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	<title>vitamina d alimenti Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>L’olio del tonno in scatola non va buttato: è ricco di vitamina D e omega3</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2021 15:41:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra le cattive abitudini che accomunano molti di noi spicca quella di buttare l’olio del tonno in scatola nel lavandino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2021/05/07/lolio-del-tonno-in-scatola-non-va-buttato-e-ricco-di-vitamina-d-e-omega3/">L’olio del tonno in scatola non va buttato: è ricco di vitamina D e omega3</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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<p>Tra le cattive abitudini che accomunano molti di noi spicca quella di buttare l’olio del tonno in scatola nel lavandino. Un vero spreco, considerando che <strong>rispetto all&#8217;olio di partenza si arricchisce di omega 3 e vitamina D che prende dal pesce</strong>.<br>Ad averlo scoperto è una ricerca della Stazione Sperimentale per l&#8217;Industria delle Conserve Alimentari (<a href="https://www.ssica.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ssica</a>) di Parma, condotta per conto dell’Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare (Ancit).<br>Dopo aver analizzato l&#8217;olio d&#8217;oliva presente in campioni di tonno in scatola da 80 gr pronti per il consumo &#8211; mantenendoli a diverse temperature (4°, 20° e 37°) e osservando le variazioni durante 13 mesi &#8211; i risultati non hanno registrato alterazioni. Anzi, hanno evidenziato nell&#8217;olio a contatto col tonno un aumento dei grassi polinsaturi, in particolare composti da acidi grassi omega 3 e di vitamina D (colecalciferolo), naturalmente non presenti nell&#8217;olio d&#8217;oliva, conservando buone caratteristiche all&#8217;assaggio, all&#8217;aroma, al sapore e al colore.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>I vantaggi dell’olio d’oliva del tonno in scatola</strong></h2>



<p>La presenza di acidi grassi <strong>omega 3</strong> a lunga catena è tale che 10 gr dell’olio in cui viene conservato il tonno coprono il 10% del fabbisogno giornaliero. Stesso discorso per la<strong> vitamina D</strong>, 10 gr di quest’olio coprono il 5% circa del fabbisogno giornaliero raccomandato per la fascia d’età 19-50 anni, importante per il mantenimento del metabolismo del calcio. <strong>La vitamina D è liposolubile e alcuni pesci, soprattutto quelli grassi come lo sgombro, le sardine, il tonno e il salmone ne contengono discrete quantità.</strong> È bene non farli mancare sulle nostre tavole.<br>Inoltre, non va trascurato l’aspetto ambientale.<strong> Gettare l’olio della scatoletta è uno spreco alimentare che tutti possiamo evitare</strong>. E gettarlo nel lavandino provoca anche un danno ambientale perché genera problemi ai sistemi di depurazione delle acque, intasa gli impianti e rallenta il processo di trattamento.<br>Se poi raggiunge fiumi e mari, forma una patina sulla superficie dell’acqua impedendo il passaggio dei raggi solari, contribuendo ad alterare l’equilibrio degli ecosistemi acquiferi. Certo non il quantitativo di una singola scatoletta!</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come riutilizzare l’olio d’oliva del tonno in scatola</strong></h2>



<p>Dove buttare l’olio del tonno in scatola? Da nessuna parte perché ora sappiamo che possiamo<strong> riutilizzarlo in cucina</strong>, in perfetta ottica di economia circolare. Innanzitutto, <strong>va comprato del tonno all’olio di oliva di qualità, per poi riciclarlo come condimento o come ingrediente</strong>. In primis, per preparare il soffritto della pasta al tonno: in bianco o col pomodoro, ma anche per preparare una bruschetta. O magari, utilizzarlo per marinare il pesce o per preparare una salsa di condimento, ad esempio per una focaccia con tonno, cipolla e zucchine.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2021/05/olio-tonno-si-mangia.jpeg" alt="tonno in olio di oliva" class="wp-image-11687" width="801" height="575"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Ricetta bruschetta con olio, caprino, tonno e acciughe</strong></h2>



<p>Ho preso in prestito una facile ricetta del blog HealthSoup di Paolo Pedemonte per preparare <strong>un’ottima bruschetta servono: pane per bruschette</strong>, 160g formaggio caprino, 100g ricotta, una scatoletta tonno sott&#8217;olio (160g peso complessivo), 2 acciughe sotto sale, prezzemolo secco, pepe nero.<br>Si parte abbrustolendo in forno o su una padella molto calda il pane delle bruschette. Disponete il formaggio diviso in due diverse ciotole: 80g di caprino e 50g di ricotta in ciascuna ciotola. In una ciotola condite il formaggio con il pepe mentre la seconda dovrete condirla con il prezzemolo secco. Trasferite il formaggio in due sac-a-poche differenti. Procedete ad assemblare la bruschetta alternando ciuffetti di formaggio al pepe con ciuffetti di formaggio al prezzemolo. Aprite la scatoletta di tonno e scolate l’olio d’oliva senza buttarlo via perché servirà per ultimare la ricetta. Disponete sul formaggio il tonno e le acciughe. Condite con l’olio avanzato dalla scatoletta.</p>



<p>Anna Simone</p>
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		<title>La vitamina D dove si trova?</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/06/13/la-vitamina-d-dove-si-trova/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Jun 2018 07:31:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rimedi naturali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vitamina D è nota anche come “vitamina del sole” non a caso: grazie ai raggi solari il nostro organismo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La vitamina D è nota anche come “vitamina del sole” non a caso: grazie ai raggi solari il nostro organismo è in grado di produrla.<br />
Il suo ruolo principale è di facilitare la fissazione del calcio nelle ossa, prevenire il rachitismo nei bambini e l’osteoporosi negli adulti, inoltre, agendo anche livello di muscolatura e nervi, riduce il rischio di cadute e fratture nell&#8217;anziano. Oltre a proteggere dall&#8217;osteoporosi, una carenza di vitamina D sembra influenzare la comparsa di malattie autoimmuni come il diabete di tipo 1, la sindrome metabolica, alcune malattie cutanee tipo psoriasi e dermatite atopica.</p>
<p><strong>L’importanza del sole<br />
</strong>Dobbiamo esporci ai raggi solari per permettere al nostro corpo di generare dei livelli adeguati di questa vitamina. In generale, sono sufficienti circa 15 /20 minuti al giorno, anche con cielo nuvoloso, lasciando scoperti almeno mani, braccia e viso; è preferibile nelle ore del mattino e del tardo pomeriggio, restando all&#8217;ombra nelle ore centrali della giornata, in particolare durante la bella stagione quando il sole è molto forte. Il corpo ha capacità di accumulare vitamina D se durante i mesi estivi è stata prodotta a sufficienza, così da attingere da questo deposito durante l’inverno.</p>
<p><strong>La vitamina D negli alimenti<br />
</strong><a href="https://ecospiragli.it/2018/06/12/abbronzatura-si-ma-con-protezione-solare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Esponendoci al sole in modo corretto</a>, la nostra pelle produce circa l’80% del fabbisogno di vitamina D, mentre il restante 20% viene assunto con l’alimentazione, come il pesce grasso (aringa, salmone, sgombro), fegato, carne di vitello, tuorlo d’uovo, olio di fegato di merluzzo, quindi cerchiamo di non far mancare questi cibi nella nostra dieta.<br />
(Consigli tratti da <strong>Azienda sanitaria dell’Alto Adige</strong>).</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/06/13/la-vitamina-d-dove-si-trova/">La vitamina D dove si trova?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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