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	<title>antichi mestieri Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>antichi mestieri Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Cesti, ma che fine hanno fatto i cestai?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 16:08:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra gli antichi mestieri ce n&#8217;è uno che mi affascina particolarmente, quello del cestaio. Un tempo, oggi molto meno, i</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2013/09/19/cesti-ma-che-fine-hanno-fatto-i-cestai/">Cesti, ma che fine hanno fatto i cestai?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Tra gli antichi mestieri ce n&#8217;è uno che mi affascina particolarmente, quello del cestaio. Un tempo, oggi molto meno, i cesti venivano creati da artigiani o contadini che sapevano intrecciare con sapienza rami di salice sulla base di fusti di giunco.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2013/09/cesti.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-5541" alt="cesti" src="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2013/09/cesti.jpg" width="500" height="723" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2013/09/cesti.jpg 500w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2013/09/cesti-207x300.jpg 207w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Creazioni stupende, utili, tutte diverse tra di loro, e che avevano un buon profumo. Ciò che serviva era pazienza, tocco artistico, tempo e voglia di lavorare. Certo non poteva mancare la materia prima: i rami di salice. Ma per questi bisognava aspettare i tempi della natura, e il momento giusto di solito coincideva con l&#8217;autunno e l&#8217;inverno, stagioni in cui si andava per campi, fossi o lungo le rive dei fiumi a potare con maestria i salici. <span id="more-5540"></span>Si faceva coincidere la raccolta con la fase di luna calante perché in questo modo i rami si sarebbero conservati per un lungo periodo. Si raccoglievano, inoltre, le canne di giunco che servivano per i cesti, per costruire solai o sostenere alcune colture nell&#8217;orto&#8230;. un materiale versatile!</p>
<p style="text-align:justify;">Beh oggi comprare cesti fatti a mano è quasi impossibile. Alcune volte si vedono esposti in alcune fiere o feste di paese, ma attenzione: spesso sono cinesi&#8230; certo ben fatti, ma cinesi. Potete riconoscerli dal profumo (non gradevole) e dal fatto che sono tutti uguali.</p>
<p style="text-align:justify;">A casa ho un paio di cestini stravecchi fatti a mano, avranno contenuto quintali di frutta e verdura&#8230; mi sembrano bellissimi, anche se mezzi rotti&#8230; il fascino delle cose di un tempo!</p>
<p style="text-align:justify;">
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		<title>Antichi mestieri: le mondine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:00:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[allagamento risaie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era un lavoro durissimo quello delle mondine, che passavano intere giornate con piedi e ginocchia dentro l’acqua delle risaie. Dovevano</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Era un lavoro durissimo quello delle mondine, che passavano intere giornate con piedi e ginocchia dentro l’acqua delle risaie. Dovevano prima <strong>trapiantare le giovani piantine di riso e poi procedere alla monda</strong>, cioè all&#8217;eliminazione delle erbe infestanti.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2807" title="" src="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2012/01/mondine.gif" alt="mondine" width="510" height="366" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il lavoro si svolgeva da aprile a giugno quando nelle risaie della Lombardia e del Piemonte si <strong>allagavano i campi per proteggere le piantine di riso dagli sbalzi termici</strong> tra il giorno e la notte. Portavano un <strong>abbigliamento di fortuna</strong> come il cappello e il fazzoletto per proteggersi dal sole, ma soprattutto dalle punture degli insetti. Niente stivali in gomma, tessuti speciali o spray repellenti, ovviamente.<br />
Se fossi nata prima e fossi stata costretta a fare questo lavoro, sarei andata incontro a morte certa!</p>
<p style="text-align:justify;"><em> Anna Simone</em></p>
<p style="text-align:justify;"> P.S. Esistono anche molti <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Categoria:Canti_delle_mondine">canti delle mondine</a></p>
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		<title>Il calzolaio salva il mondo sistemando le suole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 09:38:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[antichi mestieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E’ un’arte magica e nobile quella del ciabattino. Sottrae centinaia di scarpe dalla morte in discarica, riduce l’ inquinamento, il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-2544" title="" src="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2011/11/calzolaio.jpg" alt="calzolaio" width="530" height="280" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/11/calzolaio.jpg 530w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/11/calzolaio-300x158.jpg 300w" sizes="(max-width: 530px) 100vw, 530px" /></p>
<p style="text-align:justify;">E’ un’arte magica e nobile quella del ciabattino. Sottrae centinaia di scarpe dalla morte in discarica, riduce l’ inquinamento, il consumo di materie prime per fabbricarne di nuove e non indebolisce il nostro portafoglio <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-2543"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Basta un rinforzo alle suole o rifare il tacco per continuare a calzare un paio di scarpe per altri mesi, rimandando l’atto di buttarle nell’indifferenziato o, se va bene, nel cassonetto di abiti e scarpe usate.</p>
<p style="text-align:justify;">Parto da me stessa. Ero convinta di essere estranea alla mania femminile di acquistare scarpe sempre e comunque. Ho notato, invece, che anche io ne compro molte e magari poi non le metto trovandole scomode in un secondo momento, quando è tardi per riportarle al negozio. Alcune volte le salva il mio ciabattino di fiducia, altre non c’è nulla da fare tranne che trovare qualcuno a cui regalarle.</p>
<p style="text-align:justify;">La scorsa settimana ad esempio ho iniziato a mettere degli stivali comprati l’anno precedente e mai usati. Dopo qualche ora mi sono accorta che uno era piccolo, e mi faceva malissimo il calcagno. Immettibili, se non fosse stato per l’arte riparatrice del calzolaio che utilizzando una forma ha “allungato” quello corto.</p>
<p style="text-align:justify;">I ciabattini sono sempre meno, quanti ne conoscete dalle vostre parti? E’ un’arte utile che scompare, portandosi dietro il buon costume della riparazione. Tra l’altro avete notato che non tutte le scarpe si possono sistemare?  Alcune hanno un tacco di gomma che quando si consuma non si può far nulla. A mio avviso le industrie calzaturiere le realizzano così per incentivare al nuovo acquisto. E’ come il meccanismo delle cose in garanzia. Appena quest’ultima scade possiamo star sicuri che l’aggeggio in questione si romperà  e sarà più economico fare una nuova compera piuttosto che mandare il tutto in assistenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Non resta che sfruttare al massimo i ciabattini finché ci saranno, salveremo molte scarpe <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align:justify;">P.S. Per quanto mi riguarda devo prestare maggiore attenzione nei negozi di scarpe, perdere più tempo nelle prove, magari anche rischiare di farmi guardar male delle commesse che diventano acide con la lentezza decisionale altrui. In Compenso l&#8217;ambiente ringrazierà <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Addio arrotino e ombrellaio, addio tempi sostenibili</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/10/26/addio-arrotino-e-ombrellaio-addio-tempi-sostenibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arrotino e l&#8217;ombrellaio passano sempre meno, anzi quasi mai. Mestieri sostenibili che scompaiono. Del resto se i coltelli smettono di tagliare, si preferisce comprarne di nuovi anziché affilarli. E magari sono stati anche prodotti in Brasile o Cina, tanto per aiutare l&#8217;ambiente! Addio anche agli ombrellai&#8230; figuriamoci, meglio prenderne uno nuovo dal senegalese di turno che spunta ad ogni angolo, appena piove.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2348"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Non ripariamo più nulla. Se si rompe qualcosa si butta e compriamo il nuovo. Facile ed immediato. Il guaio è che con tale attegiamento contribuiamo non solo all&#8217;inquinamento ambientale, ma anche a far scomparire antichi mestieri che tramandano l&#8217;arte della ripazione di generazione in generzione. Se non c&#8217;è mercato nessuno imparerà più la tecnica della riparazione e tra poco non si saprà più come fare, pur volendo&#8221; aggiustare&#8221; qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimane il ricordo, forse</p>
<p style="text-align: justify;">[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=OkMxPkk8iZ4]</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Perle e infilaperle, antichi mestieri</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/07/18/linfilaperle/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 06:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[antichi mestieri]]></category>
		<category><![CDATA[collane]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Valeri]]></category>
		<category><![CDATA[infilaperle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ti dovevi comprare una cosa, sapevi esattamente dove andare, a chi rivolgerti, ogni oggetto e ogni necessità avevano un</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/07/18/linfilaperle/">Perle e infilaperle, antichi mestieri</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Quando ti dovevi comprare una cosa, sapevi esattamente dove andare, a chi rivolgerti, ogni oggetto e ogni necessità avevano un indirizzo preciso e sapevi con certezza se lì era meglio arrivare con il tram o in macchina. E non si andava a fare shopping, ma si andavano a fare le commissioni. Se poi vogliamo proprio sprofondare nel passato, allora potrei ricordare che una volta all&#8217;anno si andava dall&#8217;infilaperle quello che rinfilava tutte le collane. Un mestiere scomparso. Così come sono scomparse tutte le manutenzioni. Esiste forse l’arte del rammendo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Queste le parole di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Valeri" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Franca Valeri</a>, raccolte da Mario Calabresi nel suo libro <a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/salone-del-libro-2011/lstp/46470/?pgm=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cosa tiene accese le stelle</em></a>. Un libro molto bello, di quelli che vorresti non finissero mai.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;Infilaperle</em>… ma che mestiere era, mi sono domandata?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1275"></span>Sono andata su internet a cercare informazioni: ho trovato poco. Ho capito che non aveva nulla a che fare con l’orafo, ma doveva essere qualcosa che si potrebbe definire, distruggendo tutta la poesia e la magia che evoca invece la parola infilaperle, &#8220;riparazione di collane&#8221;. Se si rompeva il filo che teneva unite le perle, l’infilaperle inseriva un nuovo filo e risistemava le perle facendo dei nodini, caratteristici delle collane di quel tempo. Un lavoro particolare, come ce ne erano tanti fino a qualche decina di anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è presa nostalgia di un tempo passato che non ho mai vissuto, ma di cui subisco il fascino da sempre. <em>Quanti altri mestieri sono scomparsi?</em> Tanti, forse troppi, e non perché inutili, ma perché sconfitti dal sopraggiungere del consumismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente predicozzo, tranquilli!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si rompe qualcosa?</em> Costa meno comprare il nuovo che aggiustare il vecchio: è assurdo, uno spreco inutile di materie prime. Penso ai <em>cellulari</em> (ne ho ben tre rotti nel cassetto). Non ne ho potuto far riparare nessuno. Ho provato in vari negozi di telefonia, mi hanno risposto che non conveniva mandarlo in assistenza, avrei fatto prima a prenderne uno tra quelli in offerta, eh già ci sono sempre cellulari in offerta! Ma come, mi domando, <em>sono in grado di mettere fotocamera, sveglia, collegamento a internet e così via in un minuscolo cellulare, e non sono capaci di ripararlo</em>?!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Se qualcuno di voi potrebbe darmi informazioni maggiori sul mestiere dell&#8217;infilaperle, sarei molto contenta!</p>
<p style="text-align: justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align: justify;">A<a href="http://ecospiragli.it/2012/01/13/lantico-mestiere-della-mondina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ntichi mestieri: le mondine</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/07/18/linfilaperle/">Perle e infilaperle, antichi mestieri</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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