Posate: non fidiamoci a occhi chiusi di quelle made in China

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Ho volutamente dimenticato (causa pigrizia!) delle posate in una miscela di acqua saponata dentro il lavandino della cucina, e il giorno successivo c’era della ruggine. Non sarebbe dovuto accadere perchè leggo “acciaio inox” , ma sono made in China allora tutto è possibile… anche se sono state acquistate in una nota catena commerciale da cui mi sarei aspettata un minimo di controllo qualità.

Da alcune ricerche fatte in rete pare che i cinesi non sempre utilizzino metalli conformi alle disposizione vigenti in Italia e nei vari Stati Europei, infatti sono preoccupanti le percentuali dei ritiri sul totale importato. E proprio gli articoli da cucina provenienti dalla Cina sono fortemente soggetti al fenomeno.

Tra le magagne più frequenti: l’eccessivo rilascio di metalli pesanti (cromo, nichel, manganese, presenti nell’acciaio inossidabile e in altri metalli usati per pentole e utensili) e la  migrazione di sostanze pericolose cedute all’alimento. Per evitare una piccola dose di avvelenamento quotidiano mi sembra saggio non continuare a usare le posate incriminate, e magari conviene anche orientarsi sul made in Italy, con la speranza che almeno le fabbriche nostrane si facciano più scrupoli, evitando di mettere in commercio metalli contaminati.

Certo che i controlli alla dogana…

Anna Simone

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