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	<title>carne bovina acqua Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Carne bovina: consumi di acqua minori di quel che si pensi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 16:13:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[acqua per produrre carne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una fake news che, almeno una volta al mese, circola online declinata in varie salse: un chilo di carne</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2022/12/15/carne-bovina-consumi-di-acqua-minori-di-quel-che-si-pensi/">Carne bovina: consumi di acqua minori di quel che si pensi</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>C’è una <strong>fake news</strong> che, almeno una volta al mese, circola online declinata in varie salse: <strong>un chilo di carne bovina</strong> avrebbe <strong>un’impronta idrica</strong> <strong>di 15mila litri</strong>. Per fortuna non è così e, in una dieta equilibrata, la presenza di carne bovina non modifica in modo netto il nostro consumo di acqua. A metterlo nero su bianco è il <strong>CREA</strong>, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>MISURA DELL’IMPRONTA IDRICA</strong></h3>



<p>Partiamo dalle basi. Nel 1992, alla conferenza internazionale Onu di Dublino si definì come <strong>impronta idrica</strong> (water footprint) il volume di acqua dolce necessaria per produrre un qualsiasi bene o servizio (quindi anche i famigerati <strong>15mila litri per kg di carne</strong>). In poco tempo ci si rese conto della difficoltà di misurare in modo corretto la water footprintper avere dei dati reali e limitare lo spreco di acqua dolce.</p>



<p>Il problema della misura quantitativa si risolse introducendo la <strong>suddivisione in tre frazioni dell’acqua</strong> utilizzata per produrre un bene:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la&nbsp;<strong>verde,</strong>&nbsp;dovuta all’acqua piovana</li><li>la&nbsp;<strong>blu</strong>, acqua delle falde e dei bacini idrogeologici</li><li>e la&nbsp;<strong>grigia</strong>, cioè l’acqua necessaria a dilavare le molecole inquinanti.</li></ul>



<p>Per calcolare la water footprint si propose un modello che segue il concetto <strong>di valutazione del ciclo di vita LCA</strong> (Life Cycle Assessment),&nbsp;standardizzato successivamente nel 2014 da ISO 14046. Quindi scientifico e usato in tutto il mondo.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>CONSUMO DI ACQUA E CARNE BOVINA</strong></h3>



<p>Il 90% dell’acqua che serve a <strong>produrre carne</strong> è di tipo verde, in altre parole è acqua piovana che cade sul suolo e solo il 5-7% è di acqua blu, ossia proveniente dalle falde e dai bacini idrogeologici.</p>



<p>Per una porzione di carne di<strong> 80 grammi </strong>si consumano <strong>meno di 100 litri di acqua blu</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png" alt="" class="wp-image-11774" width="502" height="382" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image.png 1004w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image-300x228.png 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image-768x584.png 768w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /><figcaption>Foto da Crea</figcaption></figure></div>



<p>Ma non è tutto. Siccome l’impronta idrica (verde e blu) comprendeva anche una quota di <strong>evapotraspirazione</strong> del suolo, non si poteva prescindere dal considerare l’efficienza dell’uso dell’acqua, le condizioni pedoclimatiche del suolo e i diversi sistemi di produzione zootecniche, che vanno da estensivi, con minor uso di acqua blu, a intensivi.</p>



<p>Considerando una <strong>buona efficienza</strong> del sistema irriguo in un allevamento estensivo italiano di bovini da carne, un consumo di 790 l/kg di carne, che possono al massimo diventare 3609 l /kg in un sistema di irrigazione poco efficiente. Nei sistemi intensivi con maggiore utilizzo di acqua blu il range va da 2.302 a 7.000 l/kg.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>NON SOLO CARNE</strong></h3>



<p>Un <strong>allevamento zootecnico da carne</strong>, in particolare di tipo estensivo, che adotta tecniche di agricoltura conservativa, non produce solo carne, ma grazie all’uso di foraggi grossolani e pascolo utilizza per fini produttivi anche aree destinate ad essere abbandonate, in particolare quelle marginali. Conseguenze?</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Maggiore fissazione di carbonio organico nel suolo e minor rilascio di anidride carbonica</strong> in atmosfera</li><li><strong> limitazione degli incendi estivi</strong>;</li><li><strong>minore dilavamento e dissesti idrogeologici</strong>;</li><li><strong>arricchimento di azoto</strong>, sia grazie alle deiezioni sia con la coltivazione di leguminose e così via</li></ul>



<p>Il bovino, inoltre, non necessita di un utilizzo ingente dell’acqua nei mesi più caldi. Tutti i ruminanti in grado di <strong>digerire la cellulosa</strong> garantiscono uno stoccaggio, sottoforma di alimenti, delle risorse idriche autunno primaverili.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>STRESS IDRICO</strong></h3>



<p>Qual è l’impatto degli allevamenti di bovini da carne sulle riserve idriche? Per calcolarlo si ricorre anche allo <strong>stress idrico</strong>, definito come <strong>la mancanza di capacità di soddisfare la domanda umana ed ecologica di acqua dolce</strong>. Fu Pfister, nel 2014, a ipotizzare un indice di stress idrico che varia da 0,01 (scarsità idrica minima) a 1 (scarsità idrica massima) ed è legato al periodo dell’anno e alle condizioni metereologiche.</p>



<p>Se i<strong> bacini idrogeologici </strong>sono in<strong> sofferenza idrica</strong>, l’impronta idrica blu pesa di più se sono in sofferenza per motivi metereologici; l’impronta verde di un alimento diminuisce a discapito di un incremento di quella blu.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>LA SOLUZIONE NON È MANGIARE MENO CARNE</strong></h3>



<p>Va mangiato il giusto quantitativo di carne legato ai consigli della <strong>dieta mediterranea</strong>. Privarsene perché si ritiene che, mangiandone meno, si contribuisca comunque alla salvaguardia delle risorse idriche, non è la soluzione.</p>



<p><strong>Se si sostituisce parte della carne</strong> con verdura e frutta, che derivano da colture irrigue, <strong>il consumo complessivo di acqua nella dieta non varia in modo sostanziale</strong>. Come si vede dalla foto seguente<strong>, non ci sono differenze nel consumo di acqua per la dieta EAT-Lancet con porzioni ridottissime di carne</strong> (meno di 100g a settimana)<strong> e la Dieta Mediterranea</strong> (300g di carne a settimana).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png" alt="" class="wp-image-11775" width="502" height="412" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image-1.png 1004w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image-1-300x246.png 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2022/12/image-1-768x630.png 768w" sizes="(max-width: 502px) 100vw, 502px" /></figure></div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Foto da Crea: Confronto dell’impronta idrica (L di acqua consumata giornalmente da ogni persona per alimentarsi) tra le diete EAT -Lancet e Mediterranea rispetto alla dieta più comune di alcuni paesi <strong>(Cambeses-Franco et al. 2022).</strong></p></blockquote>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>CONCLUSIONE</strong></h3>



<p>La nostra dieta, se equilibrata, non incide sul <strong>risparmio idrico</strong> e le indicazioni che emergono dall’analisi dell’impronta idrica degli alimenti &#8211; come spiegano dal CREA &#8211; non sono fatte per modificare le nostre <strong>scelte alimentari</strong>. Le indicazioni che derivano da un calcolo corretto dell’impronta idrica aiutano nelle scelte politiche, economiche e di sviluppo tecnologico legate al settore agrifood di un Paese.</p>



<p>Largo spazio quindi alla <strong>pianificazione delle produzioni zootecniche</strong>. La <strong>ricerca del CREA</strong> sta dando delle indicazioni nell’ambito della zootecnia di precisione, dell’utilizzo di sottoprodotti nella razione, nella modificazione genetica delle principali colture foraggere e nell’efficienza produttiva e riproduttiva degli animali, così da mitigare lo <strong>stress idrico dovuto agli allevamenti</strong>. Non la dieta di ciascuno di noi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2022/12/15/carne-bovina-consumi-di-acqua-minori-di-quel-che-si-pensi/">Carne bovina: consumi di acqua minori di quel che si pensi</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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