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	<title>cere sintetiche Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>cere sintetiche Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Debutto nella ricerca: vincono due italiani!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 05:16:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[benthic foraminifera]]></category>
		<category><![CDATA[bio-indicatori]]></category>
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		<category><![CDATA[combustibili liquidi]]></category>
		<category><![CDATA[Eni Award 2011]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si chiamano Simone Gamba, del Dipartimento di Chimica &#8220;G.Natta&#8221; del Politecnico di Milano, e Fabrizio Frontalini, ricercatore dell&#8217;Università di Urbino. Hanno meno</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si chiamano <em>Simone Gamba</em>, del Dipartimento di Chimica &#8220;G.Natta&#8221; del Politecnico di Milano, e <em>Fabrizio Frontalini</em>, ricercatore dell&#8217;Università di Urbino. Hanno meno di 30 anni e sono vincitori del premio “Debutto nella ricerca” in occasione dell’<a href="http://www.eni.com/it_IT/innovazione-tecnologia/eni-award/eni-award.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Eni Award 2011</em></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Insieme a loro sono stati premiati, nelle altre categorie e per altri progetti, ricercatori e scienziati provenienti da varie parti del mondo! Meno male che anche noi abbiamo avuto i nostri degni rappresentanti <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo cosa hanno fatto!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fabrizio Frontalini</em>, ha contribuito alla ricerca su una specie marina <em>benthic foraminifera</em> (un protozoo per noi comuni mortali), come <em>bio-indicatore di tracce di inquinanti</em> nell&#8217;ambiente marino, nei laghi costieri, nelle lagune. Un monitoraggio ambientale del tutto naturale. Vogliamo sapere se un determinato sito acquatico risulta inquinato? Basta utilizzare i protozoi <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/16.0.1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1182"></span>In pratica <em>in presenza di inquinamento si verificano molti fenomeni atipici</em> tra cui la diminuzione delle specie o l’insorgenza di anormalità, come ad esempio le deformazioni del loro guscio calcareo. Tutto questo non è rimasto a livello teorico ma hanno provato ad applicarlo in diverse aree italiane particolarmente inquinate, trovando forti correlazioni tra causa-effetto. A breve si avrà la <em>standardizzazione del metodo per poterlo utilizzare e applicare su larga scala</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Simone Gamba</em>, ha sviluppato una ricerca sull&#8217;interpretazione e modellazione del <em>processo di hydrocracking degli idrocarburi</em>. E&#8217; un processo, facente parte di una catena più ampia, che <em>permette la produzione di combustibile liquido</em> (diesel, gasolio, cherosene) <em>a partire da fonti di carbonio</em>. Ad esempio gas naturale e in seguito, prevedono, anche da biomasse, quindi un produzione di green fuel a impatto zero. Gamba è partito <em>da cere sintetiche e le ha trasformate in diesel e cherosene</em> quindi in combustibili liquidi. Questi ultimi hanno un impatto ridotto perché mancano di atomi di zolfo e di azoto, e non contengono composti aromatici. Addio piogge acide e problemi di rilascio di particolato nell&#8217;aria! Mi sembra <em>fantastico questo passaggio da cera sintetica a combustibili liquidi a basso impatto ambientale</em>!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anna Simone</em></p>
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