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	<title>vespa velutina Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>vespa velutina Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Vespa velutina, come fermarla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 10:42:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[vespa asiatica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il recente annuncio a mezzo stampa dell’arrivo della vespa killer dall’Asia nasce vecchio, ma il problema c’è ed è serio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2020/05/05/vespa-velutina-come-fermarla/">Vespa velutina, come fermarla</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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<p>Il recente annuncio a mezzo stampa dell’arrivo della vespa killer dall’Asia nasce vecchio, ma il problema c’è ed è serio. Questo calabrone asiatico, cioè la vespa velutina, in Europa è comparso già nel 2004, probabilmente introdotto con merci di origine cinese. Dopo il primo rilevamento in Francia si è diffuso in pochi anni in Belgio, Spagna, Portogallo, Germania e nel 2012 anche in Italia.</p>



<p><strong>La sua presenza fa molti danni ed è una seria minaccia per la biodiversità. Lo sanno bene in Toscana, Piemonte, Emilia Romagna e Liguria</strong> le regioni più colpite dalla vespa killer. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Effetti collaterali
della diffusione della vespa velutina</strong></h2>



<p>La <strong>velutina è abile nell&#8217;attaccare mortalmente le api</strong>: le cattura davanti agli alveari e le uccide per nutrire le numerose larve presenti nei suoi nidi. Quando questo predatore tiene sotto assedio gli alveari le api  per difendersi smettono di uscire per raccogliere nettare e polline, necessario per nutrire la famiglia, e di conseguenza la colonia si indebolisce. A titolo di esempio, in Francia, sono state segnalate perdite degli alveari che arrivano fino al 50% a causa della vespa velutina.<br>Ma non finisce qui. Oltre alle api, <strong>questo calabrone asiatico preda anche altri importanti impollinatori , come bombi, megachilidi, farfalle</strong> e così via.<br>Neanche gli uomini possono stare tranquilli, considerando che <strong>il tasso di aggressività verso l’uomo è simile a quello del calabrone europeo, però in prossimità dei nidi l’attacco può essere violento</strong> e bisogna prestare attenzione: 8-12 punture possono provocare un avvelenamento che richiede il ricovero in ospedale.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa fare</strong></h2>



<p>Da tempo esistono diversi progetti come <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Life Stopvespa (apre in una nuova scheda)" href="https://www.vespavelutina.eu/it-it/" target="_blank">Life Stopvespa</a> sostenuto dall&#8217;Ue o <a rel="noreferrer noopener" aria-label="Stopvelutina (apre in una nuova scheda)" href="https://www.stopvelutina.it/" target="_blank">Stopvelutina</a>, rete italiana che unisce enti di ricerca e apicoltori per cercare di fermare l&#8217;avanzata del calabrone asiatico.<br> “Sul nostro territorio nazionale, per prima cosa <strong>va segnalata la presenza dell’insetto</strong> o del nido a <a href="http://www.stopvelutina.it/effettua-una-segnalazione/">questo link</a> perché sarà molto utile per fermare la diffusione della vespa. Bisogna poi organizzarsi per <strong>distruggere i  nidi</strong> perché da ognuno potrebbero nascere, l’anno successivo, altre 30-40 colonie. Inoltre, vanno <strong>messe delle trappole anti-vespa</strong> vicino a casa o, se sei un apicoltore, attorno agli alveari”, si legge sul sito Stopvelutina.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A chi telefonare</h2>



<p><br>In <strong>Liguria  </strong>le segnalazioni vanno fatte alla Regione Liguria (800 445 445)<br>In <strong>Piemonte</strong> alla Regione Piemonte (011 432 16 47) o agli apicoltori di Aspromiele (tel. 0171 693 689 – 346 602 7829)<br>Nell’area <strong>Lombardia, Veneto, Emilia-Romagn</strong>a il focal point per le segnalazioni è Laura Bortolotti (CREA): 345-6423030<br>In <strong>Toscana</strong> il focal point per le segnalazioni è Federico Cappa (Università di Firenze): 339-8073992</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come eliminare i nidi
della vespa velutina</strong></h2>



<p>Esistono due tipologie di nidi: primari e secondari. <strong>I nidi primari possono essere rimossi </strong>senza chiamare interventi particolari. <strong>Si trovano a primavera e si riconoscono perché sono piccoli, contengono pochi individui e sono attaccati a una superficie</strong> – per esempio soffitti o terrazze – tramite un peduncolo che li sostiene. <br>Si deve agire al tramonto o di notte, quando le vespe non volano e la regina è nel nido, basta spruzzare dell’insetticida spray per vespe oppure raccogliere il piccolo nido in un contenitore, per poi congelarlo per un paio di giorni.<br>Se si è inesperti, il fai da te va evitato e vanno chiamati i vigili del fuoco o le squadre di intervento.</p>



<p>“<strong>I nidi secondari sono dei grandi vespai realizzati all’aperto in luoghi riparati e inaccessibili</strong>, talvolta a notevoli altezze (5-20 metri), per esempio sulla cima degli alberi, per cui d’estate potrebbe essere difficile individuarli per via del fogliame. All’interno esistono 6-7 strati di celle, che ospitano una popolazione media totale di 6mila individui (con picchi superiori ai 12mila)”, spiegano da Stopvelutina.<br><strong>Non si deve mai agire da soli, ma telefonare ai vigili del fuoco </strong>per far rimuovere i nidi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="809" height="436" src="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/trappola-vespa-velutina.jpg" alt="" class="wp-image-11152" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/trappola-vespa-velutina.jpg 809w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/trappola-vespa-velutina-300x162.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2020/05/trappola-vespa-velutina-768x414.jpg 768w" sizes="(max-width: 809px) 100vw, 809px" /><figcaption>Immagine su Stopvelutina</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Trappole</strong></h2>



<p>Le trappole zuccherine attirano gli adulti di calabrone. Vanno
posizionate alla fine dell’estate o all’inizio dell’autunno, quando intercettano
le nuove regine appena nate. </p>



<p>Come costruirla? “<strong>Prendete una bottiglia di plastica vuota da un litro e mezzo e tagliatela a metà</strong>. Nella parte inferiore mettete l’esca zuccherina, la migliore soluzione è il contenuto di una lattina di birra chiara (4.7% di alcool) perché non attrattiva per le api. La parte superiore della bottiglia va capovolta e inserita nella prima metà e per permettere l’uscita di altri insetti catturati dalla trappola si consiglia di fare dei fori di 5 millimetri e porre un galleggiante nella birra. <strong>Queste trappole possono essere appese</strong> a rami di alberi e arbusti, oppure a ganci realizzati appositamente, a una altezza dal suolo di 1,50-1,80 m.<br> Se avere un apiario, collocate le trappole ai lati delle file di alveari, a 20-50 cm circa dalla parete dell’arnia e ad altezza non superiore al livello del tettuccio. <strong>Ogni due settimane bisogna ricordarsi di sostituire l’esca</strong>”, spiegano da Stopvelutina.</p>



<p><em>Anna Simone</em></p>
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