, coltivate con metodi biologici. Si è meritata il primo premio della seconda edizione di Terre de Femmes e con questo bottino ha ristrutturato il Giardino Didattico, che si trova sul piazzale esterno del carcere. Qui i detenuti possono imparare l’arte del giardinaggio, così una volta scontata la pena, potranno tornare nel mondo del lavoro con una nuova professione.</p>
<p><strong>Come partecipare (nessuna lungaggine burocratica)<br />
</strong>Dimenticate infinite e complicate scartoffie da presentare. Tutto ciò che va fatto è <a href="https://drive.google.com/file/d/1NcnPoFxGN_9qCEtS9Jw7aD6N8vlFbb60/view">scaricare qui il modulo</a>, stamparlo, compilarlo e inviarlo all&#8217;indirizzo mail dedicato e cioè <a href="mailto:terredefemmes.italia@yrnet.com">terredefemmes.italia@yrnet.com</a></p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10059" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2018/09/terre-de-femmes-natura-fiori-contestgreen.jpg" alt="terre-de-femmes-natura-fiori-contestgreen" width="640" height="426" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/09/terre-de-femmes-natura-fiori-contestgreen.jpg 640w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/09/terre-de-femmes-natura-fiori-contestgreen-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/09/terre-de-femmes-natura-fiori-contestgreen-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong>Cosa si vince (i 3 premi in denaro)<br />
</strong>Le buone idee hanno bisogno di riconoscimento, gloria, ma anche supporto economico e Terre de Femmes aiuta concretamente chi le ha.</p>
<p>-Tutti i dossier che arriveranno verranno valutati da una Giuria di esperti del settore, che a ottobre <strong>selezionerà 3 progetti vincitori</strong>.</p>
<p>-Subito dopo partirà una <strong>votazione online in cui il pubblico della rete potrà assegnare la menzione di <em>Vincitrice Premio Pubblico Online Italia 2018</em> a una delle 3 candidate</strong> riconosciute dalla Giuria.</p>
<p>-Il 18 dicembre 2018 alle tre candidate <strong>verrà assegnato il primo, il secondo o il terzo premio.</strong></p>
<p><strong>Ulteriori premi<br />
</strong>La vincitrice del primo premio avrà la possibilità di<strong> partecipare al <em>Gran Premio Terre de Femmes</em> insieme a tutte le prime vincitrici delle Nazioni coinvolte</strong>. In pratica una Giuria di esperti internazionali deciderà quale considera il progetto più meritevole, premiandolo con un’ulteriore somma di denaro di 10mila euro.</p>
<p>Ma non finisce qui: per l’edizione in corso si è istituito il <em>PremioTerre de Femmes Internazionale</em> (pari a 10mila euro) a cui <strong>possono partecipare sia tutte le candidate dei Paesi delle precedenti edizioni sia tutte le donne impegnate in progetti collegati alla tematica della biodiversità</strong>, con l’obiettivo del recupero, della rigenerazione e del miglioramento della fertilità del suolo.<br />
Sono dunque benvenuti i progetti di agro-ecologia, permacultura, riforestazione, agricoltura urbana, irrigazione e così via.</p>
<p>Vi lascio il <a href="https://www.yves-rocher.it/it/landing-pages/terre-de-femmes">link di riferimento di Terre de Femmes</a> e vi mando il mio in bocca al lupo: che vincano le migliori!</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>Post scritto in collaborazione con YvesRocher</p>
<h1 class="entry-title"></h1>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/09/07/yves-rocher-torna-terre-de-femmes-il-contest-per-le-donne-che-tutelano-lambiente/">Yves Rocher: torna Terre de Femmes, il contest per le donne che tutelano l’ambiente</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Altitudine e mal di montagna</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/08/01/altitudine-e-mal-di-montagna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[acclimatazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste anche il “mal di montagna”: è causato dalla rapidità con cui si raggiunge una quota elevata, dall’altezza raggiunta e</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste anche il “mal di montagna”: è causato dalla rapidità con cui si raggiunge una quota elevata, dall’altezza raggiunta e anche dalla quota in cui si trova la zona scelta per il riposo notturno.<br />
Visto che siamo in piena estate e molti di noi hanno scelto l’alta montagna come meta per passare il periodo di vacanze è bene non sottovalutare la cosa.<br />
<strong>Soggiornare a quote elevate può rappresentare un problema per il nostro organismo</strong> che deve affrontare: la riduzione del tasso di ossigeno, le attività fisiche cui non è abituato e le basse temperature.<br />
Ormai si possono raggiungere direttamente con l&#8217;aereo località in alta quota, per turismo (Perù, Bolivia, Nepal), o trekking (Kilimangiaro, Ande peruviane, Himalaya) senza un’adeguata preparazione.<br />
La tollerabilità dell’alta quota dipende anche dalle nostre condizioni fisiche, ma questo schema aiuta:</p>
<p><strong>0-3.000 metri</strong>: si è nella &#8220;zona indifferente&#8221;, i soggetti sani quasi non avvertono la diminuzione di ossigeno;</p>
<p><strong>3.000-5.000 metri</strong>: è un’altitudine ben tollerata soltanto da soggetti allenati e alpinisti, ma è necessaria un’acclimatazione;</p>
<p><strong>5.000-7.000 metri:</strong> è un’altitudine tollerabile con difficoltà e soltanto dopo l’acclimatazionee si può raggiungere solo dopo aver soggiornato ad altitudini inferiori in precedenza;</p>
<p><strong>più di 7.000 metri:</strong> è la &#8220;zona critica&#8221; dove soltanto individui ben allenati e sani possono soggiornare per tempo limitato dopo acclimatazione.</p>
<p><strong>Prevenzione</strong><br />
“La prevenzione del mal di montagna – si legge tra i consigli del <strong>SC Malattie Infettive e Tropicali I, ospedale Amedeo di Savoia di Torino</strong>  ̶  si basa sull&#8217;acclimatazione, cioè sull’adeguamento alle condizioni dell&#8217;alta quota, così da indurre un senso di benessere fisico e psichico a riposo e da permettere di compiere sforzi muscolari di un certo grado senza stancarsi e recuperando rapidamente le forze.<br />
Le quote elevate devono essere raggiunte salendo gradualmente e durante i primi giorni le attività fisiche devono essere moderate. Quando si superano i 2.500 metri, la regola generale è di non salire e soprattutto di non dormire a quote superiori di 600 metri rispetto a quelle di soggiorno nelle 24 ore precedenti; ogni ulteriore salita di 600 metri dovrebbe richiedere 24 ore di acclimatazione&#8221;.</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cibi in gravidanza da evitare</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/07/23/cibi-in-gravidanza-da-evitare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jul 2018 12:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[caffè in gravidanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mangiare alimenti sicuri è sempre importante per salvaguardare la salute, a maggior ragione se si è in gravidanza perché non</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mangiare alimenti sicuri è sempre importante per salvaguardare la salute, a maggior ragione se si è in gravidanza perché non rischia solo la madre, ma anche il bambino, considerando che alcune malattie possono addirittura comprometterne il normale sviluppo.<br />
I rischi maggiormente legati all’alimentazione derivano da batteri, parassiti e virus che possono contaminare gli alimenti, come ad esempio <strong>Toxoplasma, Listeria, Salmonella, Campylobacter, Escherichia coli, virus dell’Epatite A e norovirus.</strong></p>
<p><strong>Cosa fare per ridurre questi rischi? L’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie, consiglia di</strong> evitare il consumo di alimenti crudi o poco cotti, in particolare di alcune tipologie (frutta e verdura, carne e insaccati, pesce e frutti di mare, formaggi molli derivanti da latte crudo); a ciò si aggiunge l’osservanza di buone pratiche igienico-sanitarie per le modalità di preparazione, conservazione e consumo degli alimenti.</p>
<p><strong>Alimenti da evitare<br />
</strong>-Verdure crude, mal lavate o che non sei sicura siano state lavate con cura<br />
-Carni crude o poco cotte<br />
-Salumi freschi non stagionati, in particolare se prodotti in casa<br />
-Pesce crudo, poco cotto o affumicato (niente sushi)<br />
-Frutti di mare crudi o poco cotti<br />
-Uova crude o poco cotte (occhio di bue, coque)<br />
-Salse, creme o piatti con uova crude o poco cotte (es. maionese fatta in casa, tiramisù)<br />
-Latte crudo o non pastorizzato, se non previa bollitura<br />
-Formaggi poco stagionati a pasta molle prodotti con latte crudo (es. brie, camembert)</p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10050 aligncenter" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2018/07/salmone-gravidanza.jpg" alt="salmone-gravidanza" width="640" height="430" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/salmone-gravidanza.jpg 640w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/salmone-gravidanza-300x202.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/salmone-gravidanza-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong>Acquisto e lavaggio<br />
</strong>-Accertati della potabilità dell’acqua che utilizzi per bere, preparare il ghiaccio da mettere nelle bevande, per lavare o preparare gli alimenti o quella usata per lavare gli utensili della cucina.<br />
-Non acquistare uova imbrattate di sporco né uova refrigerate: se l’uovo subisce sbalzi termici potrebbe formarsi condensa sul guscio, che favorirebbe la penetrazione all’interno di germi patogeni.<br />
-Lava con cura la frutta e le verdure prima di consumarle, tagliarle o cuocerle (anche quelle da sbucciare); utilizza acqua corrente potabile o, per una maggiore efficacia, detergenti a base di cloro (il bicarbonato invece è inefficace).<br />
-Se utilizzi detergenti a base di cloro per lavare frutta e verdura, risciacqua i prodotti con acqua corrente.<br />
-Pulisci e lava con una spazzola pulita: patate, carote, meloni, cetrioli e qualsiasi prodotto dell’ortofrutta a buccia che venga a contatto con il suolo; quindi asciugali accuratamente con un panno pulito o carta assorbente a perder.e<br />
-Se sei risultata negativa al test per la toxoplasmosi, nel lavare frutta e verdura è consigliato l’utilizzo di prodotti disinfettanti per alimenti, come detergenti a base di cloro<br />
-Non lavare la carne avicola prima di cuocerla: eventuali schizzi potrebbero contaminare gli utensili e le superfici di lavoro o altri alimenti pronti al consumo presenti in cucina.</p>
<p><strong>Preparazione e cottura<br />
</strong>-Cuoci in modo accurato e completo uova, prodotti ittici (in particolare cozze e vongole) e le carni (in particolare carni avicole e macinato bovino)<br />
-Non utilizzare il forno a microonde per cuocere gli alimenti: non garantisce una cottura uniforme dell&#8217;alimento.<br />
-Non rompere le uova sui bordi del contenitore che utilizzerai per lavorarle, utilizza un altro recipiente.<br />
-Dopo la rottura, allontana i gusci delle uova dalla cucina.<br />
-Verdure, salumi e insaccati crudi possono essere usati come condimenti della pizza solo se cotti assieme -alla pizza stessa</p>
<p><img decoding="async" class=" size-full wp-image-10051 aligncenter" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2018/07/patate-gravidanza.jpg" alt="patate-gravidanza" width="640" height="448" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/patate-gravidanza.jpg 640w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/patate-gravidanza-300x210.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p><strong>Conservazione<br />
</strong>-Non conservare pesce cotto a lungo e consuma il pesce fresco entro breve tempo dall’acquisto.<br />
-Non conservare i prodotti refrigerati oltre la data di scadenza.<br />
-Consuma in breve tempo i prodotti precotti o pronti per il consumo.<br />
-Consuma eventuali avanzi di cibo conservati previo accurato e uniforme riscaldamento ad alte temperature in modo da abbattere una possibile contaminazione microbica dell’alimento.<br />
-In frigorifero, separa bene i prodotti crudi (specialmente uova, carne e pesce) fra loro e soprattutto dalle verdure e dai cibi cotti pronti al consumo.<br />
-Conserva le uova sul ripiano centrale del frigo (4-5°C), ben separate dagli altri alimenti ed estraile soltanto poco prima dell’utilizzo.<br />
-Non lavare le uova prima di porle in frigorifero: l’acqua potrebbe favorire la penetrazione di germi patogeni all’interno. Puoi pulirle con un panno umido prima dell’utilizzo.<br />
-Mantieni il frigorifero in ordine e pulisci regolarmente le pareti interne e i ripiani con acqua calda e sapone liquido.<br />
-Mantieni la temperatura del frigorifero entro i 4°C e quella del congelatore sotto i 17°C</p>
<p><strong>Attenzione alle contaminazioni<br />
</strong>-Fai attenzione alle contaminazioni fra prodotti crudi e alimenti pronti al consumo o fra superfici e utensili sporchi e alimenti pronti al consumo.<br />
-Lava con un detergente le superfici della cucina e gli utensili venuti a contatto con carni crude, frutta e verdure non lavate.<br />
-Lava sempre le mani con un detergente prima di mangiare e dopo aver toccato carne cruda, gusci di uova, frutta e verdura non lavate o la terra.<br />
-Elimina da casa insetti come mosche e scarafaggi, proteggi il cibo dal contatto con questi ultimi perché possono essere un veicolo per i patogeni:<br />
-Usa sempre guanti di gomma in tutte le attività che possono comportare il contatto con materiali potenzialmente contaminati da feci di gatto (giardinaggio, orticoltura, pulizia lettiera del gatto, ecc.).<br />
-Cura bene la tua igiene personale, lava le mani ogni qual volta usi il bagno, cambi un pannolino, tocchi o accarezzi il tuo animale domestico e comunque sempre prima di preparare il cibo o mangiare.</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Caldo, come difendersi dalle ondate di calore</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/07/19/caldo-come-difendersi-dalle-ondate-di-calore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jul 2018 06:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali]]></category>
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		<category><![CDATA[caldo e freddo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva la stagione stiva e iniziano i problemi con le alte temperature: caldo sia di giorno sia di notte, spossatezza,</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva la stagione stiva e iniziano i problemi con le alte temperature: caldo sia di giorno sia di notte, spossatezza, stanchezza, difficoltà di concentrazione, sudore e così via.<br />
Il ministero della Salute consiglia alcuni comportamenti da adottare per proteggersi dalle ondate di calore.</p>
<p><strong>Non uscire nelle ore più calde</strong>: durante le giornate molto afose o calde devono essere ridotte le uscite nella fascia oraria compresa tra le 11.00 e le 18.00.</p>
<p><strong>Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro</strong>: si possono schermare le finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) così da bloccare il passaggio della luce, ma non quello dell’aria.<br />
Chi ha i condizionatori deve accenderli evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. La differenza tra il gradi di calore e la temperatura deve essere di qualche grado, ad ogni modo una temperatura sui 27°C con un basso tasso di umidità garantisce il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all&#8217;esterno.<br />
L’uso dei <strong>ventilatori tradizionali</strong>, invece, quando la temperatura interna supera i 32°C, è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo e consuma solo energia.</p>
<p><strong>Assumere molti liquidi:</strong> in primis bere l’acqua e poi mangiare frutta e verdura fresca. Gli anziani, anche se non sentono lo stimolo della sete, devono ricordarsi di bere.<br />
In caso di condizioni di salute particolari (come l’epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) l’assunzione eccessiva di liquidi è controindicata, quindi se si è affetti da qualche malattia bisogna consultare il medico prima di aumentare l’assunzione di liquidi.</p>
<p><strong>Leggerezza: </strong>la digestione aumenta la produzione di calore nel corpo, meglio fare <strong>pasti leggeri</strong>.<br />
Per i vestiti è bene indossarne di comodi e leggeri, in fibre naturali, come cotone, lino o senta, invece sono da evitare le fibre sintetiche che non lasciano traspirare la pelle e le tonalità cromatiche scure.<br />
All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto.</p>
<p><strong>Trasporti:</strong> prima di prendere l’auto, bisogna ventilare l’abitacolo per qualche minuti, anche se il veicolo ha un impianto di ventilazione. In questo caso, la temperatura va regolata su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna, evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, vanno evitate le ore più calde della giornata e va tenuta una scorta d’acqua fresca a portata di mano.<br />
<strong>I neonati, i bambini, gli animali e gli anziani non vanno mai lasciati in macchina</strong>, neanche per brevi periodi.</p>
<p><strong>Sport:</strong> gli sportivi devono evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata e tutte le volte che si fa attività fisica, bisogna compensare la perdita di elettroliti con gli integratori.</p>
<p><strong>Buon senso:</strong> occuparsi delle persone a rischio, facendo visita almeno due volte al giorno e controllare che non mostrino sintomi di disturbi dovuti al caldo.<br />
Dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarla in una zona ombreggiata.</p>
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		<item>
		<title>Mare: assorbente interno o coppetta mestruale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 10:14:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prima di tutto la comodità. Poi la tasca e infine anche lo smaltimento. Quest’estate al mare, per lo sport e</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/07/18/mare-assorbente-interno-o-coppetta-mestruale/">Mare: assorbente interno o coppetta mestruale?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di tutto la comodità. Poi la tasca e infine anche lo smaltimento. Quest’estate al mare, per lo sport e nella vita di tutti i giorni, scegliamo con cura la soluzione migliore per noi.</p>
<p><strong>Gli assorbenti interni</strong>, in cotone idrofilo, posti all&#8217;interno del canale vaginale, assorbono il flusso trattenendo eventuali fuoriuscite. L’inserimento può risultare doloroso a causa della scarsa conoscenza del proprio corpo o in presenza di un imene filamentoso e duro o per via di un irrigidimento eccessivo del muscolo.<br />
Attenzione, se questo tipo di dolore dovesse persistere non sottovalutiamolo, potrebbe essere il segnale di un’infiammazione vaginale o avvisaglia di una maggiore difficoltà ad avere rapporti sessuali.</p>
<p><strong>La coppetta o coppa mestruale</strong>, invece, completamente in silicone e della misura che più ci si addice, si adatta al corpo aderendo all’interno della vagina, dove raccoglie il flusso mestruale anziché assorbirlo. La si può riutilizzare &#8211; alcune in base a modelli e marche anche per dieci anni &#8211; risparmiando molto denaro. Posizionarla, come per il tampone può risultare fastidioso, il consiglio è quello di chiuderla a “tulipano” a “7” o a “c” prima dell’inserimento.</p>
<p><strong>Nel caso della coppetta l’ambiente ci guadagna</strong>, questa infatti può essere riutilizzata molte volte dopo l’uso, previa accurata sterilizzazione.<br />
Chi utilizza la coppetta riferisce che non soffre di secchezza vaginale o irritazioni, a differenza dei tamponi non altera l’equilibrio della mucosa, sono anche ridotti i rischi di fibre sintetiche in vagina.<br />
<strong>Che sia tampone o coppetta, in caso di difficoltà nell&#8217;inserimento rechiamoci dal nostro ginecologo di fiducia per dei consigli specifici </strong>e se necessario per una dimostrazione pratica.</p>
<p>Rosa Cecere, consulente sessuale<br />
consulenzasessuale@outlook.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/07/18/mare-assorbente-interno-o-coppetta-mestruale/">Mare: assorbente interno o coppetta mestruale?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caffè e cappuccino, usiamo lo zucchero della zuccheriera per dolcificarli</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/07/17/caffe-e-cappuccino-usiamo-lo-zucchero-della-zuccheriera-per-dolcificarli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2018 09:38:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il buongiorno ha il sapore di caffè per la maggior parte degli italiani. Molti di noi amano fare colazione al</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/07/17/caffe-e-cappuccino-usiamo-lo-zucchero-della-zuccheriera-per-dolcificarli/">Caffè e cappuccino, usiamo lo zucchero della zuccheriera per dolcificarli</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il buongiorno ha il sapore di caffè per la maggior parte degli italiani. Molti di noi amano fare colazione al bar e bevono l’espresso dolce, ricorrendo alla bustina di zucchero per dolcificarlo.</p>
<p>A riguardo vi segnalo la campagna #UsaLaZuccheriera, nata per sensibilizzare i consumatori contro lo spreco di zucchero legato all’uso delle bustine. L’idea è della Fipe, la Federazione italiana pubblici esercizi, e mi piace un sacco perché penso sia utile per l’ambiente e a noi non toglie nulla.</p>
<p>Stando a una ricerca della Federazione, <strong>l’uso delle bustine di zucchero produce uno spreco di 14 milioni di Kg all&#8217;anno, equivalenti a 63 milioni di euro</strong>. Del resto pochi usano tutto lo zucchero contenuto nella bustina, così quello che avanza finisce nella spazzatura; invece, usando la zuccheriera possiamo dosare il “quantitativo di dolcezza” senza effetti collaterali a livello di sostenibilità.</p>
<p>Fu una direttiva europea a introdurre nel 2004 l’uso delle bustine l’eliminando le zuccheriere tradizionali per questioni igieniche. <strong>In seguito si ottenne il reinserimento dei dosatori con beccuccio al posto delle zuccheriere con coperchio</strong>, ma ormai la consuetudine delle bustine era diventata così diffusa da rendere poco richiesta la presenza di questa tipologia di zuccheriere, arrivando a una presenza massiccia delle bustine.</p>
<p>Insomma, oggi ci si è resi conto che <strong>è tempo di invertire la rotta</strong>: tra zucchero in bustina e zucchero nella zuccheriera con beccuccio dosatore è meglio preferire quest’ultima soluzione: <strong>un piccolo gesto moltiplicato per milioni di persone contribuisce a fare la differenza</strong>.</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
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