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	<title>montagna estate Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Altitudine e mal di montagna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2018 10:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Stili di vita green]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste anche il “mal di montagna”: è causato dalla rapidità con cui si raggiunge una quota elevata, dall’altezza raggiunta e anche dalla quota in cui si trova la zona scelta per il riposo notturno.<br />
Visto che siamo in piena estate e molti di noi hanno scelto l’alta montagna come meta per passare il periodo di vacanze è bene non sottovalutare la cosa.<br />
<strong>Soggiornare a quote elevate può rappresentare un problema per il nostro organismo</strong> che deve affrontare: la riduzione del tasso di ossigeno, le attività fisiche cui non è abituato e le basse temperature.<br />
Ormai si possono raggiungere direttamente con l&#8217;aereo località in alta quota, per turismo (Perù, Bolivia, Nepal), o trekking (Kilimangiaro, Ande peruviane, Himalaya) senza un’adeguata preparazione.<br />
La tollerabilità dell’alta quota dipende anche dalle nostre condizioni fisiche, ma questo schema aiuta:</p>
<p><strong>0-3.000 metri</strong>: si è nella &#8220;zona indifferente&#8221;, i soggetti sani quasi non avvertono la diminuzione di ossigeno;</p>
<p><strong>3.000-5.000 metri</strong>: è un’altitudine ben tollerata soltanto da soggetti allenati e alpinisti, ma è necessaria un’acclimatazione;</p>
<p><strong>5.000-7.000 metri:</strong> è un’altitudine tollerabile con difficoltà e soltanto dopo l’acclimatazionee si può raggiungere solo dopo aver soggiornato ad altitudini inferiori in precedenza;</p>
<p><strong>più di 7.000 metri:</strong> è la &#8220;zona critica&#8221; dove soltanto individui ben allenati e sani possono soggiornare per tempo limitato dopo acclimatazione.</p>
<p><strong>Prevenzione</strong><br />
“La prevenzione del mal di montagna – si legge tra i consigli del <strong>SC Malattie Infettive e Tropicali I, ospedale Amedeo di Savoia di Torino</strong>  ̶  si basa sull&#8217;acclimatazione, cioè sull’adeguamento alle condizioni dell&#8217;alta quota, così da indurre un senso di benessere fisico e psichico a riposo e da permettere di compiere sforzi muscolari di un certo grado senza stancarsi e recuperando rapidamente le forze.<br />
Le quote elevate devono essere raggiunte salendo gradualmente e durante i primi giorni le attività fisiche devono essere moderate. Quando si superano i 2.500 metri, la regola generale è di non salire e soprattutto di non dormire a quote superiori di 600 metri rispetto a quelle di soggiorno nelle 24 ore precedenti; ogni ulteriore salita di 600 metri dovrebbe richiedere 24 ore di acclimatazione&#8221;.</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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