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	<title>covid Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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		<title>L’inquinamento dell’aria può influenzare diffusione e mortalità per Covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 12:48:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sbagliato non stupirsi, eppure sta accadendo. L’inquinamento dell’aria può contribuire a peggiorare la faccenda del Covid-19, ma non siamo più</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/04/20/inquinamento-aria-diffusione-mortalita-covid/">L’inquinamento dell’aria può influenzare diffusione e mortalità per Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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<p>Sbagliato non stupirsi, eppure sta accadendo. L’inquinamento dell’aria può contribuire a peggiorare la faccenda del Covid-19, ma non siamo più di tanto sorpresi. Un po’ perché siamo stanchi per le settimane di isolamento e un po’ perché lo intuivamo, visto che prima del coronavirus l&#8217;inquinamento atmosferico uccideva 7 milioni di persone all&#8217;anno.</p>



<p>La diffusione in tutto il mondo del Covid-19 sembra presentare, nei diversi focolai, notevoli differenze per tassi epidemici e per mortalità. Uno studio pubblicato sulla <a href="https://www.mdpi.com/search?q=&amp;journal=atmosphere&amp;sort=pubdate&amp;page_count=50" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="rivista scientifica Atmosphere (apre in una nuova scheda)">rivista scientifica Atmosphere</a> dall’Istituto di scienze dell&#8217;atmosfera (Isac) e del clima del Cnr di Lecce e Roma affronta <strong>l&#8217;interazione tra inquinamento dell’aria e Covid -19</strong> . </p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio</h2>



<p>“È <strong>plausibile che l&#8217;esposizione di lungo periodo all&#8217;inquinamento atmosferico possa aumentare la vulnerabilità degli esposti al Covid-19</strong> a contrarre, se contagiati, forme più importanti. Tuttavia, deve ancora essere stimato il peso dell&#8217;inquinamento rispetto ad altri fattori concomitanti&#8221;, spiegano <strong>Daniele Contini e Francesca Costabile di Cnr-Isac</strong>. </p>



<p>I dati mostrano <strong>focolai in aree con livelli di inquinamento</strong> <strong>diversi tra loro</strong>, ma quelli sui contagi sono legati ad attendibilità, precisione e completezza dei conteggi e alla modalità di esecuzione dei tamponi.</p>



<p>La ricerca affronta anche la trasmissione del virus in aria (detta “airborne”). “Un tema ritenuto dagli autori dello studio plausibile, anche se non è stato determinato <strong>quanto incida rispetto ad altre forme di trasmissione quali il contatto diretto e indiretto </strong>attraverso<strong> superfici contaminate</strong>”, prosegue Contini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Trasmissione
</h2>



<p><strong>La trasmissione airborne può avvenire</strong>: </p>



<p>&#8211;<strong>attraverso le goccioline</strong> di diametro relativamente grande (&gt; 5 µm), emesse da una persona contagiata con starnuti o colpi di tosse, che sono a breve distanza (1-2 metri) dal punto di emissione;</p>



<p>-oppure <strong>attraverso il bioaerosol</strong> <strong>emesso durante la respirazione e con il parlato</strong>, o il residuo secco che rimane dopo l’evaporazione, di dimensioni più piccole (&lt; 5 µm), che può rimanere in sospensione per tempi maggiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Differenza
tra ambienti</h2>



<p>I margini di incertezza sono ampi. Per valutare  la probabilità di contagio attraverso l&#8217;<strong>airborne </strong> si deve  <strong>distinguere tra ambienti interni ed esterni</strong>, tenendo conto di molti parametri, tra cui le concentrazioni di virus in aria e il loro tempo di vita.</p>



<p><strong>Per il tempo di vita si parla di circa un’ora in condizioni </strong>controllate<strong> di laboratorio, mentre in esterno il tempo potrebbero essere ridotto dall’influenza d</strong>i temperatura, umidità e radiazione solare, che possono minare le capacità infettive del virus.</p>



<p>&nbsp;“<strong>In esterno</strong>, le concentrazioni di virus rilevate in aree pubbliche a Wuhan sono al limite della rilevabilità (&lt; 3 particelle virali/m3), in confronto alle tipiche concentrazioni di particolato nelle aree urbane inquinate, che possono arrivare a 100 miliardi di particelle/m3. Quindi la probabilità di trasmissione con questo meccanismo in outdoor sembra essere molto bassa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Ipotesi</h2>



<p>Tuttavia, vi può essere una <strong>maggiore probabilità in specifici ambienti indoor, come ospedali, aree di quarantena o mezzi pubblici.</strong> In questi ambienti, la sorgente è più intensa e la dispersione in aria più limitata, per cui si possono osservare concentrazioni elevate e condizioni microclimatiche favorevoli alla sopravvivenza del virus. </p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/04/20/inquinamento-aria-diffusione-mortalita-covid/">L’inquinamento dell’aria può influenzare diffusione e mortalità per Covid-19</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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