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	<title>inquinamento Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>inquinamento Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>L’inquinamento dell’aria può influenzare diffusione e mortalità per Covid-19</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2020/04/20/inquinamento-aria-diffusione-mortalita-covid/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 12:48:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sbagliato non stupirsi, eppure sta accadendo. L’inquinamento dell’aria può contribuire a peggiorare la faccenda del Covid-19, ma non siamo più</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/04/20/inquinamento-aria-diffusione-mortalita-covid/">L’inquinamento dell’aria può influenzare diffusione e mortalità per Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sbagliato non stupirsi, eppure sta accadendo. L’inquinamento dell’aria può contribuire a peggiorare la faccenda del Covid-19, ma non siamo più di tanto sorpresi. Un po’ perché siamo stanchi per le settimane di isolamento e un po’ perché lo intuivamo, visto che prima del coronavirus l&#8217;inquinamento atmosferico uccideva 7 milioni di persone all&#8217;anno.</p>



<p>La diffusione in tutto il mondo del Covid-19 sembra presentare, nei diversi focolai, notevoli differenze per tassi epidemici e per mortalità. Uno studio pubblicato sulla <a href="https://www.mdpi.com/search?q=&amp;journal=atmosphere&amp;sort=pubdate&amp;page_count=50" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="rivista scientifica Atmosphere (apre in una nuova scheda)">rivista scientifica Atmosphere</a> dall’Istituto di scienze dell&#8217;atmosfera (Isac) e del clima del Cnr di Lecce e Roma affronta <strong>l&#8217;interazione tra inquinamento dell’aria e Covid -19</strong> . </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio</h2>



<p>“È <strong>plausibile che l&#8217;esposizione di lungo periodo all&#8217;inquinamento atmosferico possa aumentare la vulnerabilità degli esposti al Covid-19</strong> a contrarre, se contagiati, forme più importanti. Tuttavia, deve ancora essere stimato il peso dell&#8217;inquinamento rispetto ad altri fattori concomitanti&#8221;, spiegano <strong>Daniele Contini e Francesca Costabile di Cnr-Isac</strong>. </p>



<p>I dati mostrano <strong>focolai in aree con livelli di inquinamento</strong> <strong>diversi tra loro</strong>, ma quelli sui contagi sono legati ad attendibilità, precisione e completezza dei conteggi e alla modalità di esecuzione dei tamponi.</p>



<p>La ricerca affronta anche la trasmissione del virus in aria (detta “airborne”). “Un tema ritenuto dagli autori dello studio plausibile, anche se non è stato determinato <strong>quanto incida rispetto ad altre forme di trasmissione quali il contatto diretto e indiretto </strong>attraverso<strong> superfici contaminate</strong>”, prosegue Contini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasmissione
</h2>



<p><strong>La trasmissione airborne può avvenire</strong>: </p>



<p>&#8211;<strong>attraverso le goccioline</strong> di diametro relativamente grande (&gt; 5 µm), emesse da una persona contagiata con starnuti o colpi di tosse, che sono a breve distanza (1-2 metri) dal punto di emissione;</p>



<p>-oppure <strong>attraverso il bioaerosol</strong> <strong>emesso durante la respirazione e con il parlato</strong>, o il residuo secco che rimane dopo l’evaporazione, di dimensioni più piccole (&lt; 5 µm), che può rimanere in sospensione per tempi maggiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Differenza
tra ambienti</h2>



<p>I margini di incertezza sono ampi. Per valutare  la probabilità di contagio attraverso l&#8217;<strong>airborne </strong> si deve  <strong>distinguere tra ambienti interni ed esterni</strong>, tenendo conto di molti parametri, tra cui le concentrazioni di virus in aria e il loro tempo di vita.</p>



<p><strong>Per il tempo di vita si parla di circa un’ora in condizioni </strong>controllate<strong> di laboratorio, mentre in esterno il tempo potrebbero essere ridotto dall’influenza d</strong>i temperatura, umidità e radiazione solare, che possono minare le capacità infettive del virus.</p>



<p>&nbsp;“<strong>In esterno</strong>, le concentrazioni di virus rilevate in aree pubbliche a Wuhan sono al limite della rilevabilità (&lt; 3 particelle virali/m3), in confronto alle tipiche concentrazioni di particolato nelle aree urbane inquinate, che possono arrivare a 100 miliardi di particelle/m3. Quindi la probabilità di trasmissione con questo meccanismo in outdoor sembra essere molto bassa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ipotesi</h2>



<p>Tuttavia, vi può essere una <strong>maggiore probabilità in specifici ambienti indoor, come ospedali, aree di quarantena o mezzi pubblici.</strong> In questi ambienti, la sorgente è più intensa e la dispersione in aria più limitata, per cui si possono osservare concentrazioni elevate e condizioni microclimatiche favorevoli alla sopravvivenza del virus. </p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Lo spauracchio degli inquinanti suv cinesi</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/10/05/lo-spauracchio-degli-inquinanti-suv-cinesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 07:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[auto inquinanti]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni inquinanti]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[pm10]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Credevamo di svoltare con le macchine verdi ma forse ci sbagliavamo. Consumano, inquinano e costano sempre meno, certo. Tuttavia pochi</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: justify;">Credevamo di svoltare con le macchine verdi ma forse ci sbagliavamo. Consumano, inquinano e costano sempre meno, certo. Tuttavia pochi avevano considerato il motore del gigante giallo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2115"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni giorno in Cina si producono 100 mila nuove auto e siccome &#8220;piove sempre sul bagnato&#8221;, sfiga vuole che i cinesi subiscano il fascino dei fuoristrada. Nel 2010 ne sono stati venduti il 24 per cento in più rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, in generale, piazzano sul mercato 35 milioni di auto annue&#8230; se continuano con questi numeri tra pochi anni si avranno quantitativi da brivido.</p>
<p style="text-align: justify;">Stavamo nell&#8217;ordine di idee che presto si sarebbe detto addio alle pericolose particelle di pm10, allo smog, a buona parte delle emissioni di Co2 ma nessuno aveva fatto i conti con i gusti dei cinesi, attratti non dalle ibride ma dai macchinoni. L&#8217;ambiente non ringrazia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Bruttura e inquinamento, inizia tutto con l’edera</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/09/21/bruttura-e-inquinamento-inizia-tutto-con-ledera/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 05:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[edera finta]]></category>
		<category><![CDATA[fiori di plastica]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[plastica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’onda del momento è l’edera finta. In vasi di plastica, rampicante su pannelli, rampicante su colonne. Verde chiaro o scuro</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/09/21/bruttura-e-inquinamento-inizia-tutto-con-ledera/">Bruttura e inquinamento, inizia tutto con l’edera</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">L’onda del momento è l’edera finta. In vasi di plastica, rampicante su pannelli, rampicante su colonne. Verde chiaro o scuro è lei, finta quanto triste.</p>
<p style="text-align: justify;">Con tutto l’impegno possibile non capisco il senso. “Che mi viene a significare”, direbbe il commissario Montalbano, il ricorso all’edera finta se quella vera è ritenuta una delle piante più resistenti al mondo e con pochissime pretese?</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1930"></span>Invece no, alcuni individui preferiscono ricorrere alla pianta in plastica.</p>
<p style="text-align: justify;">Così mentre qualcuno pensa a rinverdire il grigiore cittadino con <a href="http://www.tekneco.it/ambiente/un-giardino-su-ogni-tetto-cosi-le-citta-diventano-piu-verdi/" target="_blank" rel="noopener">tetti verdi</a>, <a href="http://www.tekneco.it/ambiente/cosi-la-persiana-si-trasforma-in-orto/">persiane fiorite</a> e orto sui balconi, altri non trovano migliore idea dell’edera in plastica. Sono ovunque, dalle <em>abitazioni private, agli alberghi, passando per tutti separé</em> possibili e immaginabili. Fateci caso quando vedete delle piante di edera, per lo più sono di plastica <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f641.png" alt="🙁" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Dunque appena saranno impolverate o annerite dallo smog, siccome sono finte e non possono autorigenerarsi, verranno gettate nella spazzatura.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un post-appello: <em>rifiutiamoci di alimentare il mercato dell’edera in plastica.</em> Ne siamo sommersi tra <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene_tereftalato">pet</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene_ad_alta_densit%C3%A0">hdpe</a>,<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Polyvinyl_chloride"> pvc</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polietilene_a_bassa_densit%C3%A0">ldpe</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polipropilene">pp</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polistirene">ps</a>, non c’è cosa che non abbiano pensato a farla in plastica… <em>alla sera alcune volte anche il pane ha un sapore di plastica</em>!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Allora perché non comprare una bella piantina di edera vera e farla arrampicare dove più ci piace, per tentare di dare un <em>tocco di verde senza inquinare</em>? Perché non regalarla a tutti i vicini che abbiamo visto ricorrere all’edera finta per i loro balconi? Magari allegando anche un piccolo foglietto con tutte le proprietà benefiche della pianta vera: <em>antireumatiche, antinevralgiche, detersive e anticellulite?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
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		<item>
		<title>Le disavventure di EcoSpiragli alla ZeroEmission!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 10:57:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[fiera di roma]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[manifesti pubblicitari]]></category>
		<category><![CDATA[spreco carta]]></category>
		<category><![CDATA[zero emission]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tornata a casa con un sacco di spunti ma anche con un gran mal di testa e stanchezza che,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/09/17/le-disavventure-di-ecospiragli-alla-zeroemission/">Le disavventure di EcoSpiragli alla ZeroEmission!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-1827" src="http://ecospiragli.files.wordpress.com/2011/09/fiera-di-roma.jpg" alt="fiera di roma, zero emission, fiera inquinante" width="540" height="405" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/fiera-di-roma.jpg 640w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2011/09/fiera-di-roma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" /></p>
<p style="text-align:justify;">Sono tornata a casa <em>con un sacco di spunti ma anche con un gran mal di testa e stanchezza che</em>, a quanto pare, non vogliono più abbandonarmi. Ecco io preferirei esser lasciata sola e non stare in loro compagnia!!!</p>
<p style="text-align:justify;">Questo post esce in “edizione week end” perché ci sono cose che vanno scritte subito <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align:justify;">Negli ultimi due giorni ho partecipato alla <a href="http://www.zeroemissionrome.eu/it_zer/index_zer.asp">ZeroEmission</a>, fiera sulle energie rinnovabili, che si tiene alla <a href="http://www.fieradiroma.it/web/">Fiera di Roma</a>. Sono stata mandata da <a href="http://www.tekneco.it/ambiente/">Tekneco</a> come invita. Così anche io facevo parte della stampa e vi assicuro che fa un certo effetto!</p>
<p style="text-align:justify;"> E’ stata un bella fiera, con molta gente comune, probabili investitori e aziende del settore energie rinnovabili. Il personale presente in fiera era gentile e pronto a facilitarti durante la giornata (almeno quelli con cui ho parlato io!).</p>
<p style="text-align:justify;">Allora cosa ho da dire o da ridire sulla fiera?!</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-1826"></span></p>
<p style="text-align:justify;">Vorrei suggerire dei piccoli consigli a coloro che gestiscono l’evento, magari per il futuro <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<ul>
<li style="text-align:justify;"> <em>L’aria condizionata</em>, era regolata male. Ve lo giuro, dentro le sale faceva un freddo incredibile! Avevo due magliette a maniche lunghe che mettevo insieme a un foulard e sentivo freddo lo stesso. Se non ci credete, provate  a vedere le foto, sono sicura che mi riconoscerete! <em>Il guaio era che fuori faceva caldissimo e l’escursione termica mi provocava mal di testa fin dalla mattina</em>. Così pensavo “tutta questa energia sciupata per farci congelare”!</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><em>Non ho trovato cibo-bio</em>! Non mi nutro solo di quello ma mi sarebbe piaciuto consolarmi con un bel panino salutare. Nei bar dei padiglioni in cui sono stata, si <em>vendevano tristi pizzette e tramezzini che avevano tutta l’aria di essere chimico-industriali</em>. Le persone li mangiavano con gusto ma io non ce l’ho fatta! Ho dovuto optare per gelati alla frutta, sempre industriali, da mangiare al caldo per riscaldarmi un po’, prima di tornare al freddo delle sale dei convegni. Magari c’erano angoli in cui si poteva mangiare bio, ma in questo caso bisognerebbe scriverlo da qualche parte per ritrovarli!</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><em>Troppa pubblicità inutile</em>. Questo forse dipende dalle singole aziende. Ti davano delle bustine, prevalentemente in materbi o tessuto, con un sacco di fogli che finivano per essere gettati al primo cestino utile. Oppure c’erano i ragazzi a far volantinaggio e in questi casi <em>non so se è peggio rifiutare il volantino oppure prenderlo per buttarlo subito dopo</em>. I cestini non erano tutti per la raccolta differenziata. <em>Insomma un sacco di alberi tagliati per finire trasformati in spazzatura mista</em> <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align:justify;"><em>Trasporti</em>. Quando si scende alla fermata del treno Fiera di Roma ci sono le navette gratuite che portano alla struttura. Non so quanti viaggi abbiano fatto per trasportare i 30 mila visitatori e soprattutto quanta Co2 abbiano emesso! <em>Di fatto si può anche andare a piedi saranno 10 minuti</em>, ma bisognerebbe scriverlo soprattutto per gli &#8220;sveglioni&#8221;come me! L’ho notato solo ieri mentre aspettavo la navetta, non l’avevo letto da nessuna parte. Per la precisione ci sono due percorsi uno raso terra e l’altro sospeso. E’ stato, infatti, costruito un lungo corridoio in cemento e vetro per collegare la fermata alla fiera. Ancora mi sto chiedendo il senso… Voglio dire non c’era bisogno di cementificare se era possibile passare anche da giù! Tra l’altro le scale mobili non funzionavano quindi dubito che si abbia tanta volontà per salire prima, e scendere dopo, se si può evitarle passando sotto!</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><em>Anna Simone </em></p>
<p style="text-align:justify;">P.S. Nei bagni per donne c&#8217;erano ganci per poter appendere la borsa, questa volta mi sono <a href="http://ecospiragli.it/2011/09/01/perche-non-pagare-le-tasse-questione-di-alberi-ganci-e-medici-farlocchi/">stupita</a> in positivo!</p>
<p style="text-align:justify;">P.S. 2 Altra cosa positiva&#8230; ho conosciuto un ragazzo spagnolo super interessante, lo posso scrivere, tanto non sa che ho questo blog!!!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/09/17/le-disavventure-di-ecospiragli-alla-zeroemission/">Le disavventure di EcoSpiragli alla ZeroEmission!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tagli di capelli per ridurre l&#8217;inquinamento!</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/05/25/tagli-di-capelli-per-ridurre-linquinamento/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 16:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
		<category><![CDATA[capelli corti]]></category>
		<category><![CDATA[economia domestica]]></category>
		<category><![CDATA[giovinezza]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo taglio capelli]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio tempo]]></category>
		<category><![CDATA[taglio di capelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho tagliato i capelli per ridurre il mio impatto sull&#8217;ambiente. Meno acqua quando li lavi, meno shampoo e meno spreco di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2011/05/25/tagli-di-capelli-per-ridurre-linquinamento/">Tagli di capelli per ridurre l&#8217;inquinamento!</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ho tagliato i capelli per ridurre il mio impatto sull&#8217;ambiente. Meno acqua quando li lavi, meno shampoo e meno spreco di elettricità per asciugarli.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ci sono anche vantaggi personali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>risparmiare tempo, perché i capelli corti fanno risparmiare tempo;</li>
<li>d’estate fa caldo e con meno capelli &#8220;passa&#8221; più aria;</li>
<li>sembro, infine, di qualche anno  più piccola, il che non guasta.<span id="more-978"></span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’idea l’ho presa da un&#8217;altra blogger Kika, di <a href="http://www.vitaimpatto1.org/2011/04/20/una-chioma-piu-ecologica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Vita a impatto 1</a>. Non ci avevo mai pensato prima!</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono cortissimi, sono però il massimo del corto che si può applicare su di me: tanti capelli e con riccioli … non posso esagerare altrimenti potrebbero diventare come quelli di Mafalda!</p>
<p style="text-align: justify;">Voi che aspettate a tagliarli un po’?!</p>
<p style="text-align: justify;"> <em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Rane, ranocchi  e principi, addio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2011 08:23:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[anfibi]]></category>
		<category><![CDATA[bd]]></category>
		<category><![CDATA[funghi e girini]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento acque]]></category>
		<category><![CDATA[micosi]]></category>
		<category><![CDATA[rane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimenticatevi il ranocchio che si trasforma in principe azzurro. E non perché William si è sposato con Kate ma perché</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dimenticatevi il ranocchio che si trasforma in principe azzurro. E non perché William si è sposato con Kate ma perché le rane stanno scomparendo a una velocità innaturalmente sconvolgente. Muore l’intera classe di anfibi, non solo una specie, insomma come se iniziassero a scomparire tutti gli uccelli, indipendentemente se rondini, pettirossi, merli e così via.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Che succede? Dieci anni fa è stato scoperto un killer, <em>un fungo che si diffonde con gli stessi girini</em> innescando una catena assurda di vita e morte in tutto il mondo, a migliaia di chilometri di distanza, anche nelle acque più incontaminate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fungo micotico si chiama Batrachochytrium dendrobatidis (Bd), mentre la malattia chitridiomicosi:<em> uccide esemplari deboli e sani, nutrendosi della cheratina presente sulle zampe e </em><i>sull&#8217;addome</i>. In queste zone del corpo il fungo produce milioni di zoo-spore. La pelle degli anfibi si dilata, il respirare diventa difficoltoso e quando si ritrovano a pancia in su sono morte.  E’ triste, non voglio rattristarvi ma solo mettervi al corrente di quello che sta succedendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-874"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gli esperti non sanno come sia iniziato tutto ciò, da cosa sia dipeso e soprattutto<em> non sanno come fermare il fungo</em>. Sanno però che se si estinguessero le rane si spezzerebbe la catena alimentare: aumenterebbero gli insetti, sparirebbero i serpenti e gli uccelli che si cibano di anfibi morirebbero tutti di fame.</p>
<p style="text-align: justify;">Io da piccola ero un po’ selvaggia e tra le varie cose andavo in un ruscelletto vicino casa a dar fastidio a rane e girini. Il gioco era creare dei piccoli vortici con i bastoni i legno o con le canne. Se poi c’erano le rane era festa perché un po’ schifata dal viscido e un po’ curiosa le dovevo far saltare!</p>
<p style="text-align: justify;">Mi è tornata in mente una strofa delle poesia <em>La pioggia nel pineto:</em></p>
<p style="text-align: justify;">[…] Ascolta.<br />
La figlia dell&#8217;aria<br />
è muta;<em> ma la figlia</em><br />
<em> del limo lontana,</em><br />
<em> la rana,</em><br />
<em> canta nell&#8217;ombra più fonda,</em><br />
<em> chi sa dove, chi sa dove!</em> […]</p>
<p style="text-align: justify;">Spaventa pensare che tra qualche anno il gracidare delle rane potrebbe essere solo un confuso suono del passato…</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Inquinamento da cartelloni pubblicitari</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2011/05/02/inquinamento-da-cartelloni-pubblicitari/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 15:25:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[cartelli pubblicitari]]></category>
		<category><![CDATA[cartelloni pubblicitari]]></category>
		<category><![CDATA[città]]></category>
		<category><![CDATA[manifesti pubblicitari]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I cartelloni pubblicitari fanno molte cose in un colpo solo: soffocano le città, catturano la nostra attenzione, o il nostro</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I cartelloni pubblicitari fanno molte cose in un colpo solo: soffocano le città, catturano la nostra attenzione, o il nostro disprezzo, e inquinano.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi pomeriggio sono passata in tre paesini, tutti erano tappezzati con manifesti pubblicitari, in prevalenza per le amministrative. Immagini di volti sorridenti appartenenti a partiti politici o a semplici liste civiche, fintamente costruiti. Incollati ovunque anche dove non si potrebbe. Frasi a effetto pensate e ripensate per convincere, dare certezze, trasmettere onestà e voglia di fare.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-845"></span>Personalmente non credo più ai programmi politici, non ho chi mi rappresenta o chi potrebbe rappresentarmi. Voto, ho sempre votato, ma quanto è triste votare il meno peggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo queste considerazioni mi sono domandata: <em>la carta appiccicata con litri di colla chimica, super resistente e super colorata che fine fa?</em> Riciclo? No, non credo, non dalle mie parti almeno!</p>
<p style="text-align: justify;">I politici infilano nei loro discorsi parole come verde, green, eco, sostenibilità, salvaguardia ambientale, bio, biodiversità e raccolta differenziata. Parole che per la maggior parte di loro, scommetto ciò che volete, sono prive di significato. Le usano perché il green va di moda. Ma quanti sono pronti a investire in energie rinnovabili,  raccolta seria di rifiuti, riqualificazione urbanistica di aree dismesse invece che cementificare nuovi terreni? Eppure, una mossa intelligente sarebbe ad esempio dire: &#8220;ho fatto stampare tot cartelloni pubblicitari, mi dispiace per la carta sciupata, è carta riciclata ma comunque mi dispiace. Al termine delle elezioni quelli del mio staff provvederanno a toglierli e li recupereremo in questo modo…&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Inquinamento visivo, inquinamento ambientale e inquinamento mentale</em> per quanto mi riguarda. Più mi impongo di non leggere i cartelloni pubblicitari (politici o di prodotti) e più sorprendo me stessa a leggerli. Un po’ come quando si è in treno e non si può fare a meno di ascoltare le conversazioni, terribilmente, stupide di quelli che siedono vicino o di quelli che parlano al telefono con un tono di voce troppo alto per essere una conversazione privata.</p>
<p style="text-align: justify;">Buone riflessioni</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
<p style="text-align: justify;">Forse potrebbe interessarti anche:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2012/08/30/allontaniamo-la-carta-rotolo-dal-lavello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Allontaniamo la carta rotolo dal lavello</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ecospiragli.it/2012/10/26/perche-usiamo-la-carta-stagnola-se-esistono-i-contenitori-per-alimenti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Perché usiamo la carta stagnola se esistono i contenitori per alimenti?</a></p>
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