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	<title>ricordi Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>ricordi Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Sapori d’infanzia!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 07:11:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ognuno ha le proprie madeleine che riportano indietro nel tempo. E se per Proust erano dei dolcetti, per me sono</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-11970 size-full" title="paglia" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/paglia.jpg" alt="antichi ricordi" width="800" height="533" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/paglia.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/paglia-300x200.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/paglia-768x512.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/paglia-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno ha le proprie madeleine che riportano indietro nel tempo. E se per Proust erano dei dolcetti, per me sono alcuni profumi e sapori. Il <em>profumo del campo coltivato a pomodori, quello del fienile e il sapore delle melanzane dorate e fritte</em>… particolari che mi fanno tornare immediatamente bambina <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta, quando finisce l’incanto, rimango sorpresa dalla capacità della memoria di mettere a fuoco dettagli che avevo dimenticato e, invece, erano conservati chissà dove!</p>
<p style="text-align: justify;">I viaggi nell’infanzia sono sempre brevi e subito dopo mi riempiono di un sentimento fatto di un misto di allegria, malinconia e nostalgia&#8230;. <em>Raramente vado nel passato senza tornare con almeno un pizzico di nostalgia.</em> Credo sia la consapevolezza di un tempo lontano, trascorso, sfuggente. Ma <em>chi non vorrebbe essere di nuovo bambino anche per un giorno solo? </em><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1512"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A me piacerebbe, ma solo negli anni 80’. Ci riflettevo sabato sera mentre passeggiavo tra le bancarelle di una festa popolare. I bambini di adesso sono sfortunati, possono giocare con giocattoli fatti di plastica cinese, spesso tossica e quasi sempre in solitudine. Magari sono super tecnologici, tuttavia i nostri erano <em>più belli, forse semplici, ma capaci di scatenare una fantasia straordinaria.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Quelli a cui penso ora sono pochi ma ne ho avuti tanti, probabilmente mi viziavano da piccola perché non ho il ricordo di nessun “no” traumatico, anzi!</p>
<p style="text-align: justify;">La mia bambola preferita si chiamava Simonetta, doveva essere di buona qualità perché è riuscita a sopravvivere fino ad oggi. Certo ha moltissimi acciacchi! I capelli sono devastati. Credo di aver impiegato tutta l’infanzia per convincermi che una volta tagliati non sarebbero ricresciuti. Non solo a lei ma anche alle altre bambole!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Poi la bici rossa con il campanello quasi sempre rotto, una tartaruga di peluche gigante, gialla e verde, un bruco di plastica e una moto Honda giallo ginestra, su cui salivo e con cui sono andata a sbattere quasi ovunque. Aveva una batteria ricaricabile ma aveva tempi di attesa lunghissimi!</p>
<p style="text-align: justify;"> <em>Non scambierei nessuna di queste cose con un solo gioco &#8220;plasticoso&#8221; moderno. E voi?!</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Nonno e nipote: vigneto, pesche e mele</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 06:31:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[campagna]]></category>
		<category><![CDATA[casa campagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel tardo pomeriggio di ieri sono andata fare un giro per la campagna che circonda casa mia. Volevo vedere gli alberi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel tardo pomeriggio di ieri sono andata fare un giro per la campagna che circonda casa mia. Volevo vedere gli alberi da frutto. Non che non ci sia mai stata, ma c’è molto terreno e finisco per andare sempre su quello più vicino per comodità o forse per pigrizia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ieri sono andata “sotto la vigna”, espressione che in italiano si traduce oltre il vigneto<em>.<br />
</em>Faceva molto caldo, l’erba era stata falciata e io non ero vestita in maniera adatta&#8230; infradito, pantaloncini, canottiera, capelli acciuffati e in disordine, ottimo abbigliamento per sentirsi liberi dentro casa, ma per la campagna non va bene. Del resto se mio nonno Bernardino andava sempre col cappello di paglia, scarpe chiuse, pantaloni e vecchie camicie a maniche lunghe anche con le alte temperature, un motivo preciso doveva esserci.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho notato che <em>le pesche stanno per maturare</em>, tuttavia non ne mangerò nessuna. <em>Mio nonno ha perso molta pazienza</em> <em>dietro alle pesche,</em> ma ogni anno finisce che maturano fino a un certo punto e poi cadono. Secondo lui che erano una “qualità stupida” e forse non ha avuto tempo per trovare una spiegazione scientifica. Non credo di volerne cercare una differente neppure io, mi basta la sua. <span id="more-1301"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ho riconosciuto gli alberi di fico, mele, pere e castagne, invece su un paio sono rimasta perplessa, non so che alberi siano. Alla fine dell’appezzamento di terreno &#8211; con grande sorpresa &#8211; ho visto due grandi querce, eppure ne ricordavo solo una, la mia preferita da bambina.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre camminavo e pensavo, mi fermavo spesso a osservare. A un certo punto mi sono sentita molto piccola, ho realizzato di <em>non sapere nulla di come si coltiva la terra, </em>forse lo so un po’ in teoria, ma non l’ho mai fatto pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Come faceva mio nonno a coltivare tutto? M<em>i sembra impossibile per una sola persona in compagnia di un vecchio asino</em>. Lui diceva sempre, un po’ scherzando e un po’ sul serio, che quando non ci sarebbe più stato “le spine arrivan sott a glu castegl” ossia tutto sarebbe stato abbandonato tanto da far arrivare i rovi al vecchio castello sulla collina che si vede da casa. E mi diceva tante altre cose. A volte raccontava storie del suo passato, <em>ma io ascoltavo distrattamente</em>&#8230; <em>e ora vorrei tanto trovare un modo per tornare indietro e stare ad ascoltarlo all&#8217;infinito.</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ da metà della mia vita che manca e non ho mai superato la sua scomparsa, forse per la troppa nostalgia o forse perché non l’ho mai accettata come cosa. E&#8217; difficile rassegnarsi ad avere solo ricordi, tuttavia, paradossalmente questi ricordi sono una fortuna perché a volte non si possiedono neppure questi.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludo sorridendo con <em>una sua esclamazione che mi faceva ridere tanto “A raaà”</em>  <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2013/04/22/la-giornata-mondiale-della-terra-la-dedico-a-nonno-bernardino/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">La giornata mondiale della Terra la dedico a nonno Bernardino!</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2011/05/19/928/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Una pianta è per sempre!</a></p>
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		<title>Perle e infilaperle, antichi mestieri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 06:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[antichi mestieri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ti dovevi comprare una cosa, sapevi esattamente dove andare, a chi rivolgerti, ogni oggetto e ogni necessità avevano un</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Quando ti dovevi comprare una cosa, sapevi esattamente dove andare, a chi rivolgerti, ogni oggetto e ogni necessità avevano un indirizzo preciso e sapevi con certezza se lì era meglio arrivare con il tram o in macchina. E non si andava a fare shopping, ma si andavano a fare le commissioni. Se poi vogliamo proprio sprofondare nel passato, allora potrei ricordare che una volta all&#8217;anno si andava dall&#8217;infilaperle quello che rinfilava tutte le collane. Un mestiere scomparso. Così come sono scomparse tutte le manutenzioni. Esiste forse l’arte del rammendo?</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Queste le parole di<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Franca_Valeri" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> Franca Valeri</a>, raccolte da Mario Calabresi nel suo libro <a href="http://multimedia.lastampa.it/multimedia/salone-del-libro-2011/lstp/46470/?pgm=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cosa tiene accese le stelle</em></a>. Un libro molto bello, di quelli che vorresti non finissero mai.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;Infilaperle</em>… ma che mestiere era, mi sono domandata?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1275"></span>Sono andata su internet a cercare informazioni: ho trovato poco. Ho capito che non aveva nulla a che fare con l’orafo, ma doveva essere qualcosa che si potrebbe definire, distruggendo tutta la poesia e la magia che evoca invece la parola infilaperle, &#8220;riparazione di collane&#8221;. Se si rompeva il filo che teneva unite le perle, l’infilaperle inseriva un nuovo filo e risistemava le perle facendo dei nodini, caratteristici delle collane di quel tempo. Un lavoro particolare, come ce ne erano tanti fino a qualche decina di anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è presa nostalgia di un tempo passato che non ho mai vissuto, ma di cui subisco il fascino da sempre. <em>Quanti altri mestieri sono scomparsi?</em> Tanti, forse troppi, e non perché inutili, ma perché sconfitti dal sopraggiungere del consumismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Niente predicozzo, tranquilli!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Si rompe qualcosa?</em> Costa meno comprare il nuovo che aggiustare il vecchio: è assurdo, uno spreco inutile di materie prime. Penso ai <em>cellulari</em> (ne ho ben tre rotti nel cassetto). Non ne ho potuto far riparare nessuno. Ho provato in vari negozi di telefonia, mi hanno risposto che non conveniva mandarlo in assistenza, avrei fatto prima a prenderne uno tra quelli in offerta, eh già ci sono sempre cellulari in offerta! Ma come, mi domando, <em>sono in grado di mettere fotocamera, sveglia, collegamento a internet e così via in un minuscolo cellulare, e non sono capaci di ripararlo</em>?!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">P.S. Se qualcuno di voi potrebbe darmi informazioni maggiori sul mestiere dell&#8217;infilaperle, sarei molto contenta!</p>
<p style="text-align: justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align: justify;">A<a href="http://ecospiragli.it/2012/01/13/lantico-mestiere-della-mondina/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ntichi mestieri: le mondine</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/07/18/linfilaperle/">Perle e infilaperle, antichi mestieri</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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