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	<title>bottiglie plastica Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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	<description>Una finestra sull&#039;ecologia e sull&#039;ambiente</description>
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	<title>bottiglie plastica Archivi - Ecospiragli di Anna Simone</title>
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		<title>Planet or plastic: la plastica può essere una risorsa?</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2019/07/15/planet-or-plastic-la-plastica-puo-essere-una-risorsa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2019 19:25:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È tutto racchiuso in questa foto: qualcosa nella gestione della plastica è andata e sta andando storta. La cicogna intrappolata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2019/07/15/planet-or-plastic-la-plastica-puo-essere-una-risorsa/">Planet or plastic: la plastica può essere una risorsa?</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È tutto racchiuso in questa foto: qualcosa nella gestione della plastica è andata e sta andando storta.<br />
La cicogna intrappolata nel sacchetto è stata fotografata in Spagna dal fotografo John Cancalosi, che è poi riuscito a liberarla e dunque a salvarla.<br />
<strong>Questo scatto l’ho visto durante <a href="https://genusbononiae.it/mostre/planet-or-plastic/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Planet or plastic</a></strong> &#8211; in scena fino al 22 settembre presso il complesso museale bolognese di Santa Maria della Vita &#8211; una mostra suggestiva, organizzata da National Geographic, Genus Bononiae, Musei nella Città e Fondazione Carisbo, che è un concentrato di spunti che fanno riflettere sulla plastica, materiale leggero, resistente ed economico, che però va tenuto sotto controllo.</p>
<h2><strong>Le plastiche non sono biodegradabili</strong></h2>
<p>Se disperse nell&#8217;ambiente dall&#8217;uomo mettono in pericolo la vita degli animali, che spesso ne mangiano frammenti più o meno grandi scambiandoli per cibo e altrettanto spesso rimangono intrappolati in sacchetti e manufatti plastici, inoltre, la plastica gettata a mare o nei terreni ha un carico inquinante.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10232" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-mostra.jpg" alt="inquinamento mare" width="950" height="630" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-mostra.jpg 950w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-mostra-300x199.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-mostra-768x509.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-mostra-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></p>
<p>Potreste obiettare che la plastica si può riciclare, basterebbe impegnarsi in una corretta raccolta differenziata. È vero in parte.<strong> Le attuali tecnologie permettono di riciclare solo gli imballaggi</strong>, questo vuol dire che nel cestino dedicato alla plastica non possono andare oggetti o manufatti. Ad esempio, se si rompe un giocattolo, una penna, un evidenziatore, una ciabatta e così via, in plastica, vanno gettati nel cestino dell’indifferenziato, appunto perché non sono imballaggi.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10233" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-foto-mostra.jpg" alt="plastica" width="950" height="630" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-foto-mostra.jpg 950w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-foto-mostra-300x199.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-foto-mostra-768x509.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/planet-or-plastic-foto-mostra-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></p>
<p>“Allora potremmo sostituire la plastica con la bioplastica, che è biodegradabile e compostabile”, potreste replicare. Non si può, perché le caratteristiche di questo materiale di nuova generazione non ne permettono un uso universale. Tra l’altro, ne <strong>approfitto per ricordare che la bioplastica non va gettata insieme alla plastica</strong>: il suo fine vita è con la spazzatura organica.</p>
<p>“La plastica biodegradabile non è la soluzione all&#8217;enorme problema della plastica, è una soluzione a una parte del problema”, ha <strong>affermato a margine di Planet or plastic Filippo Bertacchini, site relations manager di<a href="https://www.basf.com/it/it.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> BASF Italia</a></strong> &#8211; azienda chimica che investe in tecnologie sostenibili e che un decennio fa è stata tra le prime a realizzare polimeri biodegradabili -. Io concordo con lui.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10234" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2019/07/plastica-ambiente.jpg" alt="inquinamento plastica" width="950" height="630" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/plastica-ambiente.jpg 950w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/plastica-ambiente-300x199.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/plastica-ambiente-768x509.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/plastica-ambiente-120x80.jpg 120w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></p>
<h2><strong>Il miglior rifiuto è quello che non esiste</strong></h2>
<p>Pensare di voler sostituire tutta la plastica con altri materiali ed eliminarla dal Pianeta non è attuabile, non è realistico, insomma è una mera utopia. <strong>Bisogna essere pragmatici nell’affrontare il problema delle plastiche</strong>. Come? Avviando a riciclo quelle che possono essere riciclate, investendo in nuovi materiali a basso impatto ambientale, mettendo al bando l’usa e getta superfluo (ad esempio le cannucce di plastica, considerando che nei soli Stati Uniti se ne consumano 500 milioni al giorno), producendo materiali plastici che arrivino integri a fine vita senza perdere particelle (microplastiche) e investendo in soluzioni tecnologiche per un maggior riciclo.</p>
<p>Su quest’ultimo punto ho scoperto che BASF sta portando avanti <strong>un progetto di riciclo chimico</strong>, insieme ad altri partner, per trovare delle soluzioni all&#8217;emergenza plastica.<br />
Si tratta di una modalità innovativa per ridare vita ai rifiuti attualmente non riciclabili, come quelli fatti di plastica mista o sporca, che di solito vengono inviati in discarica o bruciati per recuperare energia.</p>
<h2>Il riciclo chimico</h2>
<p>Col riciclo chimico <strong>si sfruttano i processi termochimici e dalle plastiche si ottengono gas di sintesi oppure oli da usare come materie prime nella produzione</strong>, sostituendo così una parte delle risorse fossili vergini. I primi prodotti pilota basati su rifiuti in plastica riciclati chimicamente sono già stati realizzati, quindi la via è precorribile.</p>
<p>Aggiungo <strong>che il riciclo chimico su larga scala permetterebbe di arrivare a un riciclo del 50% della plastica diventata rifiuto</strong>, mentre al momento siamo fermi al 18%. Basti pensare che su 100 oggetti di plastica, 9 vengono riciclati, 91 diventano rifiuti, di questi ultimi 12 vengono bruciati e 79 finiscono in mare.</p>
<p><iframe title="ChemCycling – first Prototypes" width="810" height="456" src="https://www.youtube.com/embed/IgeCyrK9yiA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p>“<strong>La plastica è una grande invenzione, ma occorre gestirla in modo corretto</strong>, valorizzandone le proprietà e rispettando l’ambiente”. Sono le parole di <strong>Andreas Riehemann, presidente e amministratore delegato di BASF Italia</strong>.</p>
<p>Come? Un altro percorso intrapreso da questo gruppo aziendale è l’aver fondato a inizio del 2019 l’<strong>Alliance to End Plastic Waste</strong>, insieme ad 30 aziende, per promuovere <strong>soluzioni che riducano ed eliminino i rifiuti plastici nell’ambiente</strong>, soprattutto quelli dispersi negli oceani.<br />
Sul piatto è stato messo oltre 1 miliardo di dollari con l’obiettivo di arrivare a 1,5 miliardi nei prossimi cinque anni per sviluppare e commercializzare soluzioni innovative capaci di ridurre al minimo i rifiuti plastici e di gestirli al meglio e nello stesso tempo promuovere soluzioni di riutilizzo della plastica in un’ottica di economia circolare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10235" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2019/07/mare-pulito.jpg" alt="mare pulito italia" width="1280" height="960" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/mare-pulito.jpg 1280w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/mare-pulito-300x225.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/mare-pulito-768x576.jpg 768w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2019/07/mare-pulito-1024x768.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<h2><strong>Eco consigli</strong></h2>
<p><strong>Chiudo con dei consigli</strong>: andate a vedere la mostra Planet or plastic a Bologna, riducete ai minimi termini l’utilizzo di prodotti plastici e non acquistate prodotti usi e getta tutte le volte che potete farne a meno!</p>
<p>Articolo scritto in collaborazione con Basf italia</p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Plastica nei mari: è arrivato il seabin cattura rifiuti</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/09/21/plastica-nei-mari-e-arrivato-il-seabin-cattura-rifiuti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 08:57:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Basta plastica! Ho scoperto che un aiuto per quella che finisce in mare si chiama seabin. Che cos’è? Uno speciale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/09/21/plastica-nei-mari-e-arrivato-il-seabin-cattura-rifiuti/">Plastica nei mari: è arrivato il seabin cattura rifiuti</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Basta plastica! Ho scoperto che un aiuto per quella che finisce in mare si chiama seabin. Che cos’è? Uno <strong>speciale cestino ideato ad hoc per ripulire le acque marine dai rifiuti</strong>, soprattutto plastici, ma anche da mozziconi di sigarette, cotton fioc, imballaggi, cannucce e “beach litter” vario.<br />
Qualche giorno fa <strong>ero all’inaugurazione del seabin di Fano, nel porto Marina dei Cesari</strong>, e posso affermare che l’idea è grandiosa e su larga scala contribuirà a rendere meno inquinato il mar Mediterraneo.</p>
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<p><strong>Come funziona</strong></p>
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<p>[wpvideo UwcJ2v8i]</p>
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<p>Il seabin è fissato a un pontile ed è installato in una posizione strategica (individuata tra i punti di accumulo), così da ricevere in automatico i rifiuti, spinti lì dall&#8217;azione spontanea del vento e delle correnti. La pompa ad acqua, di cui è dotato, tratta 25mila litri di acqua marina all&#8217;ora e il cestino riesce a contenere fino a un massimo di 20kg di spazzatura: una volta pieno va svuotato e pulito; funziona di continuo, quindi <strong>è in grado di acchiapparne parecchia, circa 1,5 kg al dì, cioè oltre 500 kg all’anno</strong>, comprese le microplastiche (da 5 a 2 mm di diametro) e le microfibre (da 0,3 mm). Una caratteristica non da poco, considerando che questi minuscoli frammenti di plastica si attaccano alle alghe di cui di cibano i pesci, che quotidianamente finiscono sulle nostre tavole.</p>
<p>Nel solo mar Mediterraneo ogni giorno arrivano circa 731 tonnellate di rifiuti, purtroppo <strong>l’Italia, con 90 tonnellate prodotte, rappresenta il terzo Paese più inquinante</strong> dell’aerea. Non a caso i pescatori da anni continuano far presente che il 50% del loro pescato è costituito da plastica, che rigettano in mare dopo averla divisa dal pesce.</p>
<p>All’inaugurazione del seabin installato nelle Marche, <strong>sono stata invitata Whirlpool Emea</strong> (sì il big degli elettrodomestici) e si tratta di un’iniziativa che rientra nel progetto PlasticLess, promosso da LifeGate &#8211; realtà leader nei progetti di sostenibilità -, per arginare l’inquinamento dei mari italiani.<br />
<strong>L’azienda per ora ha installato due seabin</strong> (il secondo è San Benedetto del Tronto), così da contribuire a salvaguardare il mare dall’invasione delle plastiche. A ciò si aggiunge <strong>l’impegno nella riduzione dei rifiuti di plastica,</strong> l’utilizzo di quella riciclata nelle componenti dei propri prodotti e l’eliminazione di quella monouso nei suoi siti e negli uffici.</p>
<p>Speriamo che altre aziende seguano l’esempio perché <strong>più seabin vengono installati e più spazzatura si riesce a raccogliere</strong>. Certo i rifiuti non dovrebbero finire in mare, ma differenziati e avviati a corretto riciclo. Tuttavia, per quelli dispersi nell’ambiente qualcosa bisogna pur fare e questa iniziativa a me sembra valida.</p>
<p>Post scritto in collaborazione con Whirlpool.<br />
<em>Anna Simone</em></p>
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		<title>Bottiglie di plastica e non solo, ora su Whatsapp si possono segnalare i rifiuti in mare</title>
		<link>https://www.ecospiragli.it/2018/07/04/bottiglie-di-plastica-e-non-solo-ora-su-whatsapp-si-possono-segnalare-i-rifiuti-in-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecospiragli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jul 2018 05:43:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Bicchieri di plastica, contenitori di plastica, sacchetti di plastica, piatti di plastica e così via: sono centinaia le tipologie di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/07/04/bottiglie-di-plastica-e-non-solo-ora-su-whatsapp-si-possono-segnalare-i-rifiuti-in-mare/">Bottiglie di plastica e non solo, ora su Whatsapp si possono segnalare i rifiuti in mare</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Bicchieri di plastica, contenitori di plastica, sacchetti di plastica, piatti di plastica e così via: sono centinaia le tipologie di rifiuti che troviamo sulle spiagge, vediamo sui fondali oppure osserviamo galleggiare in mare.<br />
Che fare? Greenpeace ha lanciato <strong>Plastic Radar, un servizio per segnalare la spazzatura plastica utilizzando Whatsapp.<br />
</strong>Come? Basta<strong> scattare una foto e inviarla al numero +39 342 3711267</strong> (condividendo la posizione), se possibile, facendo in modo che sia riconoscibile il marchio e il tipo di plastica.<br />
Anche se non siamo stati noi a sporcare, dopo aver inviato la segnalazione, è bene gettare quanto trovato nel cestino. Il mare ringrazia!</p>
<p>Attraverso il sito plasticradar.greenpeace.it sarà possibile consultare i risultati e scoprire quali sono le tipologie di imballaggi più comuni nei mari italiani, a quali categorie merceologiche appartengono, se sono in plastica usa e getta o multiuso e da quali posti arriva il maggior numero di segnalazioni.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" size-full wp-image-10018 aligncenter" src="http://ecospiragli.luisafassino.com/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean.jpg" alt="plastic-ocean" width="800" height="600" srcset="https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean.jpg 800w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean-300x225.jpg 300w, https://www.ecospiragli.it/wp-content/uploads/2018/07/plastic-ocean-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>“Le spiagge e i fondali marini stanno soffocando. Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica, ma ad <strong>accendere i riflettori su questo inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi</strong>”, dichiara <strong>Giuseppe Ungherese, responsabile della Campagna Inquinamento di Greenpeace Italia</strong>.<br />
“L’iniziativa, oltre a far luce sui rifiuti in plastica più presenti nei mari nostrani, vuole individuare anche i principali marchi che continuano a immettere sul mercato enormi quantitativi di plastica, per lo più usa e getta, non assumendosi responsabilità sul corretto riciclo e recupero&#8221;, aggiunge Ungherese.<br />
Sono <strong>numerosi gli oggetti plastici monouso che ormai fanno parte della nostra vita quotidiana</strong>. Secondo le segnalazioni che stanno arrivando a Plastic radar, tra gli abbandoni selvaggi nei nostri mari e spiagge spiccano:</p>
<ul>
<li><strong>bottiglie</strong></li>
<li><strong>confezioni per alimenti</strong></li>
<li><strong>frammenti</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre il 90% della plastica prodotta non è mai stata riciclata e quando finisce in mare può restarci per secoli: un sacchetto impiega fino a 20 anni per degradarsi, una cannuccia o una bottiglia impiegano fino a 500 anni, un <strong>contenitore in polistirolo fino a 1000 anni</strong>.<br />
Ricordiamoci di usare meno plastica, di gettarla negli appositi cestini dopo l’uso. e <strong>salviamoci il numero per le segnalazioni (+39 342 3711267).</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="Segnala la Plastica" width="810" height="456" src="https://www.youtube.com/embed/IQukNmmOiNs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></p>
<p><em>Anna Simone</em></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.ecospiragli.it/2018/07/04/bottiglie-di-plastica-e-non-solo-ora-su-whatsapp-si-possono-segnalare-i-rifiuti-in-mare/">Bottiglie di plastica e non solo, ora su Whatsapp si possono segnalare i rifiuti in mare</a> proviene da <a href="https://www.ecospiragli.it">Ecospiragli di Anna Simone</a>.</p>
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