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	<title>inquinamneto atmosferico Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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		<title>Metano, alla ricerca delle sue principali emissioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2021 09:19:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il metano, potente gas serra le cui emissioni sono generalmente associate al settore zootecnico, invade indisturbato i cieli europei giungendo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2021/09/07/metano-alla-ricerca-delle-sue-principali-emissioni/">Metano, alla ricerca delle sue principali emissioni</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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<p>Il metano, potente gas serra le cui emissioni sono generalmente associate al settore zootecnico, invade indisturbato i cieli europei giungendo però da ben altre fonti.<br>Invisibili e molto inquinanti: sono queste le caratteristiche che accomunano le numerose <strong>fughe di metano</strong> che avvengono nelle <strong>infrastrutture di gas</strong> presenti in tutta Europa, Italia compresa. Un fenomeno preoccupante per l’alto <strong>impatto ambientale</strong> e documentato con una termocamera a infrarossi dall’Ong <strong>Clean Air Task Force</strong>.</p>



<p>Non episodi sporadici, ma un <em>modus operandi</em> consolidato, legato a <strong>guasti, perdite delle valvole, scarse manutenzioni degli impianti</strong> o alla pratica del “<strong>venting</strong>”, ossia dell’emissione volontaria e controllata dei gas da siti produttivi e di stoccaggio. Eppure, il metano ha un effetto serra circa 25 volte maggiore (dati IPCC) rispetto all’anidride carbonica nei primi 20 anni dopo l&#8217;emissione e queste ultime sono responsabili all’incirca del <strong>25% del surriscaldamento globale</strong>. Un fenomeno grave e causato dai <strong>combustibili fossili</strong>, ben diverso dal <strong>ciclo biogenico del carbonio</strong> <a href="https://www.carnisostenibili.it/effetto-serra-il-bestiame-e-il-meno-responsabile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legato agli animali da allevamento</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perdite e sfiati</strong></h2>



<p>Sono <strong>oltre 200 i siti dislocati in</strong> <strong>sette Paesi dell’Unione europea</strong> analizzati da Clean Air Task Force, da cui sono emerse <strong>perdite di metano</strong> filmate con una telecamera termica a infrarossi. Immagini che non lasciano dubbi. <strong>Sotto accusa sono finiti 123 siti di stoccaggio e raffinerie di petrolio e gas </strong>presenti in Austria, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Italia, Polonia e Romania. Lungo l’intera filiera produttiva e di trasporto-stoccaggio degli idrocarburi si verificano nocive emissioni o <strong>sfiati di rilevanti concentrazioni di metano in atmosfera</strong>. Una problematica lasciata irrisolta per anni, considerando che <strong>finora l’UE non ha regolamentato le emissioni di metano nel settore energetico</strong>, quindi le aziende che gestiscono i siti esaminati dall’Ong non stanno violando le leggi. Lo scorso ottobre, <strong>Bruxelles ha avvisato le compagnie energetiche che sarebbero state soggette a nuove regole sulle fughe di gas</strong>, invitandole a istituire programmi di rilevamento e riparazione delle perdite per trovarsi pronte ad affrontare la nuova strategia sul metano europea, volta a ridurre le emissioni di questo gas-serra. <strong>Regole che dovrebbero arrivare entro la fine del 2021</strong>, anche se è improbabile che entreranno in vigore prima del 2023. È bene sottolineare che per il metano disperso in atmosfera è quasi impossibile risalire a una fonte specifica di provenienza, quindi per far sì che le emissioni siano arginate <strong>è fondamentale orientarsi verso un monitoraggio accurato dei punti di emissione</strong>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Il problema del riscaldamento</h2>



<p><strong>Il periodo 2011-2020 è stato il decennio più caldo mai registrato</strong>, con una temperatura media globale di 1,1°C al di sopra dei livelli preindustriali nel 2019, secondo i dati <strong>Copernicus Climate Change Service</strong>, il programma europeo di osservazione della Terra che attraverso i satelliti elabora e divulga dati sullo stato di salute del globo.</p>



<p>Il <strong>riscaldamento globale</strong> legato alle azioni antropiche è attualmente <strong>in aumento a un ritmo di 0,2°C per decennio</strong>, il che è associato a gravi impatti negativi sull&#8217;ambiente naturale e sulla salute: le <strong>manifestazioni climatiche sempre più estreme</strong> degli ultimi anni sono una piccola dimostrazione del potenziale catastrofico legato a questa problematica.</p>



<p>La comunità internazionale ha riconosciuto la necessità di limitare il riscaldamento del Pianeta a massimo 1,5°C, ma <strong>le dispersioni di metano non aiutano</strong>, anzi. La soluzione? In prima battuta <strong>riparare le perdite e aggiustare i macchinari difettosi</strong>. Se finora non è stato fatto e si sono tollerate pratiche inquinanti pesanti, note e generalizzate, ora <strong>è tempo di regolamentare il settore</strong> perché il metano è un potente gas a effetto serra.</p>



<p>In altre parole, <strong>invece di attaccare sempre gli allevamenti, è tempo di orientarsi verso le vere origini di emissioni di metano</strong>. Che, al contrario di quanto succede in ambito agricolo e zootecnico, non rientrano neppure nel cosiddetto <strong>ciclo biogenico del carbonio</strong>. Infatti, quando si parla di emissioni di metano, ricordiamolo, <a href="https://www.carnisostenibili.it/emissioni-di-metano-il-bestiame-come-parte-della-soluzione-climatica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il bestiame può essere parte della soluzione climatica</a>.</p>



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<p>Anna Simone</p>



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