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	<title>problemi cuore Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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		<title>Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2018 19:17:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non ci sono buone notizie: un recente studio dell&#8217;Università Statale di Milano dimostra la relazione fra l&#8217;esposizione annuale alle polveri</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/12/17/cause-infarto-attenzione-allinquinamento-atmosferico/">Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non ci sono buone notizie: un recente studio dell&#8217;Università Statale di Milano dimostra la relazione fra l&#8217;esposizione annuale alle polveri sottili e il possibile sviluppo di malattie cardiovascolari. Già l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, rifacendosi a un&#8217;ampia letteratura internazionale, ha incluso l&#8217;inquinamento ambientale tra le principali cause di mortalità prevenibile, questo studio è un tassello aggiunto a un quadro non rassicurante.</p>
<p>L&#8217;esposizione all&#8217;inquinamento ambientale e al PM (particolato atmosferico), derivati soprattutto da veicoli, pneumatici e combustioni, è associata a una maggiore percentuale di patologie cardiovascolari, ad esempio <strong>l&#8217;infarto del miocardio, l&#8217;ictus cerebrale, lo scompenso cardiaco e le aritmie</strong>, tutte malattie il cui sviluppo è strettamente legato anche all&#8217;obesità, condizione fisica che rende le persone più suscettibili alle malattie cardiovascolari.</p>
<p>Lo studio ha rilevanza scientifica e sono si tratta di allarmismi ingiustificati, infatti è stato pubblicato sulla rivista di settore European Journal of Preventive Cardiology: c’è una r<strong>elazione fra l&#8217;esposizione annuale al PM10 e i livelli circolanti di PCSK9</strong>, proteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 che, oltre a essere il principale regolatore della colesterolemia LDL, rappresenta anche un possibile fattore di rischio cardiovascolare.</p>
<p>In particolare il team di ricercatori Valentina Bollati e Angela Pesatori, del dipartimento di Scienze cliniche e di comunità, e Alberto Corsini e Massimiliano Ruscica, del dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari, oltre ad altri giovani ricercatori dell’Università Statale – ha preso in considerazione<strong> la concentrazione nel sangue di PCSK9 in 500 soggetti sovrappeso,</strong> il cui rischio cardiovascolare è stato valutato con un algoritmo ad hoc &#8211; il Framingham Risk Score – dimostrando che in questi individui l&#8217;aumento dei livelli di PCSK9 e dei valori del Framingham Risk Score sono associati all&#8217;esposizione annuale ai valori di PM10.<br />
Ma non finisce qui. Dallo studio emerge che fra i soggetti presi in esame <strong>l&#8217;effetto è particolarmente significativo nei soggetti con meno infiammazione</strong>, cioè quelli che avevano un livello di interferone-γ basso.</p>
<p><strong>Cosa possiamo fare?</strong> Inquinare meno, a partire dalle nostre piccole azioni quotidiane perché tutti siamo responsabili dello stato attuale dell’ambiente, mangiare sano e fare un minimo di attività fisica. Possono sembrare consigli banali, ma pensiamo solo a tutte le volte che la pigrizia non ci fa fare una minuziosa raccolta differenziata oppure ci boicotta una semplice passeggiata…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/12/17/cause-infarto-attenzione-allinquinamento-atmosferico/">Cause infarto, attenzione all&#8217;inquinamento atmosferico</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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