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	<title>inquinamento ambientale Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>inquinamento ambientale Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Inquinamento atmosferico, gli allevamenti sono un falso nemico da combattere</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2020/05/25/inquinamento-atmosferico-allevamenti-falso-nemico-da-combattere/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2020 09:45:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento aria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per vincere aiuta avere una strategia e conoscere il nemico. La lotta all’inquinamento atmosferico è una battaglia su cui dobbiamo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/05/25/inquinamento-atmosferico-allevamenti-falso-nemico-da-combattere/">Inquinamento atmosferico, gli allevamenti sono un falso nemico da combattere</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Per vincere aiuta avere una strategia e conoscere il nemico. La lotta all’inquinamento atmosferico è una battaglia su cui dobbiamo avere la meglio a tutti i costi, suppongo che molti di voi siano d’accordo con me. Questo post nasce da una riflessione: nei giorni scorsi ho letto numerosi articoli di giornale legati a dei <a rel="noreferrer noopener" aria-label="report dell’Ispra (apre in una nuova scheda)" href="https://www.isprambiente.gov.it/it/events/il-quadro-emissivo-in-italia" target="_blank">report dell’Ispra</a> (l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), <strong>sull’inquinamento atmosferico causato in primis dagli allevamenti</strong>, mi riferisco alla descrizione dello stato emissivo nazionale fornita dal National Inventory Report 2020 e dall’Informative Inventory Report 2020, presentati di recente. <br><strong>La notizia è falsa. I dati emersi non ci dicono che gli allevamenti animali sono la causa principale della cattiva qualità aria.</strong> Purtroppo, scrivere e leggere news non corrispondenti al vero sono azioni che alterano la visione della realtà e danneggiano eventuali strategie per arginare le cause effettive dell’aria malsana.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Che
cos’è l’inquinamento atmosferico</strong></h2>



<p>Parto dall’inizio, così che possiate farvi un’idea precisa. “L&#8217;inquinamento dell&#8217;aria è dato dalla contaminazione dell&#8217;ambiente indoor o outdoor da parte di agenti chimici, fisici o biologici che modificano le caratteristiche naturali dell&#8217;atmosfera. <strong>Gli apparecchi per il riscaldamento delle case, i motori dei veicoli, gli impianti industriali e gli incendi boschivi sono comuni sorgenti di inquinamento atmosferico</strong>. Tra gli inquinanti di grande interesse per la salute pubblica spiccano il particolato (PM10), il monossido di carbonio (CO), l&#8217;ozono (O<sub>3</sub>), il biossido di azoto (NO<sub>2</sub>) e quello di zolfo (SO<sub>2</sub>)”, spiegano dall’Ispra.<br>Gli studi scientifici hanno messo in evidenza che l&#8217;inquinamento atmosferico danneggia sia la salute umana sia l&#8217;ambiente: lo sappiamo da tempo, anche se solo di recente è rientrato nelle problematiche internazionali da risolvere o per lo meno contrastare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Inquinamento atmosferico in Italia</h2>



<p><strong>In Italia, le emissioni di molti inquinanti atmosferici sono diminuite notevolmente negli ultimi decenni</strong>, con conseguente miglioramento della qualità dell&#8217;aria; tuttavia, le concentrazioni di inquinanti atmosferici sono ancora troppo elevate e i problemi di qualità dell&#8217;aria persistono. <br> Perché? Direte voi.<br> “Questo accade anche perché il rapporto tra emissioni (ciò che esce dai tubi di scappamento delle automobili o dai camini di case e industrie) e concentrazioni in atmosfera degli inquinanti (che descrivono la qualità dell&#8217;aria che effettivamente respiriamo) non è diretto e lineare: <strong>la concentrazione osservata e la sua variabilità nel tempo e nello spazio dipendono infatti, oltre che dal carico emissivo, da altri fattori, legati alla meteorologia e alla reattività chimica delle specie emes</strong>se. Questo vale ad esempio per PM10, O<sub>3</sub>, NO<sub>2</sub> che, in parte o interamente, si formano in atmosfera a partire da altre sostanze dette &#8220;precursori&#8221;.</p>



<p>Quindi gli esperti del settore devono stimare le emissioni (attraverso gli inventari delle emissioni in atmosfera), e <strong>misurare le concentrazioni per valutare la qualità dell&#8217;aria in modo da poter studiare i fenomeni e pianificare una serie di misure</strong> e azioni da intraprendere con dei piani e dei programmi di risanamento della qualità dell&#8217;aria.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="800" height="533" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-atmoferico-cause.jpg" alt="inquinamento aria cause" class="wp-image-11191" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-atmoferico-cause.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-atmoferico-cause-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-atmoferico-cause-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-atmoferico-cause-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le
maggiori fonti di inquinamento atmosferico nel nostro Paese</strong></h2>



<p>È importante individuare le cause esatte per risolvere il problema della cattiva qualità dell’aria che respiriamo tutti noi.<br>La classifica delle principali fonti di inquinamento nel Belpaese varia a seconda dell’inquinante che si considera. <strong>Tra le principali fonti emissive dei più diffusi inquinanti spiccano </strong>quelli che seguono (dati Italian Emission Inventory 1990-2018. Informative Inventory Report 2020).</p>



<p><strong>NOx (Ossidi di azoto): </strong>la <strong>principale
fonte di emissioni è il trasporto su strada</strong> (circa il 43% nel 2018), che
mostra una riduzione del 71% tra il 1990 e il 2018; le altre sorgenti mobili
nel 2018 contribuiscono alle emissioni totali per il 19% e si sono ridotte del
51% dal 1990. La <strong>produzione di energia e
l’industria</strong> mostrano una diminuzione di circa il 91% e il 77%,
rispettivamente, con una quota sul totale di circa il 6% e il 9% nel 2018. Tra
i settori interessati, l’unico che evidenzia <strong>un aumento delle emissioni è rappresentato dal riscaldamento</strong> che
mostra un aumento del 36%, pari al 13% del totale. </p>



<p><strong>COVNM (Composti Organici Volatili
diversi dal metano): </strong>sono, insieme
agli NOx, tra i principali precursori dell’ozono (O3) e del materiale
particolato (PM). <strong>La principale sorgente
dei COVNM è costituita dall’uso dei solventi, anche a livello domestico</strong>. Il
trend delle emissioni mostra una riduzione di circa il 54% tra il 1990 e il 2018,
da 1.965 Gg a 913 Gg. L’uso di solventi è la principale fonte di emissioni,
contribuendo al totale con il 39% e mostrando una diminuzione di circa il 41%
rispetto al 1990. Le emissioni da riscaldamento, pari al 19% del totale nel
2018, mostrano il maggiore aumento (71%). <strong>Le
emissioni provenienti dall’agricoltura diminuiscono di circa il 10%</strong> e sono
pari al 15% del totale nazionale nel 2018. Le principali riduzioni riguardano
il settore dei trasporti su strada (-85%), che rappresenta il 12% del totale e
il settore dell’estrazione e distribuzione di combustibili (-60%), che
rappresentano solo il 4%. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>PM10 (Materiale Particolato &lt;10µm)
primario</strong></h2>



<p>Le
emissioni nazionali di PM10 mostrano un andamento decrescente nel periodo
1990-2018, da 296 Gg a 177 Gg con una riduzione di circa il 40%. La <strong>principale fonte di emissioni è costituita
dal riscaldamento</strong> (54% nel 2018), che è l’unico settore che aumenta le
proprie emissioni, di circa il 41%, a causa dell’aumento della combustione di
legna per il riscaldamento residenziale. Il <strong>trasporto stradale rappresenta il 12% delle emissioni totali</strong> nel
2018 (trasporti –nei grafici-comprende navi e aerei) e diminuisce del 64% a
causa dell’introduzione delle pertinenti direttive europee che controllano e
limitano le emissioni di PM dalle automobili.</p>



<p>Nel 2018 le altre sorgenti mobili, pari al 5% del totale, mostrano una riduzione di circa il 72% in considerazione dell’attuazione delle direttive europee in materia di macchinari. Le<strong> emissioni della combustione nell’industria </strong>rappresentano circa il 4% del totale e diminuiscono di circa il 71%. Le emissioni dei processi industriali, che rappresentano l’8% del totale, nel 2018 diminuiscono di circa il 49% rispetto al 2018. Il calo maggiore (-98%) si osserva nelle emissioni derivanti dalla produzione di energia, il cui contributo alle emissioni totali è quasi irrilevante nel 2018 e inferiore all’1%.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="983" height="715" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-aria-rimedi.jpg" alt="" class="wp-image-11192" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-aria-rimedi.jpg 983w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-aria-rimedi-300x218.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-aria-rimedi-768x559.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-aria-rimedi-90x65.jpg 90w" sizes="(max-width: 983px) 100vw, 983px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le
emissioni nel settore agricolo e degli allevamenti sono diminuite </strong></h2>



<p>La parola chiave è il verbo diminuire, non aumentare come è comparso nel titolo di vari articoli di giornale. Nel focus sulle emissioni di agricoltura e allevamenti dei report presentati dall’Ispra si fa riferimento ai gas serra e quindi alla riduzione in termini di CO<sub>2</sub> equivalente.<br><strong>Dal 1990 le emissioni sono scese del 13%</strong> per la riduzione del numero dei capi, delle superfici e produzioni agricole, dell’uso dei fertilizzanti sintetici e dei cambiamenti nei metodi di gestione delle deiezioni. <br> “Il fattore maggiormente trainante è stato la sostanziale <strong>riduzione del numero dei capi, in particolare delle categorie animali (bovini e suini) che contribuiscono maggiormente alle emissioni di gas serra</strong>: vacche da latte (-36%), altri bovini (-17%) e scrofe (-14%), mentre gli altri suini sono aumentati (+4%). <strong>Altri fattori che hanno inciso sulle variazioni sono stati i cambiamenti nella gestione dei ricoveri e degli stoccaggi</strong>. Nel primo caso, ciò ha determinato una variazione nella produzione dei reflui zootecnici per i bovini, con una riduzione della produzione di liquami (dovuto probabilmente a un minore uso di lettiera o minore uso di acqua), che sono maggiormente emissivi in riferimento al metano. Nel secondo caso, la diffusione dei digestori anaerobici per la produzione di biogas a scopi energetici, ha contribuito alla riduzione delle emissioni”, spiegano dall’Ispra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Emissioni legate ai terreni agricoli</h2>



<p>Per quanto riguarda le emissioni dai suoli agricoli, oltre alla riduzione del numero dei capi, hanno contribuito due altri fattori. Da una parte, <strong>la riduzione dell’uso dei fertilizzanti chimici</strong> (-41% rispetto al 1990), che sarà stato anche determinato dalla riduzione delle superfici e produzioni agricole, e dall’altra, la <strong>riduzione delle emissioni di ammoniaca</strong>, dovuta alla diffusione delle tecniche di riduzione delle emissioni in particolare nelle fasi di stoccaggio e spandimento dei reflui zootecnici, che ha contribuito alla riduzione delle emissioni indirette di protossido di azoto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="980" height="717" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-report-ispra.jpg" alt="" class="wp-image-11193" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-report-ispra.jpg 980w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-report-ispra-300x219.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-report-ispra-768x562.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/inquinamento-report-ispra-90x65.jpg 90w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione personale</h2>



<p>In
estrema sintesi, <strong>non è vero che gli
allevamenti intensivi sono tra le cause principali dell’inquinamento
atmosferico</strong>. Affermare questo significa affrontare il problema della
cattiva qualità aria con un preconcetto. Bisogna partire dai dati e i dati dei
Rapporti dell’Ispra ci dicono che <strong>nel
settore agricolo le emissioni prodotte costituiscono solo il 7% delle emissioni
di gas serra, circa 30 milioni di tonnellate di CO<sub>2</sub> equivalente</strong>.
La maggior parte di queste (cioè di questo 7%) deriva dagli allevamenti, in
particolare dalle categorie di bestiame bovino e suino, mentre il rimanente
proviene dall’uso dei fertilizzanti sintetici.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/05/25/inquinamento-atmosferico-allevamenti-falso-nemico-da-combattere/">Inquinamento atmosferico, gli allevamenti sono un falso nemico da combattere</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cellulari, vanno usati al meglio per evitare rischi. Lo dicono anche i giudici</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/01/17/cellulari-vanno-usati-al-meglio-per-evitare-rischi-lo-dicono-anche-i-giudici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2019 15:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[elettrosmog]]></category>
		<category><![CDATA[elettrosmog come difendersi]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[uso cellulari tumori]]></category>
		<category><![CDATA[wifi casa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è stato mai dimostrato scientificamente che l&#8217;uso dei cellulari influisca sull&#8217;insorgenza di tumori, ma giudici del Tar del Lazio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/01/17/cellulari-vanno-usati-al-meglio-per-evitare-rischi-lo-dicono-anche-i-giudici/">Cellulari, vanno usati al meglio per evitare rischi. Lo dicono anche i giudici</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è stato mai dimostrato scientificamente che l&#8217;uso dei cellulari influisca sull&#8217;insorgenza di tumori, ma giudici del Tar del Lazio hanno stabilito che entro il 16 luglio del 2019 deve essere avviata una campagna d&#8217;informazione a riguardo. I ministeri dell&#8217;Ambiente, della Salute e dell&#8217;Istruzione, entro i prossimi 6 mesi, dovranno ideare e adottare una campagna informativa rivolta a noi cittadini sulle corrette modalità d&#8217;utilizzo di telefoni cellulari e cordless e sui relativi rischi.<br />
Tutto è partito da un <a href="http://www.applelettrosmog.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>ricorso dell&#8217;Associazione per la prevenzione e la lotta all&#8217;elettrosmog</strong> </a>che da anni si batte su questi temi.<br />
La crescente diffusione del telefono cellulare sia nel tempo libero sia al lavoro ha aumentato l’esposizione di ciascuno di noi ai campi elettromagnetici, di fatto in ogni luogo e a qualunque ora.<br />
In attesa della campagna istituzionale, <strong>possiamo già mettere in pratica qualche semplice accorgimento</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10176" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2019/01/cellulari-usi-rischi.jpg" alt="cellulari-usi-rischi" width="1920" height="1280" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/cellulari-usi-rischi.jpg 1920w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/cellulari-usi-rischi-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/cellulari-usi-rischi-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/cellulari-usi-rischi-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/cellulari-usi-rischi-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><br />
Per minimizzare i rischi dovuti all&#8217;esposizione, l’<strong>Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima di Bolzano</strong> consiglia di <strong>navigare sul web utilizzando la connessione alla rete wi-fi piuttosto che quella alla rete mobile</strong>. &#8220;Soprattutto in casa &#8211; spiega Luca Verdi, direttore del laboratorio analisi aria e radioprotezione, &#8211; è preferibile la <strong>rete wi-fi le cui antenne emettono onde elettromagnetiche per 0,1 watt di potenza contro i 3000 watt delle antenne della rete mobile</strong>&#8220;. Ricorrere al wi-fi vuol dire diminuire l’inquinamento elettromagnetico con la stessa qualità di navigazione. Già a un metro di distanza dal modem, il valore del campo elettromagnetico si riduce sensibilmente, così basta posizionarlo in un punto della casa in cui non si sosta a lungo per ridurre drasticamente l’esposizione personale alle radiazioni.</p>
<p>Inoltre, <strong>non usando la rete cellulare si evita di aumentare l’inquinamento elettromagnetico</strong>. “Un minor carico della rete cellulare significa un minore inquinamento elettromagnetico per la comunità e di conseguenza una minore necessità di continui potenziamenti della stessa rete mobile&#8221;, aggiunge Verdi.<br />
Collegandosi alla rete cellulare <strong>in ambienti chiusi, come in casa, in auto, in treno</strong> e così via la qualità del segnale cellulare è peggiore; di conseguenza il telefono e il ripetitore aumentano la potenza di trasmissione perché fanno più fatica a collegarsi.<br />
Tra i miti da sfatare, invece, c’è quello del <strong>segnale wi-fi dei vicini</strong>: se si vede sul proprio cellulare, non significa che si è esposti a campi elettromagnetici elevati, ma solo che i ricevitori dei cellulari sono sensibili e mostrano tutte le reti disponibili, incluse quelle deboli.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10178" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2019/01/computer-wifi-segnale-signal.jpg" alt="computer-wifi-segnale-signal" width="1920" height="1280" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/computer-wifi-segnale-signal.jpg 1920w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/computer-wifi-segnale-signal-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/computer-wifi-segnale-signal-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/computer-wifi-segnale-signal-1024x683.jpg 1024w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/01/computer-wifi-segnale-signal-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non finisce qui. Ulteriori accorgimenti provengono dall&#8217;Associazione per la prevenzione e la lotta all&#8217;elettrosmog:</p>
<p>1 <strong>Usa l’auricolare</strong> per diminuire l’effetto delle onde elettromagnetiche sulla tua testa (quindi no blue-tooth) oppure usa il viva voce: l’intensità del campo elettromagnetico diminuisce rapidamente con l’aumentare della distanza.</p>
<p>2 <strong>Evita le lunghe telefonate</strong>, alterna spesso l’orecchio durante le conversazioni e limita la durata (alcuni minuti); quando fai una chiamata aspetta che ti rispondano prima di avvicinare il cellulare all’orecchio.</p>
<p>3 <strong>Telefona quando c’è pieno campo</strong> (tutte le “tacche”) altrimenti il cellulare aumenta la potenza delle emissioni sul tuo orecchio.</p>
<p>4 <strong>Evita le chiamate dai mezzi in movimento, </strong>come auto, treno, autobus e così via.</p>
<p>5 <strong>Durante la notte</strong> non tenere il cellulare acceso sul comodino o sotto il cuscino e non ricaricarlo vicino al letto.</p>
<p>6 Durante il giorno <strong>non tenere il telefonino acceso in tasca o a contatto con il corpo</strong>: appena puoi riponilo sul tavolo, negli indumenti appesi, nella borsa o nello zaino.</p>
<p>7 <strong>Non tenere il cellulare acceso negli ospedali</strong> o dove sono presenti apparecchiature elettromedicali, sugli aerei e in presenza di persone con dispositivi come i pacemaker o gli apparecchi acustici.</p>
<p>8 <strong>Al cinema, a teatro, a scuola tieni il cellulare spento</strong> e utilizza l’opzione segreteria. L’uso del cellulare da parte dei bambini dovrebbe essere limitato alle chiamate di emergenza, lo stesso discorso vale per le donne in dolce attesa.</p>
<p>9 <strong>Quando acquisti un cellulare nuovo informati sul livello delle sue emissioni</strong>: SAR in Watt/kg e intensità di campo elettrico in V/m.</p>
<p>10 All’interno degli edifici il cellulare aumenta la sua potenza di emissione: <strong>nei luoghi chiusi cerca di usare la rete telefonica fissa</strong> (non il cordless).</p>
<p>Anna Simone</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/01/17/cellulari-vanno-usati-al-meglio-per-evitare-rischi-lo-dicono-anche-i-giudici/">Cellulari, vanno usati al meglio per evitare rischi. Lo dicono anche i giudici</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/12/17/cause-infarto-attenzione-allinquinamento-atmosferico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 19:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[cause infarto]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie cardiovascolari]]></category>
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		<category><![CDATA[problemi cuore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono buone notizie: un recente studio dell&#8217;Università Statale di Milano dimostra la relazione fra l&#8217;esposizione annuale alle polveri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/12/17/cause-infarto-attenzione-allinquinamento-atmosferico/">Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sono buone notizie: un recente studio dell&#8217;Università Statale di Milano dimostra la relazione fra l&#8217;esposizione annuale alle polveri sottili e il possibile sviluppo di malattie cardiovascolari. Già l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, rifacendosi a un&#8217;ampia letteratura internazionale, ha incluso l&#8217;inquinamento ambientale tra le principali cause di mortalità prevenibile, questo studio è un tassello aggiunto a un quadro non rassicurante.</p>
<p>L&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento ambientale e al PM (particolato atmosferico), derivati soprattutto da veicoli, pneumatici e combustioni, è associata a una maggiore percentuale di patologie cardiovascolari, ad esempio <strong>l&#8217;infarto del miocardio, l&#8217;ictus cerebrale, lo scompenso cardiaco e le aritmie</strong>, tutte malattie il cui sviluppo è strettamente legato anche all&#8217;obesità, condizione fisica che rende le persone più suscettibili alle malattie cardiovascolari.</p>
<p>Lo studio ha rilevanza scientifica e sono si tratta di allarmismi ingiustificati, infatti è stato pubblicato sulla rivista di settore European Journal of Preventive Cardiology: c’è una r<strong>elazione fra l&#8217;esposizione annuale al PM10 e i livelli circolanti di PCSK9</strong>, proteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 che, oltre a essere il principale regolatore della colesterolemia LDL, rappresenta anche un possibile fattore di rischio cardiovascolare.</p>
<p>In particolare il team di ricercatori Valentina Bollati e Angela Pesatori, del dipartimento di Scienze cliniche e di comunità, e Alberto Corsini e Massimiliano Ruscica, del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari, oltre ad altri giovani ricercatori dell’Università Statale – ha preso in considerazione<strong> la concentrazione nel sangue di PCSK9 in 500 soggetti sovrappeso,</strong> il cui rischio cardiovascolare è stato valutato con un algoritmo ad hoc &#8211; il Framingham Risk Score – dimostrando che in questi individui l&#8217;aumento dei livelli di PCSK9 e dei valori del Framingham Risk Score sono associati all&#8217;esposizione annuale ai valori di PM10.<br />
Ma non finisce qui. Dallo studio emerge che fra i soggetti presi in esame <strong>l&#8217;effetto è particolarmente significativo nei soggetti con meno infiammazione</strong>, cioè quelli che avevano un livello di interferone-γ basso.</p>
<p><strong>Cosa possiamo fare?</strong> Inquinare meno, a partire dalle nostre piccole azioni quotidiane perché tutti siamo responsabili dello stato attuale dell’ambiente, mangiare sano e fare un minimo di attività fisica. Possono sembrare consigli banali, ma pensiamo solo a tutte le volte che la pigrizia non ci fa fare una minuziosa raccolta differenziata oppure ci boicotta una semplice passeggiata…</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bottiglie di plastica e non solo, ora su Whatsapp si possono segnalare i rifiuti in mare</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/07/04/bottiglie-di-plastica-e-non-solo-ora-su-whatsapp-si-possono-segnalare-i-rifiuti-in-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 05:43:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bicchieri di plastica, contenitori di plastica, sacchetti di plastica, piatti di plastica e così via: sono centinaia le tipologie di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/07/04/bottiglie-di-plastica-e-non-solo-ora-su-whatsapp-si-possono-segnalare-i-rifiuti-in-mare/">Bottiglie di plastica e non solo, ora su Whatsapp si possono segnalare i rifiuti in mare</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bicchieri di plastica, contenitori di plastica, sacchetti di plastica, piatti di plastica e così via: sono centinaia le tipologie di rifiuti che troviamo sulle spiagge, vediamo sui fondali oppure osserviamo galleggiare in mare.<br />
Che fare? Greenpeace ha lanciato <strong>Plastic Radar, un servizio per segnalare la spazzatura plastica utilizzando Whatsapp.<br />
</strong>Come? Basta<strong> scattare una foto e inviarla al numero +39 342 3711267</strong> (condividendo la posizione), se possibile, facendo in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica.<br />
Anche se non siamo stati noi a sporcare, dopo aver inviato la segnalazione, è bene gettare quanto trovato nel cestino. Il mare ringrazia!</p>
<p>Attraverso il sito plasticradar.greenpeace.it sarà possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali posti arriva il maggior numero di segnalazioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10018 aligncenter" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean.jpg" alt="plastic-ocean" width="800" height="600" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean-300x225.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>“Le spiagge e i fondali marini stanno soffocando. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica, ma ad <strong>accendere i riflettori su questo inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi</strong>”, dichiara <strong>Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia</strong>.<br />
“L’iniziativa, oltre a far luce sui rifiuti in plastica più presenti nei mari nostrani, vuole individuare anche i principali marchi che continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, per lo più usa e getta, non assumendosi responsabilità sul corretto riciclo e recupero&#8221;, aggiunge Ungherese.<br />
Sono <strong>numerosi gli oggetti plastici monouso che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana</strong>. Secondo le segnalazioni che stanno arrivando a Plastic radar, tra gli abbandoni selvaggi nei nostri mari e spiagge spiccano:</p>
<ul>
<li><strong>bottiglie</strong></li>
<li><strong>confezioni per alimenti</strong></li>
<li><strong>frammenti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre il 90% della plastica prodotta non è mai stata riciclata e quando finisce in mare può restarci per secoli: un sacchetto impiega fino a 20 anni per degradarsi, una cannuccia o una bottiglia impiegano fino a 500 anni, un <strong>contenitore in polistirolo fino a 1000 anni</strong>.<br />
Ricordiamoci di usare meno plastica, di gettarla negli appositi cestini dopo l’uso. e <strong>salviamoci il numero per le segnalazioni (+39 342 3711267).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Segnala la Plastica" width="810" height="456" src="https://www.youtube.com/embed/IQukNmmOiNs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>La plastica eccessiva si combatte anche rinunciando alle cannucce</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/05/18/la-plastica-eccessiva-si-combatte-anche-rinunciando-alle-cannucce/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 May 2018 11:09:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Magari non ci pensiamo neanche, ma sorseggiare le bibite usando le cannucce contribuisce all’inquinamento, considerando che servono 500 anni per</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/05/18/la-plastica-eccessiva-si-combatte-anche-rinunciando-alle-cannucce/">La plastica eccessiva si combatte anche rinunciando alle cannucce</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Magari non ci pensiamo neanche, ma sorseggiare le bibite usando le cannucce contribuisce all’inquinamento, considerando che servono 500 anni per smaltirle. E&#8217; una stima, ma chissà se basteranno.</p>
<p>In tutto il mondo si <strong>utilizzano quotidianamente più di un miliardo di cannucce</strong>, solo negli Stati Uniti ogni giorno se ne consumano 500 milioni, secondo i dati della Plastic Pollution Coalition, mentre in Europa, compaiono tra i primi 5 rifiuti raccolti sulle coste.</p>
<p>Il paradosso è che le plastiche monouso, come le cannucce, si utilizzano soltanto una volta, per pochi minuti, e <strong>in molti casi finiscono nei nostri oceani, dove restano per centinaia di anni, sminuzzandosi in pezzi sempre più piccoli che vengono ingeriti dai pesci, entrando purtroppo nella nostra catena alimentare</strong>. Non a caso nel 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe è stata trovata plastica nello stomaco, come dimostrano le ricerche citate dallo Strawless Ocean Movement. Eppure bastano piccoli cambiamenti per contribuire a combattere l’impatto dell’inquinamento marino. <strong>Marevivo sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione per ridurre l’uso della plastica monouso con le cannucce</strong> e io non posso che esserne felice.</p>
<p>L’associazione ambientalista <strong>chiede a bar e ristoranti di non distribuire più cannucce in plastica ai clienti, di non inserirle automaticamente nelle bevande</strong> e di spiegare ai consumatori l’importanza di rinunciare a usarle per ridurre l’impatto della plastica sull&#8217;ambiente. A chi ne farà richiesta, per motivi medici o altro, sarà possibile offrire una cannuccia ecologica in carta, vetro, acciaio o bambù.<br />
(<a href="http://marevivo.it/news/ecocannucce-923/come_aderire-69/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agli esercenti interessati ad aderire</a> ecco come fare)</p>
<p><strong>Problematiche legate alle cannucce</strong></p>
<p>-Le cannucce creano problemi alla fauna e l’ecosistema marino quando arrivano fino al mare. <strong>Entrano nelle narici delle tartarughe e sminuzzandosi in pezzi più piccoli vengono ingerite da uccelli, pesci e mammiferi</strong>.</p>
<p>-Le cannucce <strong>si usano per soli 20 minuti ma restano nell&#8217;ambiente per sempre</strong>. A livello mondiale si producono centinaia di milioni di tonnellate di plastica ogni anno, circa il 50% è “usa e getta” come le cannucce, gli imballaggi e le stoviglie, e il 90% non viene riciclato.</p>
<p>-Le cannucce <strong>non possono essere riciclate perché non riescono a essere catturate dagli impianti di smaltimento</strong>.</p>
<p><em>Cosa stiamo aspettando? Rinunciamo alla cannuccia!</em></p>
<p>Anna Simone</p>
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		<title>Guardia Costiera, alla fine arriva sulla spiaggia di Nora!</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/08/16/guardia-costiera-alla-fine-arriva-sulla-spiaggia-di-nora/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 08:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[capitaneria di porto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci sono volute ben tre segnalazioni di presunto inquinamento marino per far arrivare la Guardia Costiera sulla spiaggia di Nora,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/08/16/guardia-costiera-alla-fine-arriva-sulla-spiaggia-di-nora/">Guardia Costiera, alla fine arriva sulla spiaggia di Nora!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><a href="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2011/08/inquinamento_pula1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-1406 alignleft" title="inquinamento_pula1" alt="" src="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2011/08/inquinamento_pula1.jpg?w=300" width="300" height="225" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula1.jpg 1280w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula1-300x225.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula1-768x576.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula1-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ci sono volute ben tre segnalazioni di presunto inquinamento marino per far arrivare la Guardia Costiera sulla spiaggia di Nora, a <a href="http://www.pula.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pula</a>, provincia di Cagliari.</p>
<p style="text-align:justify;">La Sardegna si sa, ha un mare da cartolina. I colori dell’acqua passano dal blu all’azzurro assumendo tutte le sfumature possibili, mentre giocano con la luce del sole. Eppure, anche lì esiste un’alterazione antropica. Ho passato 15 giorni a Pula, prevalentemente sulla <a href="http://www.qspiagge.it/sardegna/pula/spiaggia-nora-di-pula/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spiaggia di Nora</a>. Anche quando sono andata in altri posti, comunque al mattino ero su questa spiaggia a prendere il sole mentre aspettavo gli altri della combriccola.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2011/08/inquinamento_pula21.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-1408" title="inquinamento_pula2" alt="" src="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2011/08/inquinamento_pula21.jpg?w=300" width="300" height="225" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula21.jpg 1280w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula21-300x225.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula21-768x576.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/08/inquinamento_pula21-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Quasi tutti i giorni ho visto della strana schiuma bianca  avvicinarsi a riva oppure direttamente sulla battigia, e ogni volta c’erano delle barche a largo.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho chiamato la <a href="http://guardiacostiera.it/1530/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Capitaneria di Porto telefonando al 1530</a>. Rispondono dal centralino generale per poi passarti subito il distretto della zona in cui avviene la segnalazione. Ho spiegato cosa stava succedendo  e alla terza volta sono arrivati.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel giorno, 13 agosto 2011, si vedeva una macchia estesa di schiumetta bianca nel mare e  molte persone fare il bagno, senza avere neppure l’accortezza di schivarla. Ho chiesto al mio amico Giuseppe di  telefonare alla Capitaneria, con la speranza che con un nome differente dal mio magari andasse meglio. Ha funzionato: sono arrivati dopo neppure dieci minuti.<span id="more-1405"></span></p>
<p style="text-align:justify;">La sfortuna però ci ha messo lo zampino e nel mentre si è alzato un forte vento che ha fatto disperdere il tutto. I tipi della Guardia Costiera all&#8217;arrivo hanno fatto un po’ di domande sia a noi, sia ai bagnini dei diversi stabilimenti balneari di quella zona, i quali hanno confermato che quotidianamente in quel tratto di spiaggia si vede arrivare schiuma bianca. Tra l’altro un bagnino mi ha poi riferito che anche la proprietaria del lido di un hotel a 4 stelle i giorni precedenti aveva telefonato alla Capitaneria di Porto dietro lamentela dei clienti.</p>
<p style="text-align:justify;">Vi invito a fare le segnalazioni ogni volta che vi sembra di assistere a forme di inquinamento marino e non. Servono solo cinque minuti di tempo. Se tutti facessimo emergere il nostro senso di dovere civico, questa Italietta migliorerebbe di sicuro <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align:justify;">P.S. Per quelli che si trovano sulla spiaggia di Nora e vedono la famosa schiumetta, vi prego di <a href="http://guardiacostiera.it/1530/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">telefonare al 1530 </a>e fare la segnalazione. Magari arrivano di nuovo e riescono a fare i prelievi di acqua mista a schiuma per poi procedere con i controlli ai proprietari delle barche&#8230; di sicuro non poverelli e quindi in grado di pagare i servizi di pulizia nei porti.</p>
<p style="text-align:justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2012/08/28/cemento-ornamentale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cemento ornamentale</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/08/16/guardia-costiera-alla-fine-arriva-sulla-spiaggia-di-nora/">Guardia Costiera, alla fine arriva sulla spiaggia di Nora!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Città inquinate, se arrivasse la tossica Leonia?</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/05/12/citta-inquinate-se-arrivasse-la-tossica-leonia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 10:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Leonia Calvino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa fate al mattino appena vi mettete al pc? Io apro la pagina delle mail, se ne trovo qualcuna urgente</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/05/12/citta-inquinate-se-arrivasse-la-tossica-leonia/">Città inquinate, se arrivasse la tossica Leonia?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Cosa fate al mattino appena vi mettete al pc? Io apro la pagina delle mail, se ne trovo qualcuna urgente la apro subito, altrimenti passo a leggere il <a href="http://www.lastampa.it/cultura/opinioni/buongiorno" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Buongiorno</em></a> di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Gramellini" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> <em>Massimo Gramellini</em></a>: mi piace iniziare la giornata con un suo scritto.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi passo a questo blog, ai titoli e alle notizie dei maggiori quotidiani, a Facebook, e finalmente inizio a lavorare un po’! Ho bisogno di informazione, anche se le belle notizie non ci sono quasi mai.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Personale rassegna eco-stampa di stamane</em>: il <a href="http://www.sistri.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Sistri</em></a> un semi-disastro! Certo il <a href="http://www.minambiente.it/home_it/showitem.html?item=/documenti/comunicati/comunicato_0166.html&amp;lang=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ministero dell’Ambiente nega</a> ma gli operatori del settore sono tra il rassegnato e il disperato. Di sicuro sarei voluta trovarmi nei panni della fidanzata di qualcuno impiegato nel settore rifiuti. Saranno tornati a casa di cattivo umore, un po’ stressati e come tutti sanno, in questi casi, le possibilità di discussione si materializzano per sciocchezze.<span id="more-901"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come ciliegina sulla torta c&#8217;è l&#8217;allarme rifiuti in Campania, in strada restano circa 4mila tonnellate, ma le altre dove le hanno ammassate in realtà? A questo si aggiungono i roghi, le rivolte, le proteste eppure l’attuale governo si era vantato di aver risolto il problema…stendiamo un velo pietoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Da non dimenticare il nucleare: <em>nuova fuga dal reattore 3</em> di Fukushima (quello con plutonio e uranio). Che poi il Governatore della Campania ha dato il suo benestare al nucleare, ma se non riesce di gestire i rifiuti urbani come farà a gestire quelli nucleari? Non vorrei gli sfuggisse il concetto che quelli non si possono abbandonare per strada e neppure mettere nelle cave.</p>
<p style="text-align: justify;">Non continuo, sono tutte notizie pessime… a primavera quasi dispiace intristirsi con le cose brutte.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invito a rileggere a trarre le vostre conclusioni da questo breve scritto di <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italo Calvino</a>:</em> <a href="http://www.piazzambiente.it/Festambiente%202008/Leonia-Italo-Calvino1972.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonia</a>. Affascina e sconvolge se rapportato al presente o peggio ancora al futuro prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto un pezzetto: <em>Certo è che gli spazzaturai sono accolti come angeli, e il loro compito di rimuovere i resti dell&#8217;esistenza di ieri è circondato d&#8217;un rispetto silenzioso, come un rito che ispira devozione, o forse solo perché una volta buttata via la roba nessuno vuole più averci da pensare. Dove portino ogni giorno il loro carico gli spazzaturai nessuno se lo chiede</em> […]</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2011/11/17/dipingo-i-fiori-per-non-farli-morire/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dipingo i fiori per non farli morire</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2012/10/07/cosa-fare-per-inverdire-la-citta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa fare per inverdire le città</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2013/07/18/giochi-per-bambini-in-citta-portateli-ai-giardini-pubblici/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giochi per bambini in città, portateli ai giardini pubblici</a></p>
<p><em> </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/05/12/citta-inquinate-se-arrivasse-la-tossica-leonia/">Città inquinate, se arrivasse la tossica Leonia?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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		<title>Pneumatici come fanno a sparire nel nulla?!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 08:12:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono pneumatico]]></category>
		<category><![CDATA[filiera pneumatico]]></category>
		<category><![CDATA[gomme auto]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A chi non è capitato di vedere un bel paesaggio di mare, montagna, collina o pianura e poco più in</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11844" aria-describedby="caption-attachment-11844" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-11844 size-full" title="bambino pneumatici" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/05/penumatici-pexels-flors-q-691253.jpg" alt="pneumatici abbandonati" width="800" height="533" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/05/penumatici-pexels-flors-q-691253.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/05/penumatici-pexels-flors-q-691253-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/05/penumatici-pexels-flors-q-691253-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/05/penumatici-pexels-flors-q-691253-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption id="caption-attachment-11844" class="wp-caption-text">Credit: Pexels.com</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A chi non è capitato di vedere un bel paesaggio di mare, montagna, collina o pianura e poco più in la del primo sguardo scorgere qualcosa di strano, tipo degli pneumatici abbandonati?</p>
<p style="text-align: justify;">I motivi per cui si trovano lì sono svariati, però tutti dipendono dall&#8217;inciviltà e dall&#8217;ignoranza di chi li abbandona. Certo abbandonano anche animali o bambini, ma non possiamo non stupirci o considerare normale quando vediamo rifiuti, che andrebbero adeguatamente smaltiti e recuperati in appositi impianti, sparsi ovunque<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La filiera a norma di legge sarebbe produttore, rivenditore, consumatore, gommista, impianti di recupero e trasformazione in materie prime seconde (possono poi essere reimpiegate per molteplici usi). <span id="more-860"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto qualcosa non quadra, altrimenti non si capisce come fanno gli pneumatici a materializzarsi in discariche autorizzate, termocombustori (visti con i miei occhi incastrarti nei denti della benna), cigli della strada, prati, laghi, spiagge e chi più ne ha, più ne metta!</p>
<p style="text-align: justify;">Questo <a href="http://www.tekneco.it/ambiente/pneumatici-a-fine-vita-il-nodo-dei-controlli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio articolo su Tekneco</a> spiega e svela<em> stranezze italiche</em>. Non pensate a f<em>atta la legge trovato l’inganno</em>… questa volta la legge risulta per molti versi, ancora, <em>in itinere</em>!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Voi dove avete visto degli pneumatici abbandonati l&#8217;ultima volta?</p>
<p style="text-align: justify;">P.S2 Colgo l&#8217;occasione per ricordare che nonostante le pubblicità del settore dicano &#8220;i pneumatici&#8221;, la forma corretta in italiano è <em>lo</em> pneumatico, <em>uno</em> pneumatico, <em>gli</em> pneumatici, <em>degli</em> pneumatici. Suona male, concordo, ma è la forma grammaticalmente accettata dall&#8217;<a href="http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3932&amp;ctg_id=93" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Accademia Della Crusca</a> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2011/09/21/bruttura-e-inquinamento-inizia-tutto-con-l%E2%80%99edera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bruttura e inquinamento, inizia tutto con l&#8217;edera in plastica</a></p>
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		<title>Oggi cosa hai mangiato: cibi normali o cibi radioattivi?!!!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 10:52:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[Alimenti contaminati]]></category>
		<category><![CDATA[cibi da evitare]]></category>
		<category><![CDATA[cibo giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[i cibi]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento ambientale]]></category>
		<category><![CDATA[radioattivo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio amico Cristian mi domandava spesso: «Anna cosa hai mangiato oggi»? Secondo lui mangiare bene o male durante la</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/03/25/oggi-cosa-hai-mangiato-cibi-normali-o-cibi-radioattivi/">Oggi cosa hai mangiato: cibi normali o cibi radioattivi?!!!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mio amico Cristian mi domandava spesso: «<em>Anna cosa hai mangiato oggi</em>»? Secondo lui mangiare bene o male durante la giornata influiva sull&#8217;umore! A quei tempi, altrettanto spesso, mi rifiutavo di rispondergli perché la consideravo una domanda sciocca… adesso,invece, la penso come lui <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-11808 size-medium" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/03/pexels-elle-hughes-1660030-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/03/pexels-elle-hughes-1660030-1-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/03/pexels-elle-hughes-1660030-1-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/03/pexels-elle-hughes-1660030-1-120x80.jpg 120w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/03/pexels-elle-hughes-1660030-1.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente se ora Cristian fosse qui dovrebbe domandarmi: «<em>Anna cosa hai mangiato oggi, cibi normali o cibi radioattivi</em>»?!!!. E questa la considererei una domanda intelligente!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Come la mettiamo con la contaminazione degli alimenti giapponesi?</em> Il Governo del <em>Sol Levante</em> rassicura i propri cittadini, ma se io avessi gli occhi a mandorla e vivessi in Giappone mi sentirei sicura? Da quello che ho letto assolutamente no. <span id="more-527"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno potrebbe farmi notare che siamo a molti chilometri di distanza, che ci sono i controlli del Governo locale e quelli italiani. Certo… allora questa sera vogliamo andare in un buon ristorante giapponese per mangiare: <a href="http://www.worldfood.it/ricetta-tsukimi-soba/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Tsukimi Soba</a>, <a href="http://home.earthlink.net/~marutama/facts.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Kamaboko</a>, <a href="http://www.google.it/search?q=Nabeyaki+Udon&amp;hl=it&amp;client=firefox-a&amp;hs=Rsj&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;prmd=ivns&amp;tbm=isch&amp;tbo=u&amp;source=univ&amp;sa=X&amp;ei=w2WMTZ6wKM7ssgaiyZyOCg&amp;ved=0CDAQsAQ&amp;biw=1045&amp;bih=455" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nabeyaki Udon</a> da condire con salse e salsine, senza farci mancare il <a href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://images.style.it/imgs/galleries/lifestyle/personaggi/001576/gelato-al-the-verde-596480_600x0.jpg&amp;imgrefurl=http://www.style.it/lifestyle/photogallery/personaggi/2010/10/29/chic-sushi-night.aspx/csaba-3/scheda&amp;usg=__9bPRj57G5D1NHw2zCKEctbVjlHo=&amp;h=600&amp;w=470&amp;sz=172&amp;hl=it&amp;start=0&amp;sig2=G3IyjodoP46aho_Bqr62Tg&amp;zoom=1&amp;tbnid=Uwrh5MV9zpG4AM:&amp;tbnh=139&amp;tbnw=119&amp;ei=DWaMTcWqKcz_4Aai7cGuCw&amp;prev=/images%3Fq%3DGelato%2Bal%2BMatcha%26um%3D1%26hl%3Dit%26client%3Dfirefox-a%26hs%3DKEP%26sa%3DG%26rls%3Dorg.mozilla:it:official%26biw%3D1045%26bih%3D455%26tbs%3Disch:1&amp;um=1&amp;itbs=1&amp;iact=rc&amp;dur=533&amp;oei=DWaMTcWqKcz_4Aai7cGuCw&amp;page=1&amp;ndsp=10&amp;ved=1t:429,r:6,s:0&amp;tx=59&amp;ty=63" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gelato al Maccha</a>?!</p>
<p style="text-align: justify;">Facciamo così, leggete questo <a href="http://www.tekneco.it/ambiente/cibo-dal-giappone-fino-a-che-punto-e-sicuro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mio articolo riguardante i pericoli dei cibi radioattivi</a>, pubblicato su Tekneco, e poi decidiamo cosa vogliamo mangiare e dove andare!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Fatemi sapere per quanti devo prenotare!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/03/25/oggi-cosa-hai-mangiato-cibi-normali-o-cibi-radioattivi/">Oggi cosa hai mangiato: cibi normali o cibi radioattivi?!!!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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